STAGIONE DI DANZA

THIS IS A PREMIERE

idea, coreografia, interpretazione Cristiana Morganti, Emanuele Soavi

drammaturgia Cristiana Morganti

disegno luci Simone Mancini

costumi Chiara Venturini

sguardo esterno Achim Conrad, Kenji Takagi

sound editing Federico Casadei

assistenti alla coreografia Elena Copelli, Federico Casadei

direttore tecnico  Roman Sroka

produzione esecutiva Achim Conrad

ufficio stampa Elisa Sirianni

distribuzione per l’Italia Roberta Righi


 

 

 

Una produzione Emanuele Soavi incompany e Cristiana Morganti
in coproduzione con Festival euro-scene Festival – Leipzig (DE), Pina Bausch Zentrum – Wuppertal (DE), Centro Servizi Culturali Santa Chiara – Trento (IT), TanzFaktur – Köln (DE)
con il sostegno di Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale (IT) e Teatro Comunale di Ferrara (IT)
finanziata da Kulturamt der Stadt Köln, Ministerium für Kultur und Wissenschaft des Landes Nordrhein-Westfalen e Landesbüro Freie Darstellende Künste Nordrhein-Westfalen, Beauftragter der Bundesregierung für Kultur und Medien
e con il sostegno di NATIONALE PERFORMANCE NETZ Koproduktionsförderung Tanz


Un ringraziamento speciale a Mark Sieczkarek per i costumi della scena d’apertura.

Questa nuova e insolita collaborazione vede l’incontro tra Cristiana Morganti, una delle storiche protagoniste del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch ed Emanuele Soavi, cresciuto con coreografi come William Forsythe e Jiry Kylian.

Entrambi artisti italiani, che vivono e lavorano in Germania da più di vent’anni, coreografi di successo, consapevoli dei loro background di appartenenza, dei loro stili e approcci compositivi personali, Cristiana Morganti ed Emanuele Soavi si presentano oggi alla scena internazionale con un progetto comune che li vede nel doppio ruolo di interpreti e autori.

Confrontandosi uno con l’altra, mettono in dicussione il loro modo di intendere l’arte e il teatro, indagano le loro origini, il dietro le quinte della loro carriera e l’innegabile evidenza di essere consciamente e inconsciamente legati a specifiche radici culturali. Si interrogano su temi socio-politici, come la fluidità di genere, la sostenibilità, ma anche su temi specifici legati alla faticosa fase produttiva alla base di un nuovo spettacolo.

Sotto forma di “dialoghi corporei” i due artisti si propongono di trovare gli ingredienti per una performance che affronti tali temi con delicatezza ma anche in maniera critica e pungente.

L’idea é di riuscire a creare una sequenza di scene in cui si alternano, quasi in concorrenza tra loro, momenti coreografici, poetici e delicati, a momenti più teatrali, sarcastici e ricchi di ironia, senza tralasciare il “complice” dialogo con il pubblico.

L’attenzione si concentra sulla memoria del reciproco lavoro artistico per poi affrontare il tema della funzione del teatro nella società odierna.

Come e dove vogliamo (o dobbiamo) posizionarci oggi nel panorama delle arti performative?

I codici di comportamento nel mondo della danza, in particolare negli ultimi anni, sembrano aver consolidato chiari divieti, a volte quasi proibizioni stilistiche, ma anche mode e trend aggressivi e onnipresenti. Come affrontare dunque questi nuove necessità di produzione, ricche di contraddizioni, restando fedeli alle proprie scelte e quella cifra stilistica che nasce dalla spontaneità creativa?

Morganti e Soavi vogliono rendere visibili e partecipi gli spettatori alle loro riflessioni e lo fanno direttamente sul palco, con parole, gesti e danza. E questo loro costante, specifico rispondere con il corpo è anche un modo di tradurre e rendere evidenti i loro diversi linguaggi di movimento.

Ma l’essere legati ad un bagaglio coreografico personale, può anche diventare una base per contaminarsi a vicenda e sviluppare nuove inaspettate capacità espressive?

Due personalità colte nel mezzo di un processo di “trasformazione” non ancora concluso? Forse, ma in questa reciproca voglia di mettersi in gioco c’é anche un prezioso elemento di rivelazione e di fragilità raramente si vede in scena.

Desiderio comune è anche quello di affrontare il delicato capitolo legato all’essere di fatto due italiani emigrati in Germania. E quindi le prime impressioni, le montagne russe tra gratificazioni e incomprensioni, tra il sentirsi rifiutati ed accettati.

Naturalmente questo include anche una dose di nostalgia e la conseguente attrazione fatale verso cliché e temi musicali che fanno parte di un identità comune. La musica avrà in effetti un ruolo importante. Musiche astratte e canzoni pop intramontabili saranno combinate con tecno, folk e composizioni sonore per trasportare il pubblico in spazi fittizi e reali, in un caleidoscopio di epoche e collegamenti ipertestuali.

THIS IS A PREMIERE vuole essere un collage di “objet trouvé”, un de-montaggio e ri-montaggio nella memoria delle performance di due artisti, una lente di ingrandimento sui tanti momenti della loro controversa e colorata esistenza. Un plasmare sequenze ed episodi (apparantemente “copia e incolla”) solo per renderli il filo conduttore da cui si diramano nuove idee e visioni poetiche.

Parliamone e poi danziamo.


Sulla collaborazione tra Cristiana Morganti e Emanuele Soavi.

Cristiana: “Confesso che all’inizio l’idea di creare uno spettacolo in collaborazione con un altro coreografo mi spaventava un pochino: non riuscivo infatti ad immaginare come condividere il misterioso processo della creazione. Ma ultimamente, forse perché reduce da un paio di anni che mi hanno vista soprattutto in scena con i miei assoli, l’dea del confronto e dello scambio con un altro coreografo mi intrigava ed inspirava molto.

Penso che con Emanuele sarà una sfida, ma in senso buono. Sono curiosa di scoprire il suo linguaggio coreografico, così diverso dal mio, curiosa dalla fusione delle nostre idee e delle nostre esperienze. Soprattutto sento che ci aiuteremo a vicenda ad investigare, con ironia ed umorismo, temi e situazioni che ci stanno a cuore ma che forse da soli non oseremmo affrontare. Credo che io ed Emanuele siamo due artisti maturi e sensibili che hanno voglia di relazionarsi col pubblico in maniera diretta e sincera. Il mio desiderio è infatti coinvolgere gli spettatori portandoli nel nostro universo, mostrando candidamente il confronto tra due personalità ben definite su temi attuali che possono anche vederli non d’accordo. Mi sembra infatti che presentare un dialogo dove alla fine l’ascoltarsi diventi la cifra vincente, sia di questi tempi un idea quasi rivoluzionaria. Ovviamente questo scambio sarà fatto di parole ma soprattutto di movimenti, voci, danza, musica, in un alternanza di situazioni divertenti, ma anche poetiche e misteriose, legate al nostro vissuto più profondo, ai nostri ricordi. Essere in due da coraggio.”

Emanuele: “In questa creazione con Cristiana vorrei provare a presentare scene e situazioni semplici, dirette, ma ricche di densità espressiva e di intenzioni da svelare in maniera teatrale.

Immagino un lavoro dove artisti e pubblico siano molto vicini, quasi in contatto. Un dialogo dal vivo fatto di storie reali e immaginarie, sui momenti difficili e quelli esaltanti che fanno parte del processo di produzione di uno spettacolo. Vorrei raccontare desideri segreti, e vecchie ferite, con sincerità ed ironia. E poi, con l’incontro dei corpi in movimento, esprimere quanto sia diventata complicata, al giorno d’oggi, l’interazione reciproca. Come la distanza tra gli esseri umani, tra persona e persona sia sempre maggiore.

Credo che io e Cristiana possediamo entrambi un incrollabile senso dell’umorismo e una sensibilità innata all’autocritica e credo che potremmo riuscire a trasmettere un’idea di danza contemporanea molto diversa da quella che risuona spesso nell’immaginario comune. Un’arte esigente sì, ma anche estremamente gioiosa e comunicativa: perché non ritrovare semplicemente il piacere di vedere sul palco danzatori e performer in movimento, interpreti che si interrogano in modo “insolito” e allo stesso tempo si divertono?

Vorrei scoprire fino a che punto siamo ancora aperti e capaci di ascoltarci a vicenda, di creare un valore aggiunto (artistico) attraverso la cooperazione, e preferibilmente il confronto. Lasciare andare l’ego, e consentire allo sguardo dell’altro di rivelarci nuovi aspetti e prospettive: forse è questo ciò che la nostra società dovrebbe imparare per fare scoperte sorprendenti che possano poi diventare la base per qualcosa di ‘NUOVO’?”


il Funaro

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Date

  • giovedì, 4 Dicembre 2025
    ore 20.45

  • venerdì, 5 Dicembre 2025
    ore 20.45

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Abbonamento: da euro 60,00 a 72,00

Biglietti: da euro 9.00 a 18,00

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da martedì 30 settembre a sabato 4 ottobre 2025 (compresi)

  • vendita Formula “LIBERO” (minimo 6 titoli di almeno 3 dei 6 cartelloni: Prosa, “La Via del Funaro”, Concertistica, Cameristica, Danza e “Ri-Belli” e ALTRI EVENTI

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  • vendita biglietti per tutti gli spettacoli delle varie Stagioni e ALTRI EVENTI

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