LIBRIAMO NE' LIETI CALICI

NOTA BENE

presentazione del libro di Piergiorgo Giacchè, NOTA BENE, Kurumuny, 2022

https://kurumuny.it/catalogo/247-nota-bene-9788898773268-piergiorgio-giacche.html


«Un’antologia finalmente vuol dire, alla lettera, “raccolta di fiori”, che – come si sa – sono un nonnulla rispetto alle Opere di Bene. Proporre ovvero portar fiori è appena un gesto di devozione, che ha senso solo se serve a confermare l’affezione e/o a rinnovare l’attenzione verso le opere e le operazioni di Bene.» [P.G.]

 



Il Funaro, una delle sedi delle numerose attività di Teatri di Pistoia, possiede una Biblioteca, che offre possibilità di studio, consultazione e prestito ma anche una serie di attività, pre-testi di lettura, come li chiama Massimiliano Barbini, responsabile dello spazio, vere e proprie “avventure letterarie dal vivo”, che vanno sotto il titolo La Biblioteca, l’isola, le sue voci. È nata una nuova avventura sulla scia di questo percorso partito nel 2016: LibRiamo nei lieti calici, un ciclo di presentazioni di libri, attuali e non, una al mese, al lunedì sera. Conversazioni informali, davanti a un bicchiere di vino, nelle quali il libro è occasione per raccontare una o più storie che abitano le pagine e le esperienze di chi le ha create. Vengono introdotti libri più o meno recenti creati da amici vecchi e nuovi del Funaro, con un’ideale e a volte concreta continuità con ciò che passa nel frattempo in scena.

Lunedì 12 febbraio (ore 19) al centro della serata ci saranno Nota bene (edizioni Kurumuny, 2022) e il suo autore, Piergiorgio Giacchè. Questo libro è un’antologia di scritti “d’occasione” su Carmelo Bene, attore, regista, drammaturgo, poeta che ha segnato con un tratto indelebile la contemporaneità. Tratti da convegni, conferenze, interviste, prefazioni e perfino programmi di sala, comincia nel 2022 per risalire, anno dopo anno, al 2002 di quella notte in cui Bene ha finito di vivere. Scritti scelti che testimoniano l’impegno onesto e ostinato di un autore – amico e collaboratore di Bene – che non ha mai smesso di studiare e interrogare l’Uomo-Teatro più importante del Novecento italiano. Una raccolta di note e domande che si sovrappongono l’una sull’altra e non si aspettano nessuna risposta “impossibile”, ma che testimoniano al contrario l’unica ricerca “possibile” che si può fare sull’arte e la parte di un genio del teatro: quella di sondare la sua alterità e rispettare la sua altezza, per poi cercare di intercettare i punti di contatto, le “regole” che riguardano anche gli attori diversi da Bene e perfino gli spettatori divisi su di lui. Piergiorgio Giacchè, antropologo e saggista, per volontà di Carmelo Bene, è stato il primo presidente della sua fondazione postuma, “L’Immemoriale” (dal 2002 al 2005). Già membro del comitato scientifico dell’International School of Theatre Anthropology diretta da Eugenio Barba ha curato inoltre, con Goffredo Fofi, gli atti del convegno “Per Carmelo Bene” (Roma, 1995). Autore del saggio Carmelo Bene. Antropologia di una macchina attoriale (Milano 1997, II edizione 2007), ha pubblicato, fra l’altro, Una nuova solitudine (Roma, 1981), Lo spettatore partecipante (Milano, 1991), L’altra visione dell’altro. Una equazione fra antropologia e teatro (Napoli, 2004), Ci fu una volta la sinistra (Roma, 2013). Giacchè ha condotto ricerche sulla devianza, sulla questione giovanile, sulla partecipazione politica e la politica culturale e, in particolare, sulla cultura teatrale contemporanea. Ha insegnato Antropologia del teatro e dello spettacolo all’Università di Perugia e Oralità e Performance presso la Scuola di specializzazione in Beni demo-etno-antropologici. “Un’antologia finalmente vuol dire, alla lettera, “raccolta di fiori”, che – come si sa – sono un nonnulla rispetto alle Opere di Bene. Proporre ovvero portar fiori è appena un gesto di devozione, che ha senso solo se serve a confermare l’affezione e/o a rinnovare l’attenzione verso le opere e le operazioni di Bene”, dice Giacchè. L’incontro è ingresso libero fino a esaurimento posti.

Fra i non molti teatri a possedere una Biblioteca, quella del Funaro è dedicata al teatro e alla ricerca teatrale del ‘900, con testi sulle drammaturgie, sulla pedagogia e sulla formazione teatrale, volumi di grandi autori e maestri del teatro del Novecento e materiale di documentazione audiovisiva, è sede del Fondo Andrés Neumann e del Fondo Paolo Grassi ed è inserita nella Rete Documentaria della provincia di Pistoia (REDOP).

La Biblioteca del Funaro fa parte del nuovo progetto del Comune di Pistoia Librida, che si propone come spazio comune di tutti i lettori e dei produttori di lettura a livello cittadino, un’interfaccia digitale permanente in grado di diventare la “casa comune a distanza” di biblioteche, librerie, case editrici locali e altri soggetti operanti nella filiera del libro e partecipanti al Patto di Pistoia per la Lettura.

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https://www.teatridipistoia.it/notizie/libriamo-ne-lieti-calici-un-nuovo-ciclo-di-incontri-al-funaro-tra-una-presentazione-di-libri-e-un-bicchier-di-vino-a-cura-di-massimiliano-barbini/


il Funaro Centro Culturale

Spettacolo fuori abbonamento

Date

  • lunedì, 12 Febbraio 2024
    ore 19:00

Prezzi

Ingresso libero (fino ad esaurimento posto)

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