Giornate della memoria | Teatro

LA NOTTE

di Elie Wiesel
drammaturgia e regia di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni


traduzione Daniel Vogelmann – Editrice La Giuntina
con Diana Dardi, Pouria Jashn Tirgan, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Enrica Sangiovanni, Giacomo Tamburini
con la partecipazione in video di Elie Wiesel
riprese Gianluca Guidotti, Francesco Lagi, Stefano Tognarelli
montaggio e editing video Federica Toci e Andrea Sangiovanni
luci Theo Longuemare
musica Trio Shir-am 3, Claudio Monteverdi


  • BIGLIETTI ESAURITI 
produzione archiviozeta

«…Così cerchiamo di prendere un po’ di Silenzio, poche Parole e parliamo…».

Questa frase di Elie Wiesel è l’incipit in video del nostro spettacolo teatrale. Che forse non può, non deve e non ha proprio niente di spettacolare, non è uno spettacolo ma un’ipotesi per dire la materia indicibile de La Notte, una delle testimonianze più importanti e sconvolgenti sulla Shoah. La Notte è un progetto teatrale multimediale tratto da La Nuit di Elie Wiesel, considerata una delle delle riflessioni più profonde sull’esistenza di Dio.

 

La Notte è un progetto teatrale multimediale, tratto da La Nuit di Elie Wiesel, considerata una delle testimonianze più importanti e sconvolgenti sulla Shoah, una delle riflessioni più profonde sull’esistenza di Dio.


note di regia
La tesi di lavoro nasce proprio dal nostro incontro con Elie Wiesel, il 25 ottobre 2001, a Boston: «Così cerchiamo di prendere un po’ di Silenzio, poche Parole e parliamo.» Questa frase è l’incipit in video del nostro spettacolo teatrale. Che forse non può non deve e non ha proprio niente di spettacolare, non è uno spettacolo ma una ipotesi per dire la materia indicibile de La Notte, materia che gli attori tentano di esprimere e comunicare in astratto, concretamente. Gli attori ‘leggono a memoria’, dicono le Parole del Silenzio di Elie Wiesel; come un’orchestra si fanno le prove, si tengono gli spartiti in mano, perseguendo un nostro canone monodico. In scena ci sono ‘i testimoni’, come per Samuel Beckett: sei attori agiscono nello spazio tragico bianco, nel Vuoto del campo-Ade e sono ombre rievocate da una memoria in questo Teatrino della Memoria; sei attori depongono in questo processo alla Storia, al buco nero del Novecento. Lo spazio è il foglio manoscritto, per noi, in yiddish, da Elie Wiesel stesso, della prima pagina di ‘E il mondo taceva’, la prima stesura de La Notte, tagliata dagli editori. Abbiamo chiesto a Elie Wiesel di riscrivere queste parole dimenticate, altrimenti perdute: «In principio fu la fede, puerile; e la fiducia, vana; e l’illusione, pericolosa. Credevamo in Dio, avevamo fiducia nell’uomo e vivevamo nell’illusione che, in ciascuno di noi, fosse deposta una scintilla sacra della fiamma della shekhinah, che ciascuno di noi portasse negli occhi e nell’anima un riflesso dell’immagine di Dio. Questa fu la fonte se non la causa di tutte la nostre disgrazie.»
Elie Wiesel in persona è il nostro terzo occhio che legge con pudore se stesso, è il terzo se stesso che entra nel gioco delle Parole e del Silenzio del teatro, è il terzo reale vertice del triangolo delle agnizioni, e vigila dall’alto il gioco e detta i ritmi e gli accenti, le pause e il respiro, così come nello Zohar, Il Libro dello Splendore. E gli attori applicano il solfeggio: il silenzio, le parole, il vuoto, il gesto. Il silenzio è il vuoto del suono. Il vuoto è il silenzio dello spazio. E le immagini impresse sulla pagina bianca sono segni del presente, non materiali d’archivio: una topofobìa meditata dell’Europa. Ecco i nostri piani-sequenza per una ricognizione: l’inferno a Birkenau, la foresta prima di Weimar-Buchenwald, la ferrovia di Auschwitz-Oswiecim e i fili spinati delle odierne fabbriche polacche.


 

Elie Wiesel è nato nel 1928 a Sighet, in Romania. Aveva quindici anni quando con la sua famiglia fu deportato dai nazisti ad Auschwitz. Sua madre e la sorella minore morirono, le due sorelle maggiori si salvarono. Elie e il padre furono successivamente portati a Buchenwald, dove il padre morì poco prima che il campo venisse liberato nell’aprile del 1945. Dopo la guerra studiò a Parigi e più tardi divenne giornalista. Durante un’intervista con Francois Mauriac fu persuaso a scrivere delle sue esperienze nei campi di sterminio. Il risultato fu la sua testimonianza La Notte, apprezzata in tutto il mondo e tradotta in più di trenta lingue. Elie Wiesel ha anche difeso la causa di ebrei russi, indios miskito del Nicaragua, desaparecidos argentini, rifugiati cambogiani, curdi, vittime della fame in Africa, vittime dell’apartheid in Sudafrica e vittime della guerra in ex-Jugoslavia. Elie Wiesel è autore di più di quaranta libri: romanzi, testimonianze, racconti, testi teatrali e due volumi di memorie autobiografiche. Per le sue attività letterarie e a favore dei diritti umani ha ricevuto numerosi riconoscimenti negli Stati Uniti. Nel 1986 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace. È morto a New York nel 2016.


archiviozeta è un’associazione fondata nel 1999 da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, autori e produttori indipendenti di lavoro culturale. Nel 2003 hanno ideato il Progetto Linea Gotica mettendo in scena tragedie di Eschilo, Sofocle, Karl Kraus, Pier Paolo Pasolini al Cimitero Militare Germanico della Futa, il più grande sacrario tedesco in Italia, sull’Appennino tosco-emiliano. Tra le opere messe in scena segnaliamo: I Persiani di Eschilo, Antigone di Sofocle – Orestea di Eschilo (2010-2013): Agamennone, Coefore, Eumenidi. Questo progetto ha ottenuto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica ed è stato portato anche in altri luoghi di Memoria: Montesole/Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Asiago. archiviozeta ha inoltre prodotto il Progetto sulla Shoah La Notte di Elie Wiesel (2002), costituito da uno spettacolo teatrale e dal film Viaggio nella Notte a cui ha collaborato il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel leggendo alcuni brani della sua testimonianza. Ha ideato e prodotto con la Scuola di Pace di Monte Sole La Zona Grigia da Primo Levi. Per il Centenario della Prima guerra mondiale debutta nel 2014 Gli ultimi giorni dell’umanità di Karl Kraus. Dal 2014 al 2016 ha avuto una intensa collaborazione con il VolterraTeatro Festival realizzando progetti teatrali e laboratori con la cittadinanza. Dal 2014 la sede organizzativa si è spostata a Bologna dove collabora con il Comune di Bologna alla programmazione di spettacoli e rassegne estive all’interno di Bologna Estate e del calendario delle attività culturali e con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione realizzando progetti residenziali di produzione e di lavoro educativo con le scuole. Nel 2019 ha ideato e diretto il progetto “Nidi di ragno” per la Regione Emilia Romagna/Memoria del ’900. Dal 2019 al 2021 ha debuttato al Teatro delle Moline di Bologna e successivamente al Cimitero Militare Futa Pass il progetto triennale Topografia Dostoevskji. Nel 2014 vince il Premio Rete Critica.


il Funaro

Spettacolo fuori abbonamento

Date

  • venerdì, 27 Gennaio 2023
    ore 21.00

Prezzi

 

BIGLIETTI ESAURITI PER LO SPETTACOLO 

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ingresso € 5

Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609: da martedì 10 gennaio
(dal martedì al giovedì ore 16/19 – venerdì e sabato ore 11/13 e 16/19)

Biglietteria il Funaro 0573 977225 (martedì e mercoledì ore 16-21)

Al Funaro, la biglietteria sarà aperta anche un’ora prima dello spettacolo.

Prevendita online dal 10 gennaio su www.bigliettoveloce.it

il Funaro, Via del Funaro, 16/18 – Pistoia

Biglietterie