STAGIONE PISTOIESE DI MUSICA DA CAMERA 2023/24

JANOSKA ENSEMBLE

JANOSKA ENSEMBLE

Ondrej Janoska, Roman Janoska violini – František Janoska pianoforte – Julius Darvas contrabbasso

“THE BIG B’S”


Johannes Brahms Danza ungherese n. 1 in sol minore

František Janoska Souvenir pour Elise (basato su Für Elise di Ludwig van Beethoven)

Roman Janoska ¡Buenos Días, Marco!

Béla Bartók Danze rumene in stile Janoska

Jocul cu bâta – Brâul – Pe Loc – Buciumeana – Poarga românesca – Mărunțel

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František Janoska 9 Sinfonie in 9 Minuti (parafrasi sulle 9 Sinfonie di Ludwig van Beethoven)

Dave Brubeck Blue Rondo à la Turk

Johann Sebastian Bach Concerto per 2 Violini in re minore BWV 1043

 

La Stagione Pistoiese di Musica da Camera è promossa e organizzata da ATP Teatri di Pistoia con il sostegno di Fondazione Caript.

Sabato 9 marzo (ore 20.30) al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, la 62^ edizione della Stagione Pistoiese di Musica da Camera, curata da Daniele Giorgi e promossa da Teatri di Pistoia con il sostegno di Fondazione Caript, ospita per la prima volta a Pistoia un quartetto di musicisti assolutamente fuori dall’ordinario: lo Janoska Ensemble. I tre fratelli di Bratislava, Ondrej e Roman (violini), František (contrabbasso) – e il loro cognato Julius (pianoforte) imbracciano i loro strumenti per dare forma ad una sintesi creativa tra classica, jazz, sonorità latine e tzigane, con un pizzico di pop.

Forti di una solida formazione classica, di decenni di pratica strumentale fin dall’infanzia, di un’ispirazione profonda dalla tradizione, di un altissimo livello tecnico unito a una perfetta padronanza dell’arte dell’improvvisazione e alla pura gioia del suonare, i talentuosi strumentisti che compongono lo Janoska Ensemble hanno saputo andare oltre, creando un linguaggio e uno stile del tutto nuovi: lo “Stile Janoska”, appunto.

Fino all’epoca di Johannes Brahms, l’arte dell’improvvisazione rappresentava un tratto distintivo dei grandi maestri. Nel tempo, questa pratica si è persa: se in passato l’abilità di fare musica in modo spontaneo era un requisito essenziale per ogni musicista di spicco, oggi la precisione richiesta nelle esibizioni concertistiche quotidiane sembra averla fatta scomparire. I quattro musicisti dello Janoska Ensemble presentano un programma che mette in risalto quest’arte anche attraverso i suoi tratti virtuosistici: le straordinarie abilità degli esecutori si fondono con le composizioni originali, dando vita ad una nuova e inedita sinergia tra capolavori noti e una moderna improvvisazione. Bach, Beethoven e Brahms, veri idoli per i membri dell’Ensemble, erano abili improvvisatori, come pure, in tempi più recenti, Bartók e Brubeck. Da qui l’idea del loro clamoroso successo discografico “The Big B’s”, inciso per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon, che è anche il titolo di questo concerto: musiche di grandi compositori che erano anche maestri nell’improvvisazione, i cui cognomi iniziano tutti con la seconda lettera dell’alfabeto.

Ed ecco che nella Danza ungherese di Johannes Brahms ritroviamo la loro solida formazione musicale e le loro radici. Seguono due brani nati nel ‘laboratorio di composizione Janoska’: un omaggio da parte di František a Ludwig van Beethoven e al suo tema probabilmente più famoso, Per Elisa (Souvenir pour Elise), e il pezzo originale di Roman ¡Buenos Días, Marco! che porta la dedica “al mio figlio più giovane”. Una particolare attenzione da parte dello Janoska Ensemble è riservata alla musica di Béla Bartók, celebre compositore ed etnomusicologo ungherese il cui profondo interesse per la musica popolare ha avuto un’influenza fondamentale sulla sua opera: era naturale che l’Ensemble lasciasse fluire le proprie improvvisazioni nelle sue Danze popolari rumene, nello stile insegnato nella loro famiglia per generazioni. Altro omaggio di František a Beethoven sono le 9 Sinfonie in 9 Minuti, letteralmente tutte e nove le Sinfonie del Genio di Bonn concentrate in un medley di nove minuti (l’Ensemble è preciso al secondo!) che ne contiene i temi principali. Il jazz poi occupa un posto molto speciale nel repertorio dell’Ensemble: «il Blue Rondo à la Turk di Dave Brubeck ci ha ispirato molto – racconta Roman – e siamo riusciti a creare una grande nuova versione di questo ‘classico jazz’».

Chiude il programma Johann Sebastian Bach, dalla cui vasta produzione lo Janoska Ensemble ha scelto il meraviglioso Concerto per 2 violini presentandolo – probabilmente per la prima volta dal summit tra Menuhin e Grappelli – in una godibilissima versione ‘Jazz meets Classic’.

 

Janoska Ensemble | La vera arte non ha frontiere, come dimostrano in modo unico i tre fratelli di Bratislava Ondrej, František e Roman Janoska insieme al cognato Julius Darvas, originario di Costanza. Nelle loro creazioni musicali, la base classica incontra altri generi in armonica affinità o creando variopinti contrasti con il jazz e la musica latina o pop. Il risultato non è un mix di stili, ma una sintesi creativa: lo “stile Janoska”, alla cui base troviamo una solida formazione classica, decenni di pratica strumentale fin dall’infanzia, un’ispirazione profonda dalla tradizione, un altissimo livello tecnico unito a una perfetta padronanza dell’arte dell’improvvisazione e alla pura gioia del suonare. Ma lo “stile Janoska” è anche molto di più di un sound: è “musica esperienziale”, che va ascoltata e vissuta dal vivo. «La nostra musica deve commuovere l’ascoltatore: questa per noi è la cosa più importante», dice František Janoska, ingegnoso arrangiatore che al pianoforte padroneggia alla perfezione qualsiasi stile. Nato nel 1986 a Bratislava, ha compiuto gli studi in pianoforte alla Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna; successivamente ha vinto vari concorsi internazionali (fra i quali la Franz Liszt Piano Competition di Budapest) e suonato con importanti orchestre europee. Molto apprezzato anche come compositore, ha già scritto una Sinfonia che ha debuttato nel 2019 al Konzerthaus di Vienna, e una Rapsodia commissionata dalla Esterházy Palace di Eisenstadt, eseguita per la prima volta dalla Haydn Philharmonic. Con le sue esplosive improvvisazioni jazzistiche al violino, che a volte suona come se fosse una chitarra, Roman Janoska non è da meno. Il più giovane dei tre fratelli descrive così il loro modo di suonare insieme: «Ognuno di noi ha le proprie preferenze musicali, che rispettiamo concedendo spazio a tutte. Così i nostri pezzi diventano creazioni congiunte». Nato nel 1989, Roman ha iniziato a suonare il violino all’età di 5 anni e ha poi proseguito gli studi ai Conservatori di Bratislava e di Vienna, sotto la guida di Pavel Vernikov. Molto apprezzato sia come musicista classico che come jazzista, suona un Ferdinando Gagliano concessogli in uso dalla Dr. Christian Kuhn Collection. Ondrej Janoska, con la sua ottima tecnica violinistica, spesso sfida Roman in veri e propri duelli di virtuosismo. Se invece si tratta di un pezzo che trasmette malinconia e intensità, le voci dei due violini si fondono in un unico strumento che sente e canta con una sola voce. Ondrej spiega che la capacità di essere allo stesso tempo trascinanti e commoventi nasce dalla tradizione familiare: «Fin da quando eravamo piccoli, suoniamo tutti i giorni e preferibilmente insieme. Musicalmente siamo così legati, che spesso intuiamo ciò che l’altro sta per suonare!». Classe 1985, Ondrej è stato ammesso al Conservatorio di Stato all’età di soli 10 anni e si è poi perfezionato al Conservatorio di Vienna e all’Università di Graz con Boris Kuschnir. Vincitore di importanti concorsi, dal 2008 al 2012 ha suonato fra i Violini Primi dell’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna e dei Wiener Philharmoniker. Suona un violino Carlo Ferdinando Landolfi del 1760 di proprietà della Goh Family Collection. Julius Darvas completa alla perfezione il trio di fratelli. Questo contrabbassista dalla formazione classica manifesta così il desiderio che più gli sta a cuore: «Vogliamo restituire alla musica classica l’arte dell’improvvisazione che è andata persa, ma che ad esempio in epoca barocca era ancora una pratica comune per ogni musicista». Nato a Costanza nel 1976, Julius appartiene alla terza generazione di una rinomata famiglia ungherese di contrabbassisti. Avviato alla musica dal padre, ha studiato al Landeskonservatorium di Feldkirch in Austria e all’Università di Vienna seguendo gli insegnamenti di Alois Posch. Vincitore della Budapest Jazz Double Bass Competition, dal 2001 suona regolarmente con l’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna e con i Wiener Philharmoniker, con i quali ha effettuato concerti e tournée in tutto il mondo. Grazie alla sua originalità, da tempo lo “stile Janoska“ è diventato un brand di grande valore nell’ambito musicale: The Big B’s è l’ultimo progetto discografico dell’Ensemble per Deutsche Grammophon, dopo gli straordinari successi di Revolution e Janoska Style (premiato con il DISCO D’ORO).


Piccolo Teatro Mauro Bolognini

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Date

  • sabato, 9 Marzo 2024
    ore 20:30

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