A SCUOLA DI TEATRO 2025/26
IL FANTASMA DI CANTERVILLE
liberamente ispirato all’omonimo racconto di Oscar Wilde
di e con Angela De Gaetano
regia Tonio De Nitto
musiche originali Paolo Coletta
voiceover Roberto Latini
collaborazione al movimento Annamaria De Filippi
scene Porziana Catalano
assistente scenografa Silvia Giancane
costumi Lapi Lou
luci Davide Arsenio
tecnico Graziano Giannuzzi/Angelo Piccinni
Virginia è una ragazza sensibile e generosa, che si trasferisce con la sua famiglia nel maestoso ma decadente Castello di Canterville. Fin dal loro arrivo, si intuisce che il castello nasconde un segreto inquietante: è infestato da un fantasma, il terribile Sir Simon, condannato a tormentarsi per l’eternità finché una misteriosa profezia non sarà compiuta. Il fantasma, antico abitante del castello, ha per anni terrorizzato gli inquilini con apparizioni spettrali, rumori inquietanti e scenari macabri. Tuttavia, la nuova famiglia americana che si stabilisce nel maniero si dimostra alquanto diversa dai suoi predecessori. Ironici, moderni e privi di timori superstiziosi, si rivelano più eccentrici che spaventati. I gemelli combinaguai lo tormentano con scherzi crudeli, il padre lo ignora con razionalità scientifica, e la madre lo tratta con distacco pratico. Sir Simon, che si era abituato a spaventare con successo chiunque mettesse piede nel castello, si ritrova impotente e disorientato. Per la prima volta, il terrore non è l’arma più potente. È qui che entra in scena Virginia, unica nella famiglia a non ridicolizzare lo spirito. La sua sensibilità e compassione le permettono di vedere oltre l’apparenza spettrale di Sir Simon e di intuirne il tormento nascosto. Il fantasma le racconta la sua storia: colpevole di un antico delitto, è condannato a vagare nel castello finché un’anima pura non pregherà per lui e verserà lacrime in suo nome. Solo allora potrà trovare la pace eterna. Virginia, commossa e determinata, decide di aiutarlo. Accetta così una prova misteriosa: attraversare un confine invisibile tra la vita e la morte, addentrandosi in un viaggio simbolico e mistico, dal quale nessuno mai saprà davvero cosa sia accaduto. La ragazza riesce nell’impresa. Con il suo coraggio e la sua innocenza, rompe l’incantesimo che legava Sir Simon alla terra dei vivi. Il fantasma, finalmente libero, trova il riposo nel sonno eterno della morte, e il castello si libera della sua maledizione.
Questa storia, pur impregnata di elementi gotici e soprannaturali, è attraversata da un sottile umorismo e da una riflessione più profonda sulla vita, la morte e il perdono. Il contrasto tra il mondo razionale e moderno della famiglia americana e l’antico, decadente romanticismo inglese rappresentato dal fantasma crea un’atmosfera sospesa, in cui l’inquietudine si mescola alla leggerezza.
Nell’adattamento teatrale, l’intera vicenda viene raccontata attraverso l’interpretazione intensa di Angela De Gaetano, sola in scena. Con la forza di un monologo che sfiora le corde del melologo – dove la narrazione si intreccia con suggestioni musicali e cambi di tono – l’attrice dà voce a tutti i personaggi, costruendo un vero e proprio spettacolo corale con la sola forza della parola e della presenza scenica.
L’ambientazione gotica del Castello di Canterville prende vita grazie alla recitazione evocativa, che trasforma le atmosfere sinistre, i paesaggi nebbiosi e i corridoi bui in un mosaico emotivo in cui si alternano paura, ironia e commozione. Lo spettacolo si fa così riflessione teatrale sul senso dell’aldilà, sull’accettazione del diverso e sulla possibilità di redenzione attraverso la tenerezza e l’ascolto.
“Il Fantasma di Canterville”, tratto dal celebre racconto di Oscar Wilde, è qui riletto con rispetto e originalità, mantenendo viva la sua anima gotica e al tempo stesso ironica. Un racconto senza tempo, che ci parla con leggerezza e profondità della fragilità dell’essere umano, anche quando a raccontarla è un fantasma.



