LA BIBLIOTECA, L'ISOLA, LE SUE VOCI | pre-testi di lettura

GIANNI CASCONE presenta Pascal Quignard: Le tavolette di bosso di Apronenia Avizia

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


Esempio dell’abilità artistica di Pascal Quignard, questo particolare romanzo intreccia con eleganza elementi formali della poesia giapponese e tratti della cultura Heian con il mondo declinante della Roma tardo-imperiale. Senza mai svelare la finzione, Quignard simula il ritrovamento del diario di un’anziana patrizia romana, Apronenia Avizia, vissuta all’epoca delle invasioni barbariche e dell’affermazione del Cristianesimo. Quignard fornisce le fonti del testo, copia dell’originale inciso su tavolette di bosso cerate: annotazione di acquisti di vini e tessuti, ma anche di umori, percezioni, sogni, ricordi, liste di avvenimenti piacevoli, avversioni, preferenze sessuali. Benché Quignard presenti il diario come una traduzione dell’originale latino, agli occhi di un lettore attento il testo non soltanto si rivela intessuto di allusioni a opere di autori classici (Ovidio, Lucrezio, Petronio, fino a calchi di celebri epigrammi di Marziale) ma la sua struttura riprende lo stile del sôshi giapponese, con richiami formali e contenutistici alle «Note del guanciale» di Sei Shōnagon, scrittrice e dama di corte dell’imperatrice Sadako, vissuta nel Giappone del X secolo.


GIANNI CASCONE | Scrittore di Bologna, è uno dei capostipiti della “scrittura creativa” in Italia. Dai suoi laboratori negli ultimi anni sono nati sei autori collettivi: IndiMondi di San Lazzaro di Savena, Banchéro di Taggia, Navigadour di Bologna, Quadrante 61 di Russi, gli Immagici e i Funari di Pistoia. Fra i suoi romanzi 1, 2, 3 beginning from the darkest dream, con immagini di Frank Breidenbruck (Gli Ori 2000), eQuadrante Nord (Manni 2004). Nel 2016 sono usciti i racconti sui luoghi e sui viaggi La coda dell’occhio, con prefazione di Marc Augé e postfazione di Franco Farinelli, mentre del 2019 è la raccolta di poesie La palude medesima, cui sono seguite le raccolte Haiku della peste (2020) e Haiku della peste II (2021), tutti editi da Giraldi.


Il Funaro, una delle sedi delle numerose attività di Teatri di Pistoia, possiede una Biblioteca, che offre possibilità di studio, consultazione e prestito ma anche questo programma di attività. Libriamo nei lieti calici è un ciclo di presentazioni di libri, attuali e non, una al mese, al lunedì sera. Conversazioni informali, davanti a un bicchiere di vino, nelle quali il libro è occasione per raccontare una o più storie che abitano le pagine e le esperienze di chi le ha create. Vengono introdotti libri più o meno recenti creati da amici vecchi e nuovi del Funaro, con un’ideale e a volte concreta continuità con ciò che passa nel frattempo in scena.

Scusate il ritardo, libri usciti ieri che leggeremo anche domani è invece l’invito a presentare un libro rimasto orfano di ristampa o di libreria. Verranno presentati libri usciti da tempo, in tutti i sensi, spesso anche dai canali commerciali, nella speranza che possano trovare nuova linfa in nuovi lettori, che possano tornare a nutrirsi e nutrire, a crescere e trasformarsi perché, come diceva Borges, ogni lettore cambia per sempre il libro che legge. Riscoprire libri utili, spesso fondamentali, a rischio di estinzione o dimenticati troppo presto, è anche un’operazione ecologica perché ci indirizza verso le biblioteche pubbliche presidi di resistenza, rifugi contro la desertificazione e l’appiattimento culturale, serre di cura, raccolta e conservazione della curiosità. Presentazioni che divengono dunque attestazioni pubbliche di resistenza, nella certezza che i libri scelti possano essere estratti dagli scaffali di una biblioteca e liberati dalla polvere e che, nel caso dei fuori catalogo, se per volontà di qualche impavido editore, trovassero l’ebbrezza della ristampa ne varrebbe sicuramente la pena e la carta. Il 12 febbraio si parte questo ciclo con Le tavolette di bosso di Apronenia Avizia, di Pascal Quignard, con Giovanni Cascone.

Completa questa edizione de La biblioteca, l’isola, le sue voci l’ormai noto Cinetandem, il cinema più piccolo del mondo, collocato vicino alla Biblioteca del Funaro, con i suoi due posti e le proiezioni a sorpresa di cortometraggi d’autore.

Le biblioteche sono luoghi vivi, quella di un teatro, come nel caso di Teatri di Pistoia può essere anche “dal vivo”: la pagina stampata diventa parola detta, la solitudine della lettura diventa condivisione, confronto. Fra i non molti teatri a possedere una Biblioteca, quella del Funaro è dedicata al teatro e alla ricerca teatrale del ‘900, con testi sulle drammaturgie, sulla pedagogia e sulla formazione teatrale, volumi di grandi autori e maestri del teatro del Novecento e materiale di documentazione audiovisiva, è sede del Fondo Andrés Neumann e del Fondo Paolo Grassi ed è inserita nella Rete Documentaria della provincia di Pistoia (REDOP). Fa parte del nuovo progetto del Comune di Pistoia Librida, che si propone come spazio comune di tutti i lettori e dei produttori di lettura a livello cittadino, un’interfaccia digitale permanente in grado di diventare la “casa comune a distanza” di biblioteche, librerie, case editrici locali e altri soggetti operanti nella filiera del libro e partecipanti al Patto di Pistoia per la Lettura.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

il Funaro

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Date

  • mercoledì, 19 Febbraio 2025
    ore 19:00

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ingresso libero (fino ad esaurimento posti)

INFO 0573 977225

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