#SPAZIAPERTI | TEATRI DI CONFINE

DE IL DIAVOLO E DEL SUO ANGELO

evocazione del poeta Giuliano Scabia

con Massimo Marino, Andrea Mancini

e con Annibale Pavone, Jacopo Yahya

maschera del diavolo Matteo Destro

costumi Massimo Poli

produzione La conchiglia di Santiago

Teatri di Confine 2022

in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus

A un anno dalla morte di Giuliano Scabia, due storici del teatro, Massimo Marino e Andrea Mancini e due attori-musicisti Annibale Pavone e Jacopo Yahya, ne rievocheranno la figura, sulle tracce di un suo mitico spettacolo, dedicato al Diavolo e al suo Angelo. “Dal 1979 al 1986 – ha detto Scabia – ho girato l’Italia e l’Europa travestito da Diavolo e legato con una corda bianca a un Angelo violinista e flautista, recitando, ballando e cantando un testo da me scritto, composto di danze, duelli, operine, racconti, vendite, musiche”. Aveva visitato città e paesi, in Italia e anche all’estero, si era inoltrato in boschi e montagne, da Perugia al Carnevale di Venezia, nel Casentino fino all’eremo francescano della Verna, a Parigi, sulla Tour Eiffel e a Roma, per un congresso internazionale della nuova psichiatria. Dopo oltre quarant’anni da quella sua prima comparsa, il “Diavolo” di Giuliano Scabia torna ad apparire. La spettacolo (che si può giocare anche in più giornate), sarà nuovissimo, ma anche legato al passato, almeno nell’essere teatro di strada, teatro di narrazione, teatro fuori dai teatri, vero e proprio anticipatore negli anni Ottanta di tanti modi di far teatro che adesso sono diventati quotidiani. Abbiamo scelto di evocare la presenza di Scabia, attraverso il suo spettacolo più intenso, con una nuova versione del Diavolo e dell’Angelo. Accanto alle storie raccontate da Marino e Mancini, ci saranno infatti Annibale Pavone (che già l’estate scorsa aveva dato una prova matura del suo confrontarsi con le parole poetiche di Scabia, in uno spettacolo del festival Orizzonti Verticali di San Gimignano) e Jacopo Yahya, l’Angelo musicista. Terremo naturalmente conto dei racconti indirizzati a Dorothea, un’amica tedesca, in gran parte inventata, a cui Scabia si rivolse in tre occasioni, narrando i perché di questo spettacolo e facendo diventare, queste Lettere a Dorothea, qualcosa di diverso, una riflessione – Giuliano era anche professore universitario – sui suoi modi di fare teatro. È a partire da qui, che abbiamo iniziato il nostro girovagare a fianco di Scabia e dei due personaggi – il Diavolo e l’Angelo – che hanno attraversato tutta la sua narrazione, fino ai romanzi del Ciclo dell’eterno andare e all’ultimo episodio della saga, Il ciclista prodigioso, uscito da Einaudi nel febbraio 2022. Giuliano li aveva studiati per anni, sentendoli all’origine del teatro: proprio vestito da Diavolo partecipò in Francia a un grande evento sulla Commedia dell’Arte, a fianco di Dario Fo e Vittorio Gassman. Gianni Celati scriveva di Scabia: “É padovano, uomo di teatro, negli anni Settanta tra i più noti rappresentanti (insieme a Peter Brook ed Eugenio Barba) d’una linea di ricerca al di fuori del teatro ufficiale. Il suo è un ‘teatro vagante’, che ho seguito sulle montagne dell’Appennino ai tempi in cui Scabia lavorava con il gruppo del Gorilla Quadrùmano. Per anni è andato in giro a raccontare il suo teatro, che è sempre narrazione di parole. Chi lo ha ascoltato recitare, può riconoscere la sapienza ritmica e il gusto per le parole”.


Palazzo Fabroni – Museo del Novecento e del Contemporaneo

Spettacolo fuori abbonamento

Date

  • martedì, 20 Settembre 2022
    ore 19:00

Prezzi

posto unico non numerato 12,00 (intero) 9,00 (ridotto)*

*Riduzioni: abbonati stagioni ATP (prosa, sinfonica, cameristica, abbonati Teatro Lamporecchio,

possessori Carta Fedeltà Far.com, soci Unicoop Firenze

8,00 possessori GIOVANI CARD 2022 e Carta dello Studente della Toscana

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