LA VIA DEL FUNARO 2026/27 - PRIMA ASSOLUTA
ANTIGONE
un progetto per spazi urbani e per spazi teatrali sulla variazione de mito di Bertolt Brecht
progetto e regia Renata Palminiello
con Carolina Cangini, Sena Lippi, Mariano Nieddu, Carmela Locantore, Biagio Tumino, Marcella Faraci, Alessio Pellegrini
aiuto regista Alessio Pellegrini con la collaborazione di Sveva Gini
suono Francesco Giubasso
luci Emiliano Pona
foto, video e grafica Lorenzo Polletta
PRIMA ASSOLUTA
con il sostegno del Centro di Residenza Fondazione Armunia Castiglioncello
e del Centro di Residenza Teatro popolare d'arte
si ringrazia il Collettivo Progetto Antigone
Antigone di Brecht (1947) parla alla sua gente del suo presente e potrebbe altrettanto facilmente, ora, parlare del nostro oggi, e ai nostri uomini e alle nostre donne: anche noi viviamo in una umanità disumana. Ma proprio questo suo parlare del presente la rende, per me, pericolosa e difficile da mettere in scena. Non posso avvicinarla troppo, non posso tenerla lontana: questo cerchiamo nel lavoro, raccontare l’umano, senza date, quasi senza nomi, per imparare di nuovo a riconoscerlo.
Nella sua Antigone Brecht sposta il registro interpretativo sul piano ideologico: l’antefatto e la circostanza nella quale agiscono i personaggi è come in Sofocle la guerra, ma qui è guerra di conquista, scatenata per motivi economici: Creonte vuole le terre di Argo; Eteocle e Polinice non sono morti combattendo fra loro per il trono, ma nello stesso esercito Tebano, l’uno con valore, l’altro perché “disertava”. Per Creonte la viltà di Polinice è un reato simile al tradimento.Il decreto di Creonte e l’opposizione di Antigone acquistano perciò un nuovo significato: il tiranno è disposto a perdonarla se si pente e si sottomette, ma lei rivendica la sepoltura come un “esempio”: non è più una opposizione individuale ma politica, come nota Cesare Molinari. Antigone è la tragedia politica della “responsabilità” a cui nessuno sfugge. Tutti hanno le mani sporche.
C’è un verso nel primo intervento dei Vecchi che è stato tradotto diversamente da Antonio Vannini e da Mario Carpitella, il primo ci dice che essi stanno aspettando i carri pieni di bottino, il secondo che li vorrebbero “pieni dei nostri”. Soldi o uomini? Avevo scelto uomini, ma via via che lavoro penso sia più crudele ma più giusto parlare di bottino.
Renata Palminiello
il Funaro
Spettacolo fuori abbonamento
Date
sabato, 14 Novembre 2026
ore 20:45sabato, 21 Novembre 2026
ore 20:45domenica, 22 Novembre 2026
ore 16:00
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Prezzi
IN CORSO LA VENDITA DEI CARNET FORMULA LIBERO.
Dal 6 ottobre: prevendita per tutti gli spettacoli
online dal 7 ottobre su www.bigliettoveloce.it
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La Biglietteria presso il Teatro Manzoni sarà aperta al pubblico fino a sabato 31 ottobre; da martedì 3 novembre sarà attiva presso il Funaro.
Nei giorni di spettacolo la biglietteria aprirà anche presso la sede dell’evento, un’ora prima della rappresentazione.
Fino al 31 ottobre: Biglietteria presso Teatro Manzoni
Corso Gramsci, 125 | 0573 991609 – 27112
biglietteria@teatridipistoia.
• martedì e giovedì ore 16.00/19.00
mercoledì, venerdì e sabato ore 9.00/14.00
(lunedì chiuso)
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Dal 3 novembre: Biglietteria presso il Funaro
Via del Funaro, 16-18 | 0573 991609 – 27112
biglietteria@teatridipistoia.
• martedì ore 11,00/13.30 e 15.30/18.30, mercoledì ore 11.00/15.00
giovedì e venerdì ore 15.30/18.30, sabato ore 11.00/13.30 e 15,30/18,30
(lunedì chiuso)



