Teatro Francini Casalguidi | A teatro con la scuola
A COLPI DI MANTICE
Letture ad alta voce musicate dal vivo
con Veronica Caggia e Peppe Macauda
> fascia d’età classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria di I grado
Letture tratte da Fiabe italiane di Italo Calvino
Sulla Fiaba e su Italo Calvino
«Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d’un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano. E in questo sommario disegno, tutto.»
Italo Calvino scriveva questo nella prefazione al suo meraviglioso libro Fiabe Italiane, una raccolta di fiabe proveniente da ogni regione italiana, un lavoro straordinario di studio antropologico, ricerca e trascrizione filologica. L’editore Einaudi aveva a lui affidato l’arduo compito di dare forma al primo libro delle fiabe italiane traducendo dai dialetti e rivitalizzando raccolte di documenti della narrativa orale.
Calvino si fece il “narratore discreto” che voleva riportare le fiabe così come le sentiva “dalla bocca del popolo”: infatti, nella sua raccolta di 200 fiabe (200 come quelle dei fratelli Grimm) si sentono vive le voci delle vecchiette, dei contadini, dei pastori.
Scoprì che il patrimonio di fiabe italiano non aveva nulla da invidiare a quello dei popoli germanici o slavi per ricchezza e varietà. Preso da una febbre comparatista e classificatoria, Calvino si immerse in una materia viva e multiforme a cui doveva dare unità. Si paragonò a colui che s’immergeva in un mondo sottomarino “disarmato d’ogni fiocina specialistica, sprovvisto d’occhiali dottrinari” e neanche munito di bombola d’ossigeno d’entusiasmo.
APPROFONDIMENTI SULLA METODOLOGIA
Sui benefici della lettura ad alta voce:
Stimola e arricchisce il linguaggio
La lettura ad alta voce contribuisce ad aumentare il vocabolario dei bambini e dei ragazzi sviluppando così il loro linguaggio orale, la comprensione delle parole ascoltate, la conoscenza del linguaggio scritto.
Sviluppa le competenze sociali e cognitive
Ascoltare storie raccontate da altri, aiuta a sviluppare la creatività, la fantasia e permette di aprire gli occhi
su nuovi orizzonti.
Contribuisce a costruire un legame tra adulto e bambino
Numerosi studi (soprattutto pediatrici) sottolineano l’importanza della lettura a voce alta per favorire una più profonda e intima relazione tra adulto e bambino. Attraverso la lettura condivisa è infatti possibile costruire una relazione di fiducia, attuata in un contesto calmo, fatto di ascolto reciproco, di scambievole piacevolezza del momento. È una crescita comune.
Crea empatia
Nell’ascoltare storie, i ragazzi imparano a riconoscere e gestire le proprie emozioni e si allenano a immedesimarsi negli altri. Sviluppano delle capacità importanti, alle quali ricorreranno poi nelle varie situazioni della vita.
È un dono reciproco
Nell’offerta di una storia letta ad alta voce, o narrata, c’è molto più che una serie di parole delle quali comprendere il significato. C’è una condivisione, un esserci, qui e ora, per l’altro. Un accudimento, un prendersi cura reciproco. Leggendo a qualcuno si dona il proprio tempo e ci si prende il tempo per stare insieme a chi ci ascolta.
La musica
All’uso della voce, grandissimo e principale strumento della lettura ad alta voce, si affiancherà l’uso della fisarmonica, uno strumento molto complesso che apre tante opportunità a chi lo utilizza nella narrazione e nuovi orizzonti percettivi a chi lo ascolta. Permette di realizzare suoni e rumori che accompagnano la narrazione ma anche di creare melodie e armonie che accompagnano la voce. Può essere strumento che sostiene la voce narrante ma può anche musicare e creare una “colonna sonora”, può presentare una canzone, creare atmosfera e coinvolgere i bambini attivamente nella creazione di musica d’insieme.
I bambini e i ragazzi protagonisti
I bambini e i ragazzi saranno coinvolti in ogni fase dell’incontro, non si tratterà di un ascolto passivo ed alla fine verranno invitati a partecipare ad un’attività didattica (restituzione e confronto finale sui sentimenti ed emozioni provate, disegno, scrittura, gioco di ruolo) modulata rispetto all’età del gruppo.
Teatro Francini (Casalguidi)
Date
giovedì, 5 Marzo 2026
ore 9.30 e ore 11.00



