nuove produzioni 2025 e riprese

CRISTIANA MORGANTI


Cristiana Morganti, Premio Positano Leonide Massine 2011, Premio Danza & Danza come Migliore Interprete/Coreografa 2014, Prix du Syndicat Professionel de la Critique française 2020 e Premio ANCT Associazione Critici Teatrali per il percorso artistico 2022, è stata per più di vent’anni danzatrice solista nel Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch.

Nel 2010 inizia il percorso di Cristiana Morganti come solista e coreografa “indipendente” dal Tanztheater di Wuppertal (che lascerà nel 2014) e da quel momento il Funaro ha accompagnato questo percorso producendo tutti gli spettacoli realizzati e mettendo a disposizione i propri spazi per le relative residenze artistiche. Dal 2022, con l’ingresso de il Funaro nel progetto Teatri di Pistoia, la produzione di Cristiana Morganti è a cura di Associazione Teatrale Pistoiese.

Dopo aver creato svariate coreografie per i danzatori del Conservatoire National Superiéur de Paris, ha firmato gli spettacoli Moving with Pina (2010) e Jessica and me (2014), che la vedono entrambi protagonista in scena e che hanno riscontrato grande successo in Italia e all’estero. Entrambi gli spettacoli sono ancora attualmente impegnati in tour internazionali.

Nel 2016 segue A Fury Tale (2016), uno spettacolo che ha come interpreti due danzatrici di spicco provenienti dal Tanztheater di Pina Bausch, e nel 2017 Non sapevano dove lasciarmi, una creazione per la compagnia Aterballetto. Nel 2018 nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto, Cristiana Morganti firma la performance Senza Bussare per gli allievi diplomandi dell’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico. Another Round for Five, spettacolo per 5 interpreti, vede la luce nel 2019 mentre nel 2021 nasce la Performance Site Specific In another place, creata in collaborazione con il danzatore Kenji Takagi e la violoncellista Emily Wittbrodt nell’ambito della rassegna “Danse dans le Nymphéas” al Museo dell’Orangerie di Parigi. La Performance è stata presentata in Germania e nella stagione 2023/24 verrà ripresa anche in Italia.

Nel 2022 Cristiana Morganti crea il suo terzo assolo Behind the Light, che la vede di nuovo in scena come autrice e interprete. Lo spettacolo, dopo essere stato in cartellone una settimana al Theatre des Abbesses/Theatre de la Ville di Parigi, è stato presentato in Spagna, Finlandia ed è attualmente in tournée in Italia.

L’ultimo spettacolo di Cristiana Morganti Young Birds (2023) è una creazione per la Junior Company dell’Accademia Dimitri di Verscio (Svizzera).

Tra le varie attività d’insegnamento Cristiana Morganti, oltre a collaborare con il Conservatoire National Supérieur de Paris, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma e la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, tiene regolarmente seminari per attori e danzatori professionisti al Funaro di Pistoia. 

Collabora inoltre con il CID di Rovereto, con Anfibia a Bologna e con il progetto di Alta Formazione DA.RE. di Adriana Borriello a Roma.

Da molti anni conduce workshops anche in Francia, Svezia, Germania, Cile e Brasile.

Distribuzione per l’Italia Roberta Righi roberta.righi@internationalmusic.it

International management Aldo Grompone studio.grompone@gmail.com



 

creazione 2026

THE FOREST 

So dove sono, mi sono già persa qui

di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir 

con Cristiana Morganti e Lisa Lippi Pagliai

regia Claudio Tolcachir

coreografie Cristiana Morganti

assistente alla regia Tommaso De Santis

scena Cosimo Ferrigolo

costumi Nika Campisi

luci Alice Colla

da un’idea di Gaia Silvestrini

Direttore di scena Gianluca Tomasella

Laboratorio di scenografia ATTOSECONDO | immagine fondale LOREM


produzione Carnezzeria

con Théâtre de la Ville / Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale / Emilia Romagna Teatro / Teatro di Genova / Timbre4 Madrid


Claudio Tolcachir e Cristiana Morganti si incontrano per dar vita ad un racconto che parte da riflessioni e spunti autobiografici, ma che trova eco anche nelle vicende di personaggi del teatro classico, archetipi della sensibilità e del mondo femminile.

Cristiana Morganti, stella del teatrodanza, iconica interprete di Pina Bausch, danzatrice e coreografa, autrice di propri spettacoli dal 2010, sin dal fortunato Moving with Pina, in cui coniuga la grazia e la forza della danza ad una verve comica irresistibile, la costruzione narrativa alla poesia del movimento.

Claudio Tolcachir, drammaturgo, autore, regista, grande maestro nella direzione degli attori sin dal suo pluripremiato successo internazionale, La Omisión de la Familia Coleman (Buenos Aires 2005); scrive le proprie storie sul corpo degli attori, ispirandosi alle loro personalità, non di rado a fatti reali accaduti intorno ad essi, con rara sensibilità e intelligenza.


BIOGRAFIA COME MITOLOGIA PERSONALE

In un intreccio di situazioni apparentemente distanti ma sottilmente collegate, lo spettacolo indaga il tema del tradimento di chi amiamo e la sensazione di impotenza che ne deriva, il tema dei ricordi, fragili e selettivi, la demenza senile che trasforma le relazioni, la morte che spesso riapre conti emotivi rimasti in sospeso. Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir, con la verve comica che li contraddistingue, riflettono sulla possibilità di trasformare il dolore in energia vitale e creano un mosaico emotivo, a tratti danzato, che intreccia elementi autobiografici, riferimenti shakespeariani e altre citazioni teatrali. Lo fanno con uno sguardo ironico e disincantato, attento a cogliere anche gli elementi grotteschi e tragicomici che accompagnano spesso i momenti difficili della vita.

I personaggi interpretati da Cristiana appaiono e scompaiono, in un collage di scene in cui anche voci fuoricampo interagiscono con la protagonista. Ombre, fantasmi, visioni popolano questo variopinto universo, all’interno del suggestivo spazio scenografico immaginato da Cosimo Ferrigolo.

Finché non arriva un vero personaggio in carne e ossa, Lisa Lippi Pagliai, e il gioco con la spirale dei ricordi si complica…


NOTE DI REGIA di Claudio Tolcachir

Quell’istante in cui le nostre vite si frantumano, come una temporanea sospensione nel tempo e nello spazio, dove tutto perde forma e direzione. La morte dei nostri genitori, sebbene attesa, ci mette di fronte a un’incertezza primordiale e insidiosa che può essere affrontata solo con cautela. Ricercando il cammino. La donna di oggi e la ragazza che era un tempo affrontano le contraddizioni e le sensazioni insolite che emergono in questo nuovo tempo.

 

Lo spazio

Una foresta mentale, infinita, inquietante ma accogliente, dove possiamo perderci fino a riscoprire il volto che eravamo un tempo e il volto che siamo oggi. Come uno specchio rifrangente che ci costringe a sentire e scoprire la via da seguire. La misteriosa intimità di uno spazio sospeso nel tempo, a cui torniamo ancora e ancora quando siamo persi, disorientati e forse più vivi che mai. Questa foresta reale e teatrale ci permette anche di giocare con il bisogno di drammatizzare e trasformare le nostre esperienze in corpo e poesia. Una cabina telefonica abbandonata tra gli alberi, come una promessa, un invito o una minaccia. In fondo, la foresta e un luogo di fuga e, sicuramente, anche di ritrovamento.

 

I costumi

Come gli strati di una cipolla, questa donna si copre e si scopre con gli abiti che la vita le pone sulle spalle. I tessuti della maturità, la pelle della giovinezza. Il peso dell’abito che si attacca al corpo. Ciò che è mio, ciò che ho ereditato, ciò che lascio lungo il cammino.

 

Le luci

Fondamentali per creare quest’atmosfera onirica e mentale e accompagnare il viaggio emotivo di queste donne vulnerabili, ironiche, vitali e imprevedibili.

Una giovane donna nel bosco:

Una giovane donna vaga per la foresta, una provocazione della memoria, di ciò che è andato perduto dentro di lei ma che sicuramente custodisce chiavi segrete così necessarie in questo momento. La saggezza di quella giovinezza può essere inquietante. Quell'”io” che ero un tempo la guarda, e non c’è specchio più esigente che guardare negli occhi il tempo.

 

Cristiana

Con un’umanità commovente, Cristiana osa condividere in questo spazio interrogativi aperti come ferite. Dal racconto intimo e complice dell’assurdità che circonda le cerimonie funebri, alle parole più sincere che sgorgano dall’amore e dal dolore infiniti che dialogano nel suo corpo. Blanche DuBois, il fantasma del padre di Amleto, Nina de Il Gabbiano e, naturalmente… Cordelia passeranno anche attraverso la sua bocca. E quando le parole vengono meno, la dimensione del movimento ci permette un accesso illimitato alla sua anima. Un viaggio autentico e poetico, pieno di sensibilità e umorismo.

 

Lisa:

Questa giovane attrice, scoperta tramite un provino, è stata un dono per tutti noi. Il suo talento, la sua dolcezza e la sua creatività ci hanno commosso e sono stati uno stimolo eccezionale per la creazione di questo spettacolo.

 

Il regista

Mi dichiaro senza vergogna privilegiato di essere stato invitato dalla produzione a questo incontro unico e stimolante. Cristiana è un linguaggio a sé stante, ed è stata incredibilmente generosa nell’aprire il suo lavoro per aiutarci a costruire questo spettacolo insieme. Per me è un’esperienza nuova e assolutamente affascinante. Ogni incontro è stato un fiorire di proposte, domande, esperimenti spudorati e decisioni che mi riempiono di orgoglio e di desiderio di condividere questo viaggio esistenziale e umano, ricco di poesia, umorismo e vita.


 

THE FOREST

Anteprima: 21, 22 marzo 2026, Pistoia, Teatro Manzoni

Debutto: 26 e 28 marzo 2026, Bologna, Arena del Sole


novità

THIS IS A PREMIERE

idea, coreografia, interpretazione Cristiana Morganti, Emanuele Soavi

drammaturgia Cristiana Morganti

disegno luci Simone Mancini

costumi Chiara Venturini

sguardo esterno Achim Conrad, Kenji Takagi

sound editing Federico Casadei

assistenti alla coreografia Elena Copelli, Federico Casadei

direttore tecnico  Roman Sroka

produzione esecutiva Achim Conrad

ufficio stampa Elisa Sirianni

distribuzione per l’Italia Roberta Righi

Una produzione Emanuele Soavi incompany e Cristiana Morganti
in coproduzione con Festival euro-scene Festival – Leipzig (DE), Pina Bausch Zentrum – Wuppertal (DE), Centro Servizi Culturali Santa Chiara – Trento (IT), TanzFaktur – Köln (DE)

con il sostegno di Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale (IT) e Teatro Comunale di Ferrara (IT)

finanziata da Kulturamt der Stadt Köln, Ministerium für Kultur und Wissenschaft des Landes Nordrhein-Westfalen e Landesbüro Freie Darstellende Künste Nordrhein-Westfalen, Beauftragter der Bundesregierung für Kultur und Medien

e con il sostegno di NATIONALE PERFORMANCE NETZ Koproduktionsförderung Tanz

 

Un ringraziamento speciale a Mark Sieczkarek per i costumi della scena d’apertura.

 

 

 


Questa nuova e insolita collaborazione vede l’incontro tra Cristiana Morganti, una delle storiche protagoniste del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch ed Emanuele Soavi, cresciuto con coreografi come William Forsythe e Jiry Kylian.

Entrambi artisti italiani, che vivono e lavorano in Germania da più di vent’anni, coreografi di successo, consapevoli dei loro background di appartenenza, dei loro stili e approcci compositivi personali, Cristiana Morganti ed Emanuele Soavi si presentano oggi alla scena internazionale con un progetto comune che li vede nel doppio ruolo di interpreti e autori.

Confrontandosi uno con l’altra, mettono in dicussione il loro modo di intendere l’arte e il teatro, indagano le loro origini, il dietro le quinte della loro carriera e l’innegabile evidenza di essere consciamente e inconsciamente legati a specifiche radici culturali. Si interrogano su temi socio-politici, come la fluidità di genere, la sostenibilità, ma anche su temi specifici legati alla faticosa fase produttiva alla base di un nuovo spettacolo.

Sotto forma di “dialoghi corporei” i due artisti si propongono di trovare gli ingredienti per una performance che affronti tali temi con delicatezza ma anche in maniera critica e pungente.

L’idea é di riuscire a creare una sequenza di scene in cui si alternano, quasi in concorrenza tra loro, momenti coreografici, poetici e delicati, a momenti più teatrali, sarcastici e ricchi di ironia, senza tralasciare il “complice” dialogo con il pubblico.

L’attenzione si concentra sulla memoria del reciproco lavoro artistico per poi affrontare il tema della funzione del teatro nella società odierna.

Come e dove vogliamo (o dobbiamo) posizionarci oggi nel panorama delle arti performative?

I codici di comportamento nel mondo della danza, in particolare negli ultimi anni, sembrano aver consolidato chiari divieti, a volte quasi proibizioni stilistiche, ma anche mode e trend aggressivi e onnipresenti. Come affrontare dunque questi nuove necessità di produzione, ricche di contraddizioni, restando fedeli alle proprie scelte e quella cifra stilistica che nasce dalla spontaneità creativa?

Morganti e Soavi vogliono rendere visibili e partecipi gli spettatori alle loro riflessioni e lo fanno direttamente sul palco, con parole, gesti e danza. E questo loro costante, specifico rispondere con il corpo è anche un modo di tradurre e rendere evidenti i loro diversi linguaggi di movimento.

Ma l’essere legati ad un bagaglio coreografico personale, può anche diventare una base per contaminarsi a vicenda e sviluppare nuove inaspettate capacità espressive?

Due personalità colte nel mezzo di un processo di “trasformazione” non ancora concluso? Forse, ma in questa reciproca voglia di mettersi in gioco c’é anche un prezioso elemento di rivelazione e di fragilità raramente si vede in scena.

Desiderio comune è anche quello di affrontare il delicato capitolo legato all’essere di fatto due italiani emigrati in Germania. E quindi le prime impressioni, le montagne russe tra gratificazioni e incomprensioni, tra il sentirsi rifiutati ed accettati.

Naturalmente questo include anche una dose di nostalgia e la conseguente attrazione fatale verso cliché e temi musicali che fanno parte di un identità comune. La musica avrà in effetti un ruolo importante. Musiche astratte e canzoni pop intramontabili saranno combinate con tecno, folk e composizioni sonore per trasportare il pubblico in spazi fittizi e reali, in un caleidoscopio di epoche e collegamenti ipertestuali.

THIS IS A PREMIERE vuole essere un collage di “objet trouvé”, un de-montaggio e ri-montaggio nella memoria delle performance di due artisti, una lente di ingrandimento sui tanti momenti della loro controversa e colorata esistenza. Un plasmare sequenze ed episodi (apparantemente “copia e incolla”) solo per renderli il filo conduttore da cui si diramano nuove idee e visioni poetiche.

Parliamone e poi danziamo.


Sulla collaborazione tra Cristiana Morganti e Emanuele Soavi.

Cristiana: “Confesso che all’inizio l’idea di creare uno spettacolo in collaborazione con un altro coreografo mi spaventava un pochino: non riuscivo infatti ad immaginare come condividere il misterioso processo della creazione. Ma ultimamente, forse perché reduce da un paio di anni che mi hanno vista soprattutto in scena con i miei assoli, l’dea del confronto e dello scambio con un altro coreografo mi intrigava ed inspirava molto.

Penso che con Emanuele sarà una sfida, ma in senso buono. Sono curiosa di scoprire il suo linguaggio coreografico, così diverso dal mio, curiosa dalla fusione delle nostre idee e delle nostre esperienze. Soprattutto sento che ci aiuteremo a vicenda ad investigare, con ironia ed umorismo, temi e situazioni che ci stanno a cuore ma che forse da soli non oseremmo affrontare. Credo che io ed Emanuele siamo due artisti maturi e sensibili che hanno voglia di relazionarsi col pubblico in maniera diretta e sincera. Il mio desiderio è infatti coinvolgere gli spettatori portandoli nel nostro universo, mostrando candidamente il confronto tra due personalità ben definite su temi attuali che possono anche vederli non d’accordo. Mi sembra infatti che presentare un dialogo dove alla fine l’ascoltarsi diventi la cifra vincente, sia di questi tempi un idea quasi rivoluzionaria. Ovviamente questo scambio sarà fatto di parole ma soprattutto di movimenti, voci, danza, musica, in un alternanza di situazioni divertenti, ma anche poetiche e misteriose, legate al nostro vissuto più profondo, ai nostri ricordi. Essere in due da coraggio.”

Emanuele: “In questa creazione con Cristiana vorrei provare a presentare scene e situazioni semplici, dirette, ma ricche di densità espressiva e di intenzioni da svelare in maniera teatrale.

Immagino un lavoro dove artisti e pubblico siano molto vicini, quasi in contatto. Un dialogo dal vivo fatto di storie reali e immaginarie, sui momenti difficili e quelli esaltanti che fanno parte del processo di produzione di uno spettacolo. Vorrei raccontare desideri segreti, e vecchie ferite, con sincerità ed ironia. E poi, con l’incontro dei corpi in movimento, esprimere quanto sia diventata complicata, al giorno d’oggi, l’interazione reciproca. Come la distanza tra gli esseri umani, tra persona e persona sia sempre maggiore.

Credo che io e Cristiana possediamo entrambi un incrollabile senso dell’umorismo e una sensibilità innata all’autocritica e credo che potremmo riuscire a trasmettere un’idea di danza contemporanea molto diversa da quella che risuona spesso nell’immaginario comune. Un’arte esigente sì, ma anche estremamente gioiosa e comunicativa: perché non ritrovare semplicemente il piacere di vedere sul palco danzatori e performer in movimento, interpreti che si interrogano in modo “insolito” e allo stesso tempo si divertono?

Vorrei scoprire fino a che punto siamo ancora aperti e capaci di ascoltarci a vicenda, di creare un valore aggiunto (artistico) attraverso la cooperazione, e preferibilmente il confronto. Lasciare andare l’ego, e consentire allo sguardo dell’altro di rivelarci nuovi aspetti e prospettive: forse è questo ciò che la nostra società dovrebbe imparare per fare scoperte sorprendenti che possano poi diventare la base per qualcosa di ‘NUOVO’?”


PREMIERE | 24. Ottobre 2025 Colonia / TanzFaktur 

SPETTACOLI 2025

25. Ottobre Colonia / TanzFaktur 

05. / 06. Novembre Lipzia / euro-scene Festival

29. / 30. Novembre Trento / Teatro SocialePRIMA NAZIONALE

04. / 05. Dicembre Pistoia / Il FunaroPRIMA REGIONALE

 


ripresa

BEHIND THE LIGHT

coreografia, drammaturgia e interpretazione Cristiana Morganti

regia Cristiana Morganti Gloria Paris

disegno luci Laurent P. Berger

creazione video Connie Prantera

datore luci Paolo Di Candia

audio/video Alessandro Di Fraia

una produzione di Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale

in coproduzione con Fondazione I Teatri – Reggio Emilia, Théâtre de la Ville – Paris, MA Scène Nationale-Pays de Montbéliard

e con il sostegno di Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento

si ringraziano Francesca della Monica e la Peter Kowald Gesellschaft / ORT e.V. Wuppertal

 

distribuzione per l’Italia Roberta Righi

international management Aldo Grompone

 

Dopo il successo di Moving with Pina e Jessica and me, tutt’ora in tour e dopo aver firmato altri tre spettacoli come autrice e coreografa (A Fury Tale del 2016, Non sapevano dove lasciarmi del 2017 e Another Round for Five, del 2019) ecco un nuovo assolo dell’artista italiana di base a Wuppertal, che fin dalle prime battute conferma e rilancia, alla luce di una nuova maturità interiore, la grande ironia alternata a momenti di intensa poesia che sono la sua cifra distintiva.

Spettacolo fortemente autobiografico, che racconta di una crisi familiare, professionale e intima, una sequela di eventi con il tipico “effetto domino”, in cui una disgrazia pare chiamarne un’altra, in cui sembra venga meno ogni singolo punto di riferimento, ogni certezza. La vicenda personale risuona con intensità in chi guarda, dalla platea, in un momento storico che, con una pandemia, una crisi economica e di valori, si può definire fra i più destabilizzanti della contemporaneità. Questa “personale crisi globale” viene mostrata, presa in giro, aggirata, attraversata, evasa, superata grazie al potere rigenerativo della confessione e soprattutto dell’arte, ora urlata, ora sussurrata tra le lacrime, con il capo adagiato sul pavimento. Scorre un montaggio di quadri, che vede la protagonista recitare, danzare, cantare su una scena bianca e sospesa in cui irrompono, per dialogare con l’interprete, gli originali e raffinati video di Connie Prantera. È una danza che fa venire voglia di danzare quella di Cristiana Morganti, complice l’esplosione di energia che fa seguito alla catarsi di questa confessione aperta, sincera, sofferente ma di un dolore mai autocompiaciuto, anzi immediatamente lenito dalla risata, anche di sé, con il pubblico.

Accompagnati da un collage musicale che spazia da Vivaldi al punk-rock di Peaches, da Giselle, di Adolphe Adam alla musica elettronica di Ryoji Ikeda, si alternano momenti di danza e di parola, come l’irresistibile sfogo sui divieti stilistici che imbrigliano chi è cresciuto sotto la direzione di uno dei più grandi nomi della danza di sempre, Pina Bausch, o il tentativo ripetuto, e inevitabilmente sempre fallito, di spiegare lo spettacolo a chi guarda, così che poi “ci si possa rilassare” (il riferimento è all’ansia da prestazione che coglie anche lo spettatore esperto di fronte all’ermetismo di tanta danza contemporanea). Numerose altre piccole, deliziose storie conducono a un finale che è un delicato ritorno all’interiorità, dopo questa spontanea e esplosiva condivisione. Lo spettacolo non va spiegato, sembra dire Cristiana Morganti, meglio godersi il viaggio, esattamente come nella vita.

 

Behind the Light – Official Trailer 

https://youtu.be/VrJoG57oNNQ

 


 

ANOTHER ROUND FOR FIVE

regia e coreografia Cristiana Morganti interpreti Justine Lebas, Antonio Montanile, Damiaan Veens, Anna Wehsarg, Ophelia Young collaborazione artistica Kenji Takagi

disegno luci Jacopo Pantani assistenti di prova Anna Wehsarg/Elena Copelli music editing Bernd Kirchhoefer direttore tecnico Simone Mancini

produzione il Funaro | Pistoia in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato, Associazione Teatrale Pistoiese, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e Ma Scène Nationale – Pays De Montbeliard


durata: 90’ senza intervallo


I cinque protagonisti di “Another Round for Five” si trovano in un luogo non ben definito, forse un club, un circolo, sicuramente un luogo a cui si appartiene o da cui si viene esclusi e in cui si consumano rituali, esibizioni televisive, gare, terapie di gruppo, scontri, discussioni e confessioni. Si riuniscono spesso in cerchio, come attirati da un’illusione di armonia difficile da mantenere.

Su una scena quasi completamente vuota – appaiono rapidamente solo alcuni oggetti – prende forma una dimensione ironica e claustrofobica insieme, in cui il tempo è scandito da flashback e anticipazioni, in un gioco dove realtà e finzione, conscio e inconscio, equilibrio e caos si confondono. Sono sorte di primi piani, campi lunghi e piani sequenza quelli che qui costruisce Cristiana Morganti, in cui si alternano momenti di danza potente e vitale a momenti più teatrali, comici e toccanti, nei quali gli interpreti si rivelano, si raccontano con spiazzante sincerità. Nel corso dello spettacolo emergono dunque sempre più nitidi cinque personaggi, molto diversi tra loro eppure molto vicini.

La struttura drammaturgica è sostenuta dalle musiche, con alcuni brani che tornano ciclicamente a sottolineare la ripetitività o la variazione di determinate situazioni. I pezzi di autori vari spaziano tra generi molto diversi, dal tecno industrial tedesco di Florian Kupfer, alla musica sacra di Pergolesi, fino a un “classico” della musica pop come “What a feelin’” di Irene Cara. Lo spettacolo è un racconto non lineare che prende forma attraverso una sorta di montaggio dal sapore cinematografico a cui è invitato a contribuire anche lo spettatore.

Another Round for Five – Official Trailer

https://youtu.be/fTO3HWTTs2I



A FURY TALE

idea e regia Cristiana Morganti

coreografia Cristiana Morganti

in collaborazione con Breanna O’Mara, Anna Wehsarg, Anna Fingerhuth interpreti Breanna O’Mara, Anna Wehsarg / Anna Fingerhuth collaborazione artistica Kenji Takagi disegno luci Jacopo Pantani video Connie Prantera editing musiche Bernd Kirchhoefer assistente Sabine Rivière tecnico suono-video Simone Mancini

produzione il Funaro | Pistoia e Cristiana Morganti in coproduzione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza per Civitanova Casa della Danza con il sostegno della Città di Wuppertal e Jackstädt Stiftung – Wuppertal (DE)


durata: 75’ senza intervallo


In A FURY TALE Cristiana Morganti non danza e si riserva, nel ruolo di coreografa e regista, la possibilità di una maggiore distanza critica affidando ai corpi e alle personalità di due donne, alte, pallide, dai capelli rossi, uguali ma diverse il compito di restituire la sua riflessione sensibile, ironica e in parte autobiografica sul femminile nelle sue molte, possibili declinazioni: competizione/ amicizia, isterismo/dolcezza, imprevedibilità/quotidianità, aggressività/tenerezza. Lo spettacolo, animato da queste potenti alternanze, rivela a momenti un universo onirico e misterioso, in bilico tra fiaba e realtà: a tratti ci troviamo di fronte a due creature fatate, selvatiche e furbesche, poi, senza preavviso, siamo testimoni di scorci di vita reale delle due danzatrici. Un altro importante filo rosso nello spettacolo è la rabbia, nella sua doppia veste di potenza distruttrice o spinta vitale.

Su una scena completamente bianca, quasi uno sfondo su cui far esplodere video, colori e luci stroboscopiche, le due danzatrici agiscono, danzano, si scontrano e si raccontano. Il dialogo con la coreografa è sempre presente, fa parte della storia, anche per indagare il vissuto delle danzatrici nel rapporto con chi le dirige, ma non solo. Cristiana osserva dall’alto le sue interpreti, con sguardo partecipe e ironico, ed entra, solo per un momento, sul palcoscenico, come a dire della fragilità di una presunta quarta parete, della labilità di confini fra vita e finzione, biografia e artificio. L’incalzante susseguirsi delle scene, avviene con tagli netti, quasi cinematografici, senza dissolvenze, ed è accompagnato da un collage musicale che spazia con voracità tra stili e generi, dal punk-rock a Bach. I tanti momenti di danza sono potenti e imprevedibili ma anche delicati; rivelatori di fragilità e timori, di sogni e speranze.

 

A Fury Tale – Official Trailer

https://youtu.be/x99_uL8AKio


 

JESSICA AND ME

creazione, coreografia e interpretazione Cristiana Morganti collaborazione artistica Gloria Paris disegno luci Laurent P. Berger video Connie Prantera consulenza musicale Kenji Takagi editing musiche Bernd Kirchhoefer direttore tecnico Jacopo Pantani tecnico suono/video Simone Mancini tecnico luci Sgommino Berselli

produzione il Funaro | Pistoia – produzione esecutiva Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale

in coproduzione con Fondazione I Teatri – Reggio Emilia

durata: 70 min. senza intervallo

Lei vuole che io danzi, oppure vuole che io parli? Dietro questa domanda, rivolta da Cristiana Morganti ad uno spettatore, si cela una delle chiavi di lettura di JESSICA AND ME. In questo spettacolo, la storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, giunta al momento del distacco dalla compagnia, si ferma a riflettere su se stessa: sul rapporto con il proprio corpo e con la danza, sul significato dello stare in scena, sul senso dell’“altro da se“ che implica il fare teatro.

Ne risulta una sorta di autoritratto idealmente a due voci di efficace e spiazzante ironia, dove Cristiana rivela ciò che accade nel backstage del suo percorso professionale. Un puzzle di gesti, ombre, muscoli, tenacia, spavalderia, timidezza, ricordi e progetti.

 

Jessica and Me – Official Trailer 

https://youtu.be/f2W0LezPLGA

DRAFF Documentary on Jessica and Me

https://www.youtube.com/watch?v=2VJdXD24Nc4&t=4s

 


 

MOVING WITH PINA

una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch

di e con Cristiana Morganti direttore tecnico Simone Mancini
produzione il Funaro | Pistoia con l’accordo e il sostegno della Pina Bausch Foundation/Wuppertal

produzione esecutiva Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale

durata: 75 min senza intervallo

Nella conferenza danzata MOVING WITH PINA Cristiana Morganti, storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, propone un viaggio nell’universo di Pina Bausch, visto dalla prospettiva del danzatore. Com’è costruito un assolo? Qual è la relazione dell’emozione con il movimento? Quand’è che il gesto diventa danza? Qual è la relazione tra il danzatore e la scenografia? E soprattutto, come si crea il misterioso e magico legame tra l’artista e il pubblico? Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch.

 

Moving with Pina – Official Trailer

https://youtu.be/Tvkxxqm5E60

 



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