29 Novembre 2024Teatro Manzoni Teatro Manzoni

NATURAE Compagnia della Fortezza – Armando Punzo in scena il 30 nov – l’evento conclusivo di IMMAGINATI AVVOCATO 2024

Sabato 30 novembre (ore 20.45) al Teatro Manzoni di Pistoia, nel giorno della Festa della Toscana, in cui si ricorda l’abolizione, quale primo Stato nel mondo, della pena capitale avvenuta nel 1786, la Compagnia della Fortezza porta in scena NATURAE, per la regia e drammaturgia di Armando Punzo, Leone d’Oro alla Carriera Biennale Teatro 2023.

Lo spettacolo arriva a Pistoia in esclusiva regionale nella versione da palcoscenico nella sezione “Altri eventi” delle Stagioni 2024/25 di Teatri di Pistoia e conclude la VII edizione di “IMMAGINATI AVVOCATO”, promossa dall’Ordine degli Avvocati di Pistoia, con il sostegno della Fondazione Caript e la collaborazione di Fondazione Teatri di Pistoia. Un ringraziamento va a Conad Nord Ovest, ChiantiBanca, Fondazione Giorgio Tesi Pistoia che hanno contribuito all’evento.

La rassegna, che anche quest’anno ha invitato a riflettere su un tema di grande attualità, “Diritto e Castigo: quale pena per quale giustizia”, ha coinvolto anche più di 450 studenti degli Istituti Scolastici Superiori di Pistoia e Provincia, con incontri nelle singole classi ed un evento finale, molto partecipato, tenutosi il Liceo Scientifico di Pistoia, alla presenza di giuristi, associazioni di Volontariato, artisti che operano nel settore e testimoni di esperienze carcerarie.

La Compagnia della Fortezza, fondata da Armando Punzo nel 1988 nel carcere di Volterra, prima e più longeva esperienza di lavoro teatrale in un istituto penitenziario, è oggi annoverata tra le eccellenze del panorama teatrale contemporaneo internazionale, per il rigore della sperimentazione registica e drammaturgica e la capacità di creare spettacoli in grado di trasfigurare completamente i luoghi che abitano.

In trent’anni di lavoro con la Fortezza, composta oggi da circa settanta detenuti-attori, Armando Punzo ha messo in scena oltre trenta spettacoli, molti dei quali, dopo il debutto in carcere, sono stati ospitati nei maggiori festival e teatri italiani.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti dalla Compagnia della Fortezza, ricordiamo 8 Premi UBU, il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, il Premio Carmelo Bene della Rivista “Lo Straniero” 2004, il Premio Europa Taormina Arte, il Premio per la Cultura Contemporanea della Regione Toscana, la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica e il Gonfalone d’Argento del Consiglio Regionale della Toscana 2023.

“Naturae è un’opera a cui tengo particolarmente – commenta Armando Punzo, nella lettera inviata all’Ordine degli Avvocati di Pistoia – perché parla della felicità che dobbiamo conquistarci con un attento lavoro quotidiano, scegliendo di far emergere in noi qualità di apertura, bellezza, amore e armonia che sembrano perse, dimenticate, sepolte in noi irrimediabilmente a favore di altre qualità che ci sembrano, sbagliando più adatte per affrontare gli altri e il mondo. Sono molto felice di ritornare a Pistoia per il progetto “Immaginati avvocato 2024”, che ci indica che ognuno di noi è chiamato a non restare entro limiti prestabiliti, che ci invita a sconfinare e ci suggerisce una lettura della figura di avvocato, avvocata, come vocato, come naturale disposizione ad affiancarsi agli altri, a garantire la difesa a chiunque, a prendersene cura.”

NATURAE – NOTE DI REGIA

di Armando Punzo

“Negli ultimi dieci anni il lavoro della Compagnia della Fortezza è stato guidato dalla ricerca dell’ordine e della bellezza nella natura umana. Senza alcuna volontà iniziale, dal 2015 sono emerse una narrazione e una visione dell’uomo che ci hanno fatto scegliere di riscrivere l’opera di Shakespeare per sconfessare una superstizione che vede l’uomo ripetersi all’infinito sempre uguale a se stesso, senza alcuna possibilità di cambiamento. In questo lungo viaggio di auto-formazione, due figure, Lui e Il Bambino, sono diventate protagoniste di una nuova visione che ha spazzato via i fondamenti intoccabili della filosofia esistenziale dell’Occidente, per la quale a partire dal ‘900 sembrava non essere più possibile sognare un nuovo uomo e un nuovo mondo. L’accettazione della nostra esistenza e della nostra natura umana, per come è stata descritta da Shakespeare, dal canone occidentale e dai suoi innumerevoli epigoni (e dalla politica) sembrava essere diventato un muro insormontabile, un recinto dal quale non era più possibile uscire, se non pagando il prezzo di essere emarginati e considerati inconcludenti utopisti e illusi. Dopo la Tempesta è stato il primo capitolo di questa saga, che ha visto Lui e Il Bambino lasciarsi alle spalle quell’affresco chiuso su se stesso, quello stadio primordiale dell’umanità, per andare, anche con timore, verso un ignoto tutto da scoprire. L’incontro con l’opera di Borges ha poi suggerito un grado di intelligenza ed evoluzione umana superiore: la sua scrittura non indugiava sulla copia dell’esistente, ma richiedeva uno sforzo consapevole e un lavoro da compiere per affrancarci da noi stessi e lanciarci oltre lo steccato dei nostri limiti e della cultura attuale della paura e della morte. Così è nato Beatitudo. Naturae – La valle della Permanenza è l’ultimo capitolo, è la rivelazione, la riscoperta in noi di qualità dimenticate, negate, soppresse. È frutto della contro-scrittura che si è generata in questi anni, come un filtrato luminoso che si opponeva alla mancanza di luce e speranza che avevamo riscontrato in noi e negli altri. Quelle qualità hanno preso forma di entità simboliche concrete, stilizzazioni, che permettono al nostro protagonista, una volta ritrovato lo sguardo puro dell’innocenza rappresentato dal bambino, di stabilire una diversa relazione col mondo. Ci siamo resi conto che l’evoluzione umana è in essere, sempre, ed è questa che bisogna alimentare. Non possiamo credere di essere arrivati alla fine della Storia, è innaturale e non serve a migliorare la nostra esistenza, le relazioni tra gli uomini, una diversa idea di comunità fatta di persone sensibili e il futuro della nostra terra. L’Homo Sapiens è solo una fase, dobbiamo lavorare per guadagnarci l’Homo Felix, dobbiamo far crescere in noi la ricerca della libertà, dell’amore, della felicità. Dobbiamo ricominciare a sognare un nuovo uomo e imporlo alla realtà.

Biglietti da 7 a 15 euro

Biglietteria Teatro Manzoni Corso Gramsci, 125 | 0573 991609 – 27112

biglietteria@teatridipistoia.it

martedì e giovedì 16/19, mercoledì 11/15, venerdì e sabato 11/13 e 16/19 (lunedì chiuso)

Biglietteria il Funaro Via del Funaro, 16-18 | 0573 977225

mercoledì e giovedì 15.30/19.30

online su www.bigliettoveloce.it

LE STAGIONI 2024/25 – ALTRI EVENTI

COMPAGNIA DELLA FORTEZZA | BIO

L’esperienza della Compagnia della Fortezza nasce nel 1988 nel Carcere di Volterra da un’idea di Armando Punzo, suo attuale regista e direttore artistico, Leone d’Oro alla Carriera Biennale di Venezia Teatro 2023. La Compagnia della Fortezza è oggi annoverata tra le eccellenze del panorama teatrale contemporaneo internazionale, per il rigore della sperimentazione registica e drammaturgica e la capacità di creare spettacoli in grado di trasfigurare completamente i luoghi che abitano. In oltre trent’anni di attività la Compagnia ha messo in scena più di trenta spettacoli, tra cui memorabili edizioni del Marat Sade, de I Negri, de I Pescecani ovvero cosa resta di Bertolt Brecht, di Hamlice, Saggio sulla fine di una civiltà, Santo Genet, Beatitudo e NATURAE. Parallelamente, mentre persegue con ostinazione l’obiettivo della realizzazione del primo Teatro Stabile in carcere al mondo, dirige workshop e spettacoli internazionali, focalizzandosi in particolar modo su grandi progetti urbani e installativo-performativi. Tra questi: un’edizione site specific di Hamlice all’Hangar Bicocca di Milano per migliaia di spettatori; una serie di performance collettive per piazze, cortili, e musei nell’ambito del progetto Mercuzio non vuole morire; l’installazione performativa Paradiso – Voi non sapete la sofferenza dei Santi, andata in scena, ai piedi dell’Ilva, con il coinvolgimento dei cittadini del Quartiere Tamburi di Taranto; L’Opera Segreta – Rovine e resti dell’umanità di Shakespeare, ambientato sulle Scale Mobili S. Lucia di Potenza, con circa cento persone in scena; Le Rovine Circolari, versioni speciali di Beatitudo, all’interno del refrigerante della Centrale Geotermica Enel Nuova di Larderello e per il Triangolo Verde di Peccioli; Naturae – la valle dell’innocenza e Naturae – la valle della permanenza, spettacoli site specific per il Padiglione Nervi dell’ex Salina di Stato di Saline di Volterra. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti tra i quali 8 Premi UBU, Premio dell’ Associazione Nazionale Critici di Teatro, Premio Carmelo Bene della Rivista “Lo Straniero” 2004, Premio Europa Taormina Arte, Premio per la Cultura Contemporanea della Regione Toscana, Premio Speciale Biglietto d’Oro Agis, Premio Capri Hollywood, Premio Scenari Pagani, Premio Napoli 2016 per la cultura e la lingua italiana, la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica, il Sigillo d’Ateneo dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, il Premio Speciale Fiesole 2018, il Premio Anima – Anima per il Sociale 2022 e il Gonfalone d’Argento del Consiglio Regionale della Toscana 2023.

ARMANDO PUNZO | BIO

Armando Punzo Leone d’Oro alla Carriera Biennale Teatro 2023, è regista, drammaturgo e attore. Dal 1988 lavora nel Carcere di Volterra, dove ha fondato la Compagnia della Fortezza, prima e più longeva esperienza di lavoro teatrale in un istituto penitenziario, e dal 1996 al 2016 ha diretto il Festival Internazionale VolterraTeatro, intitolando la sua direzione artistica all’idea dei Teatri dell’Impossibile. In trent’anni di lavoro con la Fortezza, composta oggi da circa settanta detenuti-attori, ha messo in scena oltre trenta spettacoli, tra cui Marat-Sade, I Negri, I Pescecani ovvero quel che resta di Bertolt Brecht, Hamlice, Santo Genet, Beatitudo, Naturae, molti dei quali, dopo il debutto in carcere, sono stati ospitati nei maggiori festival e teatri italiani. Parallelamente, mentre persegue con ostinazione l’obiettivo della realizzazione del primo Teatro Stabile in carcere al mondo, dirige workshop e spettacoli internazionali, focalizzandosi in particolar modo su grandi progetti urbani e installativo-performativi. Tra questi: un’edizione site specific di Hamlice all’Hangar Bicocca di Milano per oltre tremila spettatori; una serie di performance collettive per piazze, cortili, e musei nell’ambito del progetto Mercuzio non vuole morire; l’installazione performativa Paradiso. Voi non sapete la sofferenza dei Santi, andata in scena, ai piedi dell’Ilva, con il coinvolgimento dei cittadini del Quartiere Tamburi di Taranto; L’Opera Segreta. Rovine e resti dell’umanità di Shakespeare, ambientato sulle Scale Mobili S. Lucia di Potenza, con circa cento persone in scena; Le Rovine Circolari, una versione speciale di Beatitudo, all’interno del refrigerante della Centrale Geotermica Enel Nuova di Larderello; Naturae. La valle dell’innocenza e Naturae. La valle della permanenza, spettacoli site specific per il Padiglione Nervi nella Salina Locatelli di Volterra. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui: il Leone d’Oro alla Carriera Biennale Teatro 2023, il Gonfalone d’Argento del Consiglio Regionale della Toscana 2023, sei Premi UBU, la Medaglia del Presidente della Repubblica, il Sigillo d’Ateneo dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro, Premio Carmelo Bene della Rivista lo Straniero, Premio Europa Taormina Arte, Premio per la Cultura Contemporanea della Regione Toscana, Premio Speciale Biglietto d’Oro Agis, Premio Napoli, Premio Scenari Pagani, Premio Nesi, Premio speciale Fiesole, Premio Cercola Partenopea e Premio Anima per il Teatro 2022. È autore di due volumi autobiografici: È ai vinti che va il suo amore (Clichy 2013) e Un’idea più grande di me (Luca Sossella 2019). Suoi scritti teorici sono apparsi sulle principali riviste di teatro italiane e straniere.

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