14 Dicembre 2023

🟡 IL TRIO DEBUSSY APRE IL 16 DICEMBRE AL SALONCINO DI PALAZZO DE’ ROSSI LA STAGIONE CAMERISTICA 2023/24

Nato nel 1989 fra le aule del Conservatorio di Torino, il Trio Debussy è il più longevo trio con pianoforte del panorama italiano, con oltre 30 anni di ininterrotta attività, e fra le poche formazioni al mondo attive a tempo pieno in questo genere cameristico. Con un repertorio che comprende più di 170 opere, inclusi una trentina di lavori scritti appositamente per loro, Antonio Valentino (pianoforte), Piergiorgio Rosso (violino) e Francesca Gosio (violoncello) hanno all’attivo centinaia di concerti nelle più importanti società concertistiche italiane ed estere e collaborazioni con artisti e realtà musicali di estrazione differente, da Massimo Pitzianti a Paolo Conte.

Al Trio Debussy è affidata, sabato 16 dicembre (ore 20.30) al Saloncino della Musica di Palazzo de’ Rossi, l’apertura della 62^ edizione della Stagione Pistoiese di Musica da Camera, curata da Daniele Giorgi e realizzata da ATP Teatri di Pistoia con il fondamentale sostegno di Fondazione Caript. Una stagione cameristica che, nel solco della tradizione e con sguardo aperto e curioso sull’oggi, proporrà sette appuntamenti, fino a maggio, con ensemble di grande caratura, in un cartellone che potrà appassionare i più diversi tipi di pubblico.

Così Daniele Giorgi illustra la Stagione: “Dopo il concerto del Trio Debussy, a gennaio il pianoforte del Saloncino della Musica diventerà un’orchestra sotto le venti dita del duo pianistico Silver-Garburg (13 gennaio). Il mese di febbraio sarà interamente dedicato al duo archi e pianoforte, prima (3 febbraio) con lo straordinario talento del violinista venticinquenne Giovanni Andrea Zanon e della pianista Leonora Armellini, reduce dai successi al Concorso Chopin di Varsavia, poi (24 febbraio) con l’ineguagliabile ricchezza espressiva di cui il violoncello è capace tra le mani di Enrico Bronzi, affiancato al pianoforte da Francesca Sperandeo. L’unico appuntamento della Stagione al Teatro Bolognini vedrà protagonista l’irresistibile Janoska Ensemble, gruppo di matrice classica capace di rivisitare i grandi capolavori con improvvisazioni, parodie e citazioni prestate da altri generi come lo swing, il pop, il jazz e le sonorità latine (9 marzo). Di nuovo al Saloncino, ascolteremo uno dei più richiesti quartetti d’archi sulla scena internazionale, il Quatuor Modigliani, in un affascinante programma ispirato all’Italia (23 marzo). Il Belpaese sarà centrale anche nell’imperdibile appuntamento conclusivo della Stagione con la vocalità purissima e avvolgente di Arianna Vendittelli, che accompagnata dal pianista Antonello Maio canterà Mozart, Respighi, Rossini e Donizetti (4 maggio)



A Pistoia il
Trio Debussy presenta un programma che esplora le potenzialità espressive di questa formazione attraverso due celebri composizioni, diversissime tra loro ma entrambe molto amate dal pubblico fin dalle prime esecuzioni.

Tra i vertici della musica da camera con pianoforte di Franz Schubert, il Trio op. 100 fu ultimato nel 1827, a circa un anno dalla morte del compositore, e diversamente da molti altri suoi capolavori venne non solo eseguito con successo (per ben due volte!), ma anche pubblicato, mentre egli era ancora in vita. Scriveva Schubert all’editore «l’opera non è dedicata, a nessuno, se non a chi l’apprezzerà. Sarà la dedica più proficua»: un vero e proprio lascito in linea con lo spirito romantico.

Maurice Ravel scrisse invece il suo Trio in la minore, una delle sue più suggestive composizioni, in pochi mesi, nel 1914: la Francia è entrata in guerra da poco, Ravel è in attesa di partire per il fronte, e trova ispirazione nel villaggio dei bassi Pirenei dove sta trascorrendo un periodo di riposo. Il Trio abita un sensuale paesaggio onirico, lontano dalla politica e dalla guerra, e offre una magica evasione in un mondo di colori scintillanti, esotismo, ombre fugaci. Nella tradizionale architettura in quattro movimenti, Ravel realizza una partitura sgargiante in cui si trovano riferimenti alla danza basca, alla poesia malese, alla tradizione barocca.

I cinefili potranno riconoscere alcune parti delle due composizioni in programma nelle colonne sonore di celebri film: il secondo movimento del Trio di Schubert è stato rielaborato per uno dei temi musicali centrali in Barry Lyndon (1975) di Stanley Kubrick, mentre il primo movimento del Trio di Ravel è stato ampiamente utilizzato nel triangolo amoroso diretto da Claude Sautet nel 1992 Un coeur en hiver (Un cuore in inverno).

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