15 Aprile 2024Teatro Manzoni Teatro Manzoni

25 aprile | Dedicato a Luca Iozzelli l’ultimo concerto della LEONORE diretta da DANIELE GIORGI con la partecipazione della violoncellista NATALIE CLEINClein al Manzoni

L’ultimo appuntamento della Stagione Concertistica al Manzoni 2023/24, curata da Daniele Giorgi e promossa da Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript, è dedicato a Luca Iozzelli, nel ricordo del suo appassionato impegno per la crescita musicale, culturale e sociale della città.

Il programma della serata, incentrato su capolavori di Brahms, Saint-Saëns e Mendelssohn, vede protagonista l’Orchestra LEONORE diretta da Daniele Giorgi, questa volta insieme alla violoncellista inglese Natalie Clein, che la prestigiosa rivista Gramophone ha definito «Interprete in grado di produrre un’impressionante varietà di colori e di restituire la più ampia varietà di stili espressivi».

Con questo stesso programma Giorgi e Leonore saranno ospiti della prestigiosa stagione della Elbphilarmonie di Amburgo, nella data del 27 aprile, che è già sold-out da tempo, a conferma dell’interesse che il Progetto Leonore sta raccogliendo anche oltre i confini nazionali.

La serata si aprirà con le Variazioni op. 56a, pietra miliare nell’evoluzione creativa di Johannes Brahms come compositore sinfonico: datate 1873 e situate, nel quadro delle sue opere orchestrali, fra le Serenate e la Prima Sinfonia, rappresentano la ‘prova generale’ prima del confronto con la grande forma sinfonica, coinvolgendo profondamente sia la tecnica compositiva che quella orchestrale. Il risultato è un’opera di straordinaria bellezza scritta da un Maestro della variazione; e fu forse proprio il successo di questa composizione a spingere Brahms a compiere quel passo che per tanti anni lo aveva intimidito, il completamento della sua Prima Sinfonia.

Natalie Clein sarà protagonista nel celeberrimo Concerto per violoncello n. 1 in la minore di Saint-Saëns, una delle opere più rappresentative dell’originale stile sincretico del compositore francese, che intreccia il riferimento ai grandi maestri del passato (nel rispetto della forma e delle tecniche classiche) con il gusto per la libertà creativa, con il piacere e la ricerca del colore, della linea melodica forbita, dell’impasto timbrico. Non manca il richiamo all’opera lirica: l’amore di Saint-Saëns per il belcanto traspare nell’uso particolare della melodia rotonda del violoncello, piegata, forgiata, resa di volta in volta palpitante dalle più sottili inflessioni e sfumature interpretative.

Giorgi e Leonore concludono il concerto con quella che Mendelssohn, in una lettera alla sorella Fanny, definì «la musica più gaia che ho mai composto». Il “romanticismo felice”, come fu chiamato quello del compositore tedesco, trova una delle sue più perfette espressioni nella Sinfonia n. 4, detta “Italiana” perché abbozzata durante un suo viaggio nel nostro paese, da Venezia a Napoli, dall’autunno 1831 all’estate 1832. Molti dei luoghi cui nelle sue lettere dedica le frasi di ammirazione più entusiastica sono a Roma: Piazza di Spagna (dove il compositore abitava), Trinità dei Monti, il Pincio, il Ponte Nomentano – allora immerso nel verde e nel silenzio della campagna romana. La stessa Sinfonia, soprattutto nei due movimenti estremi, appare irradiata di luce mediterranea e animata da una esuberante gioia di vivere

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