LA SCUOLA IN SCENA 2017

QUADRI SHAKESPEARIANI

da Otello, Amleto, La bisbetica domata, Macbeth, Romeo e Giulietta di William Shakespeare

adattamento e regia Lorenzo Galletti

responsabile didattico Prof.ssa Caterina Savasta

interpreti Sabrina Bagagli, Palma Caiazza, Valentina Calia, Noemi Calistri, Anna Calvi, Abramo Carretti, Sara Ciaramella, Giada Delle Piagge, Eleonora Domenicali, Caterina Fineschi, Roberto Fontani, Elena Frezza, Linda Geirola, Alessandra Incoronato, Laura La Porta, Gianni Leggio, Isabella Leoncini, Beatrice Livi, Flora Lombardo, Caterina Magni, Greta Melis, Igea Militello, Elisabetta Pastacaldi, Martina Pisini, Noemi Puntorno, Sofia Semeraro, Viola Trupo

 

uno spettacolo
Liceo Artistico “P. Petrocchi” Pistoia
Laboratorio teatrale “C'è una parte per me?”

La scelta di un autore come Shakespeare deriva dalla volontà di misurarsi con una drammaturgia concepita al di fuori del contesto del gruppo di lavoro, ‘preconfezionata’, e principalmente con un classico del teatro. I testi selezionati si concentrano sui personaggi femminili, quasi mai protagonisti nei titoli del Bardo, ma sempre centrali, e non a caso tante volte rivitalizzati da immortali interpretazioni di grandi attrici, soprattutto nell’Ottocento e nel primo Novecento. Gli studenti e i professori del liceo “Petrocchi” propongono una lettura corale, partecipata, di cinque grandi donne shakespeariane: Desdemona, Ofelia, Caterina, Lady Macbeth, Giulietta.

Lorenzo Galletti

“VOCE AI PROTAGONISTI”

Quando si dice che i grandi classici non tramontano mai è perché le loro trame sono così sagacemente intrecciate che sono in grado, ancora oggi, di saperci coinvolgere ed emozionare.
Nel nostro spettacolo ‘Quadri Shakespeariani’ proponiamo un’ inconsueta interpretazione di alcuni dei capolavori del drammaturgo inglese. Protagonista indiscussa sarà la donna; penetreremo nella sua anima celebrandone le virtù e le debolezze, soffermandoci particolarmente sul carattere che meglio la distingue dagli altri esseri: la sua meravigliosa e caparbia tenacia.
Laura La Porta
Quando reciti hai la possibilità, per un tempo più o meno lungo, di essere qualcuno che non sia tu. Nonostante questo, grazie al teatro, capisci meglio chi sei, impari a capire meglio le emozioni, ad analizzarle con più cura, perché solo così puoi trasmetterle agli altri. Anche se può spaventare l’idea di essere davanti a un pubblico, penso che recitare sia un bel modo di mettersi alla prova, di affrontare le paure e la timidezza.
Alessandra Incoronato
     
A me piace fare teatro!
Rispetto al laboratorio teatrale non ho molto da dire: mi sono trovata bene, mi sono divertita, ho fatto tante nuove amicizie!
Ma posso dire qualcosa riguardo allo spettacolo e al mio personaggio, Desdemona. Non mi piacciono i movimenti, anzi non mi piace l’assenza di movimenti, stare ferma sul posto e spostarmi di tanto in tanto. Quanto al copione, ci cono troppe cose da dire; ed essendo le battute spezzettate, mi rimane difficile capire quando entrare a parlare, ma ci riuscirò.
In generale mi trovo bene con tutti.
Caterina Fineschi
Ringrazio tutti per avermi fatto sentire di nuovo a casa, facendomi rivivere quella magia che solo il teatro sa dare. La recitazione mi ha sempre emozionato e continua a farlo tuttora: mi permette di conoscere  meglio me stessa e gli altri nell’eterno dilemma fra l’essere e l’apparire.
Prof. Elena Frezza  
La passione per il teatro è iniziata quando frequentavo la scuola media, facendo dei piccoli spettacoli di fine anno. In terza media, quando mi hanno offerto una piccola comparsa in un’opera lirica, ho accettato senza pensarci due volte. Quando poi ho scoperto che alle superiori ci sarebbe stato un corso di teatro extra-scolastico mi sono iscritta subito. Il teatro mi dà sensazioni bellissime, mai provate prima. Mi dà la carica, la forza, la volontà di uscire dal mio guscio, che metto spesso e volentieri quando mi sento in imbarazzo. Il teatro mi emoziona, mi fa piangere, mi fa sorridere, mi fa ridere. Il bello di recitare, per me, è che puoi essere chiunque, puoi fare emozionare chi ti ascolta. Ma la cosa più importante – a mio avviso – è sentire il calore del pubblico, che riesce a darmi una sensazione immensa. Relazionarsi con persone più grandi e più piccole mi ha aiutato a crescere mentalmente e mi ha aiutato a lavorare in un vero gruppo.
Sofia Semeraro
     
L’esperienza di teatro mi sta davvero aiutando, perché sono timida e non riesco ad aprirmi finché non il ghiaccio non è rotto. All’inizio avevo difficoltà a relazionarmi con i coetanei, ma ora sto facendo nuove amicizie. Sicuramente porterò questa esperienza con me per il resto della vita.
Igea Militello
     
La recitazione mi aiuta, perché interpretando un personaggio riesco a trasformarmi, a diventare qualcuno che non sono, quindi a vivere più di una vita contemporaneamente.
Giada Delle Piagge
Inizialmente devo ammettere che non ho avuto un buon rapporto con la recitazione a causa del mio carattere introverso; ma mano a mano, provando il mio personaggio sono riuscita ad abbattere la barriera della timidezza e a immedesimarmi in esso. Così la recitazione mi ha dato maggiore sicurezza e ho notato che come la bisbetica Caterina anche io ho un carattere abbastanza testardo e deciso.
Eleonora Domenicali
     
Il teatro mi ha aiutato a lavorare sugli aspetti più oscuri del mio carattere e a scoprirne di nuovi.
Viola Trupo

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Piccolo Teatro Mauro Bolognini

Spettacolo fuori abbonamento

Date

  • martedì, 23 maggio 2017
    ore 21,00

Prezzi

posto unico non numerato 7,00 euro

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