L’ATLETICO GHIACCIAIA

scritto, diretto e interpretato da Alessandro Benvenuti
con Francesco Gabbrielli

 

 

Arca Azzurra Teatro

L’Atletico Ghiacciaia… è il parlare sporco. L’anarchismo disorganizzato di un anziano che somiglia sempre più a una pentola a pressione con problemi alla valvola. Il desiderio di un antico ordine che sembra portatore di un desiderio inconscio di disordine. L’Atletico Ghiacciaia è una notte di fine ottobre, così innaturalmente umida e calda da sembrare estate. E’ il tempestio dei sentimenti e in sottofondo la musica sinfonica dei grilli. E’ il candore immacolato della luna che con i ricordi porta instabilità emotiva, rabbia e recriminazioni. Parole sommate alle parole che da frasi si tramutano in larghi vortici. E’ forza centripeta/centrifuga. E’ Dentro e Fuori. Implosione/esplosione. E Gino, il nostro eroe che ne è cantore primo, è megafono, manifesto, pennellessa e colore… e la tonalità preferita è il “verde bile”. Gino tutto è fuorché politicamente corretto. I suoi discorsi non appartengono a nessuna fede politica. Lui, ormai, è solo un pensatore emorragico. L’Atletico Ghiacciaia è dedicato alla Toscana che crede di poter resistere nella sua poetica linea di confine. Alla Toscana che non si vuole arrendere ai suoi propri stereotipi più beceri e macchiettistici. L’Atletico Ghiacciaia è un canto d’amore paesano. Ma è anche il racconto di com’era il calcio prima che l’avvento massiccio della televisione lo deformasse in quella industria da forzati del look e del pallone che è diventato. L’Atletico Ghiacciaia è la mia dichiarazione d’amore a una terra che mangia tutti i giorni pane sciapo e sarcasmo e nella quale, accanto ai cipressi, crescono da sempre come piante spontanee gli sfoghi dei grulli. L’Atletico Ghiacciaia è contemporaneamente una riscrittura quasi totale de “Il Mitico 11” che ha avuto come primi interpreti Novello Novelli (accompagnato da Fabio Forcillo) e Vito (accompagnato da Andrea Muzzi) e un omaggio alla figura di Gino, presente sia nella saga dei Gori, sia, come spirito guida e ispiratore, in “Gino detto Smith & la panchina sensibile”. Gino, coprotagonista nei primi due episodi della trilogia dei Gori, è qui ripreso in mano da uno dei due autori (l’altro lo ricordiamo è Ugo Chiti). Lo scopo è quello di raccontare l’altra faccia di un personaggio che nella saga dei Gori resta, per dovere di drammaturgia, sacrificato nel giuoco di squadra familiare.

(Alessandro Benvenuti)


Breve e conclusivo “sfarfallio” storico/biografico
Coloro che ebbero diciotto anni a cavallo fra il ’68 e il ’77 praticarono, fra gli altri “sport”, anche quello dell’uccisione sistematica del padre in senso figurato, preferendo al proprio, altri e più famosi padri putativi. Molti dei miei amici e coetanei scelsero Mao, Che Guevara, Marx o Lenin. Altri si affacciarono sul belvedere opposto. In tal modo, più tardi, tutti quanti si ritrovarono orfani di più di un padre. Da ciò la considerazione che alla fin fine la scintilla vera scaturisce sempre e solo in famiglia e il segreto della riuscita o no della tua vita è consegnata alle “Sacre Scritture” del DNA. Se non sai leggere quelle, difficilmente imparerai a leggere tutto il resto. Nell’Atletico Ghiacciaia convivono e si intrecciano fino a perdere i propri confini, i sentimenti di un padre e di un figlio. Il padre è l’ispiratore e il figlio prova, attraverso l’arte della scrittura e poi della recitazione, a rivivere l’emozione di quel mondo “genitale” sempre più apparentemente lontano dal suo, ma nel quale ha visto per la prima volta la luce.

HANNO SCRITTO DELLO SPETTACOLO…

Lui, Benvenuti, sfodera un abito antracite e capelli un po’ bianchi, ha un’aria da conferenziere wasp di Pontassieve incline a esaltarsi, e s’atteggia a posture da omone dell’aforisma, tracolla nelle bischerate, sprizza bile ma ha poi momenti verbali di largo che riscattano con imponderabile grazia tutto, come quando con l’occhio di oggi accenna agli aeroplani che si conficcano nei grattacieli in immagini senza volume, o come quando dice che il sangue è una memoria faticosa da portare, e ci chiede di spegnere i nostri sorrisi che altri vogliono idioti, e ci commuove pensando a un padre sognatore in un mare di bugie. Il risultato è che un Benvenuti così concede magari frammenti grassocci e apocalittici, o sornioni epigrammi tinti di anacronismo, e non racconta una storia ma fa un bel ritratto affettuoso della vocazione all’invettiva. Certi barlumi di silenzio e di eroismo solitario bastano però a rendere forte questa ballata dell’uomo fuori da ogni squadra, calcistica e civile.” (Rodolfo Di Giammarco, “La Repubblica”)



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Teatro Mascagni (Popiglio)

Date

  • giovedì, 8 marzo 2018
    ore 21:00

Prezzi

PREZZI  BIGLIETTI

Spettacoli serali posto unico 10,00 – studenti under_30 5,00

Spettacoli “A Teatro… con la scuola! posto unico 5,00

Prenotazioni: Istituto Comprensivo San Marcello Pistoiese 0573 62141

PREVENDITA SPETTACOLI SERALI:

Agenzia L’Angolo – San Marcello Pistoiese 0573 622114

Prevendita anche presso Unicoop Montagna Pistoiese (ore 10 – 13) nelle mattine

di venerdì 2 e venerdì 23 marzo, venerdì 6 e venerdì 20 aprile, venerdì 11 maggio

 

La sera dello spettacolo i biglietti prenotati dovranno essere ritirati alla Biglietteria del Teatro

entro le ore 20.45.

 

INFORMAZIONI

Comune di San Marcello – Piteglio / Biblioteca Comunale 0573 621289

Infopoint Casotti di Cutigliano 0573 68029

Infopoint Abetone 0573 60231

Associazione Teatrale Pistoiese Centro 0573 991609-27112

 

Biglietterie