LA SCUOLA IN SCENA 2018

LA GRAMMATICA DELL’INCONTRO

liberamente tratto da “L’ora di ricevimento” di Stefano Massini

testo a cura di Sara Lenzi, Ida Leporatti e Ilaria Reali

regia e responsabili didattici: Prof.sse Sara Lenzi, Ilaria Reali

aiuto regia: Prof.ssa Ida Leporatti

interpreti: Jasmina Balli, Alice Bertocci, Massimo Borgognoni, Elena Sofia D’Andria, Lapo Ferri, Giulia Filoni, Sarah Mazzei, Francesca Monfardini, Lorenzo Pagnini, Giovanni Poli, Lucrezia Torrigiani, Giulia Tripaldi, Tommaso Venturini, Giorgia Zerini.

Liceo Scientifico Paritario “Suore Mantellate” Pistoia

Gruppo teatrale Le Martellate


Imparo io, 1^ persona singolare, in modo che impariate voi, 2^ persona plurale, nella speranza che magari impariamo tutti insieme. Questo lo spirito con cui la professoressa Ardenghi affronta, in un incalzante mosaico di colloqui, i genitori di una classe multietnica. L’incontro spesso diventa uno scontro che alla fine si risolve in un “tafawud”, in un compromesso certo non facile da raggiungere nella scuola odierna ma necessario per consentire un dialogo che apra la strada alla serena convivenza. Compito dunque, di tutti noi, ridefinire la grammatica dell’incontro. Pura grammatica dell’armonia.

Sara Lenzi, Ida Leporatti e Ilaria Reali

I commenti degli studenti…..

 

1. Ansia, felicità e preoccupazione sono sentimenti che si provano facendo il laboratorio teatrale. È bello poter immaginare di essere qualcuno diverso da noi stessi, ma allo stesso tempo difficile soprattutto perché dobbiamo rappresentare persone con modi di fare, idee e cultura totalmente diversi dai nostri. Quel legame che si crea tra gli attori è così forte che permette di creare una complicità, che pur non vedendosi si percepisce nell’affiatamento fra di noi. (Francesca Monfardini);

2. Non ci immagineremmo mai di far certe cose, eppure a teatro si possono fare: essere ebrei, arabi, professori più o meno schizzati, dar vita a personalità che non ci appartengono ma che da qualche parte anche noi abbiamo, dentro. Anche quest’anno siamo riusciti a far questo: non solo imparare una parte (da ultimo e per forza, a soli quattro venerdì dal debutto!), usare il metodo Stanislavsky o di qualche altro russo dal nome impronunciabile, ma anche e soprattutto tirar fuori qualcosa di noi che solitamente non mostriamo; abbiamo saputo stare insieme, divertirci, trovare l’intesa, litigare, farci prendere dallo sconforto, decidere di passare il venerdì pomeriggio tutti insieme a scuola invece che a studiare a casa o a fare shopping in centro, per fare un’esperienza che probabilmente mai avremo l’occasione di fare di nuovo e trovare l’islamico, l’ebreo, il professore schizzato, il bambino raffreddato che è in noi. E anche per condividere il nostro tempo, il nostro impegno, il nostro divertimento con gli altri, lasciando Stanislavsky da parte e mettendoci sempre in mezzo una risata. (Lapo Ferri)

3. Il laboratorio teatrale quest’anno ci ha permesso di scambiarci ruoli, usi e costumi di etnie diverse dalla nostra. Cimentarsi in arabi e subito dopo in indiani ci insegna a maturare e a capire in pochi gesti molte cose di realtà diverse. Condividere alcune ore del nostro tempo a disposizione con le persone con cui riesci a portare in scena uno spettacolo aiuta a consolidare amicizie e a trovarne di nuove. (Giulia Tripaldi)

4. Attraverso l’esperienza del laboratorio teatrale possiamo affrontare e conoscere noi stessi e gli altri, ma soprattutto rafforzare la nostra autostima e la sicurezza nell’esprimerci a parole. Il teatro, oltre ad aiutarci a superare le nostre insicurezze, ci educa all’autonomia e alle libere scelte, è un progetto formativo che ognuno di noi affronta con gioia e con la consapevolezza di lavorare e interpretare vari personaggi con serenità. (Giovanni Poli)

5. Il laboratorio di teatro è stato costruttivo non solo perché ci ha fatto conoscere il mondo creativo e a tinte misteriose del palco, ma anche per strutturare la nostra personalità. Recitare è uscire da se stessi, per poi ritrovarsi… e ogni volta troviamo un io diverso, un io più profondo e consapevole. (Elena Sofia D’Andria)

6. Il laboratorio teatrale permette a ognuno di noi di esprimere se stessi e molto altro. Attraverso i personaggi che interpretiamo liberiamo noi stessi e apprendiamo ogni giorno cose nuove. Perché questo laboratorio non consiste semplicemente in un progetto teatrale ma in un progetto di vita che cerca di aiutare studenti come noi a crescere insieme e a imparare le emozioni con gioia e divertimento. (Sarah Mazzei)

7. L’esperienza del laboratorio teatrale di quest’anno non è fatta soltanto di battute, trucchi, vestiti, copioni e giornate “libere” passate a scuola, ma al contrario riesce a creare un’energia unica che è difficile da esprimere a parole, ma che contiene una magia di emozioni che vengono vissute alla massima potenza. Ci siamo messi in gioco per entrare nelle parti di arabi, ebrei etc. e, nonostante le difficoltà incontrate (perché non è stato affatto facile), ci siamo divertiti nel ricreare un mondo che inizialmente sembrava non appartenerci, ma che guardando da un’altra prospettiva calza a pennello con la nostra realtà. (Giulia Filoni)

 

 


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Piccolo Teatro Mauro Bolognini

Spettacolo fuori abbonamento

Date

  • venerdì, 18 maggio 2018
    ore 21:00

Prezzi

Posto unico non numerato: euro 7,00

Info 0573 991609 – 27112

In orario di prevendita NON SERALE sarà possibile acquistare i biglietti anche con Bonus 18App e Carta del docente

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