IL PADRE

di Florian Zeller

traduzione e adattamento Piero Maccarinelli

regia Piero Maccarinelli

con Alessandro Haber, Lucrezia Lante della Rovere

e con Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris

scene Gianluca Amodio

costumi Alessandro Lai

musiche Antonio Di Pofi

disegno luci Umile Vainieri

Goldenart production

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di

stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza…

La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia.

Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicitàdella famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci

conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

Il Padre del giovane drammaturgo francese Florian Zeller debutta nel 2012 al Hébertot Theatre di Parigi, replicando sulle scene francesi fino al 2014 con grandissimo successo e aggiudicandosi nel 2014 il Prix Molière nel 2014 come miglior spettacolo dell’anno. Il testo è stato quindi adattato per il grande schermo da Philippe Le Guay, col titolo Florida e rappresentato a Londra al Wyndham’s Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner e al MTC – MANHATTAN THEATRE CLUB di Broadway, con Franck Laugella, con la traduzione del due volte vincitore del “Tony Award”, Christopher Hampton, diretto dal regista premio “Tony Award”, Doug Hughes.

“Una storia di grande intensità e poesia in cui Zeller, per smorzare un po’ la drammaticità del testo, riesce a inserire ironici tocchi d’alleggerimento (come la gag dell’orologio, o l’improvvisato tip-tap di Andrea per far colpo sulla nuova badante) mai inopportuni, affidati per lo più a un Alessandro Haber in stato di grazia e autore di una prova semplicemente magistrale nel difficile ruolo di Andrea, un personaggio cui dà vita con profonda umanità e verosimiglianza, suscitando emozione e commozione; molto bene anche Lucrezia Lante Della Rovere nei panni della figlia Anna; efficace, infine, il contributo degli altri quattro attori, tra i quali spicca la prova di Ilaria Genatiempo nel ruolo della badante Laura.”

“Il corriere dello spettacolo” 4.2.2017



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Teatro Manzoni Pistoia

Spettacolo in abbonamento

Date

  • venerdì, 30 novembre 2018
    ore 21.00 (turno V)

  • sabato, 1 dicembre 2018
    ore 21.00 (turno S)

  • domenica, 2 dicembre 2018
    ore 16.00 (turno D)

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