Piccolo Sipario 2016/17

ENRICO E QUINTO

drammaturgia Massimiliano Burini

con Stefano Cipiciani

disegno luci Pedro Pablo Pulido Robles

regia Massimiliano Civica

(fascia d’età indicata: 8-14 anni)

Fontemaggiore

Enrico e Quinto è un piccolo spettacolo.

Un uomo in scena racconta il teatro attraverso la sua vita, e la sua vita attraverso il teatro.

L’Enrico V di Shakespeare, la passione per il tiro con l’arco, gli inizi in teatro come macchinista, le passeggiate lungo la spiaggia per raccogliere pezzi di legno da intagliare, l’“obbligo” alla povertà, al sacrificio e al ricorso alla fantasia per chiunque voglia fare della propria passione un lavoro: Stefano Cipiciani gioca con la sua piccola vita, piccola come la vita di chiunque altro. Un piccolo spettacolo, per raccontare il dovere di essere felici.

La storia prende spunto dalle vicende di ENRICO V, re inglese che diventò famoso per aver conquistato la Francia con la famosa battaglia di Azincourt.

Nello spettacolo a raccontare la storia è un arciere del re: un fatto storico raccontato dal “basso”, da un uomo, uno dei tanti, che si trova ad esserne attore suo malgrado.

La storia di Quinto l’arciere che, con le sue paure e la sua ingenua schiettezza, combatte a fianco del suo re si interseca con la storia dell’attore, Stefano, che ci racconta il suo lavoro in teatro fatto di cantinelle, chiodi, sudore e passione.

Shakespeare nel prologo di ENRICO V fa esplicitare al coro il mistero della finzione teatrale: “supplite, signori, con la vostra immaginazione alle nostre imperfezioni…..può questa ristretta pedana contenere la sterminata campagna di Francia? dovrete ora equipaggiare i nostri re, e condensare le imprese di molti anni nel volgere di una clessidra…”

È quello che presenta lo spettacolo, proposto con i mezzi “poveri” del teatro popolare, che stuzzicando la nostra immaginazione ci riporta nel tempo e nello spazio del racconto.

Nello spettacolo, per la regia di Massimiliano Civica, PREMIO UBU del 2015 per l’ALCESTI, ritroviamo anche il discorso di San Crispino reso famoso da Kenneth Branagh nel suo Enrico V.

Ecco dunque intrecciarsi sopra “questo O di legno”, le narrazioni di vita di persone e personaggi che con il loro cuore compongono la trama e ci invitano a giocare con le loro storie.

http://www.fontemaggiore.it/

Raccontare la guerra dei cent’anni attraverso la passione per il teatro, per Shakespeare e per il tiro con l’arco. Questo fa Stefano Cipiciani in Enrico e Quinto bella accezione: un uomo di teatro che ci racconta, colloquialmente, l’importanza che gli arcieri hanno avuto nel lungo conflitto che impegnò Francia e Inghilterra tra XIV e X Plantageneti contro monarchi francesi. Selve di frecce che oscuravano il cielo, scoccate per annientare il nemico. Cipiciani ci spiega con una discrezione misurata e insieme appassionata, come si costruisce e come si monta un arco, quali legni si usano, come si chiamano le parti di questo strumento, e anche i termini tecnici sono belli: flettenti, bottone, faretra, guantino, parabraccio, carichi di libbre…Impariamo molte cose su una disciplina poco conosciuta e che ha una sua poesia agonistica. Veniamo anche a sapere che il gesto V di vittoria con le due dita nasce da qui: il vincitore tagliava le dita all’avversario battuto per impedirgli di tirare ancora e chi vinceva le mostrava per testimoniare la supremazia.

Quinto, il personaggio/raccontatore in scena ci parla di quando ha scelto, in spiaggia, i tronchi invecchiati dal mare, poi levigati e dipinti per farne Enrico V e il Delfino di Francia , situati ai lati del palco. Anche i bellissimi soldatini a cavallo sono dipinti, intagliati a mano pensiero all’arazzo di Bayeux, 68 metri di tessuto con lo storyboard medievale della conquista normanna dell’Inghilterra. Dentro a due cassettine di legno, i soldatini stanno rispettivamente sotto i loro sovrani, ci sarebbe piaciuto veder bellica, che potrebbe essere forse più efficace con qualche spiegazione sulle tecniche di schieramento, per esempio.

La regia di Massimiliano Civica è leggera, giusta per uno spettacolo nel spontaneità di un testo senza fronzoli, sincero nel narrare una personale ricerca di felicità, che accomuna però tutti noi, ognuno intorno al proprio fuoco, bivacchi di passioni che allungano la vita, come la gittata di una freccia.Il testo originale di Shakespeare Enrico V è presente brevemente, si fonde con i cenni di vita del protagonista, è l’ispirazione per parlare della lotta quotidiana che attori e teatranti devonoingaggiare per continuare a seguire la propria rotta: raccontare storie davanti a qualcuno che le voglia ascoltare. Il nostro regno è la scena, il nostro re è il teatro”.

(Elena Scolari)


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Piccolo Teatro Mauro Bolognini

Spettacolo fuori abbonamento

Date

  • mercoledì, 8 marzo 2017
    ore 10 RECITA SCOLASTICA

  • giovedì, 9 marzo 2017
    ore 10 RECITA SCOLASTICA

Prezzi

Posto unico € 7,00

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