5 febbraio 2020

TORNA FLOEMA nel fine settimana 7-9 febbraio

Si apre un nuovo mese e Floema, il progetto promosso dall’Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con la Fondazione Pistoiese Promusica e il sostegno della Fondazione Caript, lo inaugura portando gli straordinari musicisti dell’Orchestra Leonore a Pistoia, Monsummano Terme e Pescia, per tre incontri musicali ad ingresso libero, realizzati in collaborazione con l’Associazione Culturale Dàmaris – VenerdìMusica, Grotta Giusti – Italian Hospitality Collection e il Comune di Pescia.

Si comincia venerdì 7 febbraio (ore 21.15) a Pistoia presso l’Aula Magna del Seminario Vescovile, per proseguire sabato 8 febbraio (ore 18) a Monsummano Terme nella Sala delle Antiche Terme di Grotta Giusti e concludere domenica 9 dicembre (ore 17) alla Gipsoteca Libero Andreotti di Pescia.

I musicisti dell’Orchestra Leonore Tommaso Lonquich (clarinetto) e Fabio Fausone (violoncello) si uniscono al pianista Luca Ciammarughi per un programma intenso e appassionante incentrato su una formazione non frequentissima nel grande repertorio cameristico, in cui il violino, rispetto al “trio classico”, viene sostituito dallo strumento a fiato più vicino alla voce umana: il clarinetto. L’eterogeneità dei timbri dei due strumenti melodici (clarinetto e violoncello) affiancati al pianoforte offre particolari possibilità espressive che hanno affascinato, fra gli altri, i compositori protagonisti dei due cicli tematici di Floema: “Caro Johannes” e “Genio italiano”, dedicati all’integrale della produzione cameristica strumentale rispettivamente di Johannes Brahms e Nino Rota.

Proprio all’innamoramento di Johannes Brahms per il clarinetto si deve il suo rinnovato slancio compositivo negli ultimi anni della sua vita. Nel 1891, quando già aveva deciso che non avrebbe scritto più nulla, il compositore incontra infatti uno strumentista che aveva conosciuto precedentemente e che aveva sempre ammirato per la sua bravura, il virtuoso del clarinetto Richard von Mühlfeld: con lui il Brahms passa molto tempo e si fa suonare gran parte del repertorio clarinettistico, scoprendo le più segrete possibilità dello strumento. Nasce in questo contesto il Trio in la minore op. 114, segnato da un’atmosfera elegiaca, piuttosto contemplativa, un miracolo di equilibrio tra le parti – pur con una scrittura del pianoforte molto densa, in tutti i sensi. Questo Trio rivela, oltre al temperamento schiettamente romantico del’autore, una spiccata abilità nel saper valorizzare la dolce voce del clarinetto nel contesto di una salda unità stilistica con il pianoforte e il violoncello. Alla prima esecuzione (dicembre 1891), Brahms partecipò al pianoforte.

Il secondo compositore ad essere eseguito, Nino Rota, uno dei più popolari e amati compositori italiani della nostra epoca, è universalmente legato alle sue realizzazioni di musica da film, e in particolare al suo sodalizio artistico con il regista Federico Fellini, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Meno conosciuta al grande pubblico è invece la sua rimanente produzione, peraltro assai vasta, che abbraccia tutti i generi musicali. Splendido esempio della felice vena compositiva di Rota, ricca di invenzioni ritmiche e melodiche, mai banale, ma semmai capace di coinvolgere l’ascoltatore in uno scambio di emozioni intimo e serrate, è il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte, composto nel 1973. Il Trio si articola in tre movimenti: incastonato fra due irruenti e ritmati movimenti veloci (l’Allegro, pezzo inquieto, dal carattere quasi di marcia, e l’Allegrissimo, più solare e frenetico) sta l’Andante, un canto serio e riflessivo, in cui troviamo il Rota più intimo e spontaneo, costantemente teso tra eleganza, sommessa malinconia e sorridente cordialità, e che costituisce forse il ritratto più rispondente ed efficace della sua personalità apparentemente sfuggente.

Oltre ai due cicli tematici dedicati a Brahms e Rota, altro filo conduttore fondamentale di Floema è l’attenzione per la musica contemporanea, con decine di nuove composizioni commissionate ogni anno: in questo caso, le affascinanti possibilità espressive della formazione protagonista di questi incontri hanno ispirato anche il compositore Giuseppe D’Amico per il suo Phantasy Trio, scritto appositamente per Floema e presentato a Pistoia in prima esecuzione assoluta.

 Così il compositore sassarese ci racconta la genesi del suo pezzo:

“Il peculiare organico del trio con clarinetto e la storia che lo caratterizza hanno influenzato in modo determinante l’aspetto compositivo. Difficile infatti togliersi dalla memoria i “birilli” mozartiani [con la viola al posto del violoncello] e il magnifico Trio op. 11 di Beethoven. La particolare combinazione strumentale sembra condurre naturalmente a sfumature espressive che privilegiano la leggerezza e la malinconia. Sono esclusi l’eroismo, la severità strutturale. Non mi son potuto sottrarre a queste atmosfere, come si evince anche dalla malinconica Chanson, ma allo stesso tempo ho cercato una sintesi formale completa: il primo movimento e l’ultimo sono rispettivamente miniature di forma sonata e di rondò ridotte ai tratti essenziali. Questa è stata forse la difficoltà più grande, ovvero rappresentare, in un arco ridotto di tempo, un campionario variegato di forme, sempre cercando di mantenere una certa levità e leggerezza.”

Musica, arte e bellezza si incontrano in Floema in luoghi splendidi come il Salone delle Antiche Terme di Grotta Giusti e la Gipsoteca Libero Andreotti di Pescia, nel tentativo di portare il pubblico a riscoprire non solo linguaggi scultorei e musicali, ma anche a riappropriarsi degli spazi simbolici del territorio.

 


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