10 gennaio 2018Teatro Yves Montand

Progetto T Gli Omini con IL CONTROLLORE

Arriva sabato 3 febbraio (ore 21) al Teatro Yves Montand lo spettacolo de Gli Omini, prodotto dall’ATP, “IL CONTROLLORE”, terza tappa del fortunatissimo Progetto T (partito nel 2015) dedicato alla Ferrovia Transappenninica Porrettana.

Storie di treni, uomini e viaggiatori, raccolte da Gli Omini, premio Rete Critica 2015 (Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini) con un lavoro ‘etnografico’ sul campo, nel corso di numerose interviste a bordo del treno Porretta- Bologna, che si trasformano in spettacolo, attraverso lo sguardo ironico e sempre affettuosamente partecipe della compagnia.

Così Gli Omini descrivono il proprio lavoro: “Il primo anno è stato alla Stazione di Pistoia. Un mese di registrazioni, di incontri, chiacchiere, impressioni, altoparlanti. Cento pagine di parole raccolte, frammenti di altrettante vite. Abbiamo ascoltato e abbiamo risposto: Ci scusiamo per il disagio. Il secondo è stato sul treno Pistoia-Porretta. Una tratta che è un viaggio nel tempo semideserta, abitata prevalentemente da poeti estemporanei, donne che scrivono lettere e uccelli parlanti. O forse era un sogno. Sicuro era La corsa speciale, nata solo per esistere lì, tra il bosco e la galleria.

Quest’anno, al suo terzo anno, il Progetto T prosegue il suo naturale cammino sulla strada ferrata, da Porretta a Bologna. Diciassette fermate in tutto. Diciassette piccoli mondi visti dal finestrino. A bassa velocità. Qui continua la nostra ricerca sugli uomini lungo i  binari. Su quelli che camminano ai bordi, quelli che tentano di non vederli, quelli che ci stanno sopra e vanno diritti. Tutti sono insieme, senza rendersene conto. Fanno finta di essere soli. Sotto l’occhio attento, o distratto, o distrutto dei controllori. Chi si siede sempre allo stesso posto, chi guarda in basso, chi non trova il cesso. In treno succede di tutto. E i controllori passano e controllano. Ancora una volta. È un continuo, un continuo. Cosa controllano? Chi li controlla? Riescono a controllarsi? Sono scese nove persone e ne sono salite tre. Quanto li cambiano le vite degli altri che passano? Cosa sono le cose proibite? Quali regole devono essere seguite? Cos’è questo odore? Possiamo ancora farci domande? Il treno di notte si è fermato. O forse non era neanche notte. E nemmeno un treno. Erano anni difficili da capire. Non si riusciva a distinguere una mosca da un regalo, un sacchetto da una donna, un idiota da un eroe. Era buio, quello si vedeva, o meglio, non si vedeva.”


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