13 Ottobre 2020ATP Teatro Bolognini Teatro Manzoni Teatro Manzoni

LA STAGIONE AUTUNNO 2020 – prosa – musica – teatro ragazzi

Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

Comune di Pistoia

Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo

Regione Toscana

con il contributo di Far.Com – Unicoop Firenze – Toscana Energia

PISTOIA

Teatro Manzoni – Piccolo Teatro Mauro Bolognini

LA STAGIONE | autunno 2020

prosa – musica – teatro ragazzi

25 OTTOBRE _ 20 DICEMBRE


> PROGRAMMA E SCHEDE SPETTACOLI 

> COMUNICATO STAMPA

> PRESENTAZIONE PROSA a cura di Saverio Barsanti (Direttore artistico Associazione Teatrale Pistoiese)

> PRESENTAZIONE MUSICA – SINFONICA PROMUSICA a cura di Daniele Giorgi (Direttore Artistico e Musicale Orchestra Leonore e Stagione Sinfonica)

> PRESENTAZIONE MUSICA DA CAMERA PROMUSICA  a cura di Massimo Caselli  (Direttore artistico Stagione Musica da Camera Promusica)

> pieghevole LA STAGIONE – autunno 2020 PISTOIA


P R O S A

Piccolo Teatro Mauro Bolognini | “Altri Linguaggi” 

martedì 27 OTTOBRE (ore 21)

SCANNASURICE 

di Enzo Moscato

regia Carlo Cerciello

con Imma Villa

scene Roberto Crea

costumi Daniela Ciancio

suono Hubert Westkemper

musiche originali Paolo Coletta

disegno luci Cesare Accetta

Elledieffe Compagnia di Teatro di Luca De Filippo / Teatro Elicantropo

Premio Le Maschere del Teatro 2017 a Imma Villa Migliore Interprete di Monologo

Premio della Critica (A.N.C.T.) 2015 Miglior Spettacolo

Scannasurice è il testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. Nel 2015 è stato messo in scena da Carlo Cerciello che ne ha affidato l’interpretazione a una straordinaria Imma Villa (Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017 come Migliore Interprete di Monologo) e lo spettacolo si è aggiudicato il Premio della Critica. Ambientato dopo il terremoto del 1980 a Napoli, Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, di un personaggio dalla identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi – metafora dei napoletani stessi – e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente. Il personaggio fa la vita, “batte”. È, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche. Per questo ne è interprete un’attrice che del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso. In un dialetto lirico e suggestivo, la creatura a metà tra l’osceno e il sublime distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un’alternanza di ritmi e di sonorità rendendo un testo ed uno spettacolo propriamente caratterizzato dalla parola profondamente affascinante. Cerciello coniuga qui i due finali scritti da Moscato in due momenti successivi: il primo nel 1982, il secondo, su impulso di Annibale Ruccello che ne fece la regia due anni dopo. Di una morte simbolica comunque si tratta, nel segno di un pessimismo che lascia poche vie di fuga.

Così la Napoli di Moscato dilata il suo spazio metafisico nelle coscienze incapaci di ogni redenzione, e s’incarna in una divinità dai mille gesti, dai volti dispari, dalle voci malate e senza speranza. Tutte tenute insieme da un solo corpo d’attrice, straordinaria, Imma Villa. Grazie a lei il pubblico, emozionato, commosso, turbato, ferito, esaltato, scopre la gioia ed il dolore di condivisioni che a volte ci concede il teatro. Accade raramente ed è un prodigio ed un dono. E gli applausi sembra non debbano mai avere fine.”

Giulio Baffi, “la Repubblica”


Teatro Manzoni

martedì 3 NOVEMBRE (ore 21)

mercoledì 4 NOVEMBRE (ore 21)

ROMEO E GIULIETTA

Una canzone d’amore

di Babilonia Teatri

da William Shakespeare

con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani,

Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton
Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile del Veneto / Estate Teatrale Veronese

Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese, ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati.

Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena”

(Babilonia Teatri)

L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.


Teatro Manzoni

sabato 14 NOVEMBRE (ore 21)

domenica 15 NOVEMBRE (ore 16)

DA LONTANO

Chiusa sul rimpianto

scritto e diretto da Lucia Calamaro

per e con Isabella Ragonese

Pierfrancesco Pisani – Isabella Borettini per Infinito srl e Argot Produzioni

Lo spettacolo mette in scena il tentativo irragionevole di una figlia adulta, diventata terapeuta, di fare oggi quello che non aveva potuto fare a quei tempi: aiutare quella madre tribolata, che esisteva solo quando lei era bambina.

Quanti di noi, da piccoli, hanno assistito impotenti ai drammi degli adulti amati ?

Quanti avrebbero voluto intervenire?

Aiutare, capire.

In fondo salvarli.

E quasi mai si può.

Tra le desiderata incompiute

che abitano un‘esistenza,

ogni tanto fra le impossibili

fa capolino quella di psicanalizzare quel genitore dolente,

che abbiamo conosciuto da bambini.

Avere i mezzi

Gli strumenti per farlo

Per dargli l’ascolto dovuto

Ed aiutarlo senza che se ne accorga

Il genitore che sentivamo più fragile.

Quell‘adulto impreparato al mondo

che ci accudiva alla bene e meglio

attraversato com’era da tribolazioni e guai

Non stavano sempre bene i nostri genitori

Avevano parecchi dispiaceri.

E noi eravamo piccoli,

per lo più impotenti

di fronte a quella loro ben declinata infelicità

Intuivamo

non sapevamo

sospettavamo

non sapendo che fare

Allora ho immaginato un luogo,

piccolo

tra un fantomatico “di qua” e “di là”

in cui questo fatto,

questa parola che sia “evento”

che curi

possa accadere,

per un po’.”

(Lucia Calamaro)


Piccolo Teatro Mauro Bolognini | “Altri Linguaggi”

mercoledì 18 NOVEMBRE (ore 21)

giovedì 19 NOVEMBRE (ore 21)

GRANDI DISCORSI

Un progetto per la città e la scuola

di e con Carolina Cangini, Stefano Donzelli, Marcella Faraci, Massimo Grigò,

Sena Lippi, Elena Meoni, Elena Natucci, Mariano Nieddu

ideazione e regia Renata Palminiello

Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

Come si portano le parole degli altri quando questi altri sono persone e non personaggi?

Si deve essere interpreti o testimoni?

Che diritto mi prendo per usare quelle parole pericolose?

Devo assomigliare a lui, lui che parlando ha rischiato, ha lottato, ha perso a volte?

Gli devo assomigliare per sesso, per colore della pelle, per età?

Cosa devo portare oltre alle parole? Quale conoscenza?

Che rapporto avrò con chi ascolta?

Cercherò la stessa relazione che aveva cercato chi queste parole ha pronunciato per primo, oppure quella dell’oggi, di me che parlo ora senza sapere se chi ascolta è d’accordo?

E io, per dirle queste parole, le devo condividere?

(Renata Palminiello)

Con “Grandi Discorsi” abbiamo scelto di assumere la scomoda posizione di chi si espone in pubblica piazza nel tentativo, sempre rischioso, di farsi portavoce di qualcosa di più grande di sé. Abbiamo scelto di ridare corpo ad alcune voci del ‘900 che hanno segnato in modo indelebile la Storia mondiale dell’Umanità. Voci che hanno fatto la Storia a discapito della loro stessa storia. Voci che per la Vita e i suoi Princìpi hanno messo a rischio la loro stessa vita. Per un inno alla Memoria e alla potenza della Parola, alla sua capacità di volare oltre i secoli e farsi opera carnale in grado di trasformare, salvare, uccidere. (Sena Lippi)

Marcella Faraci per Emmeline Pankhurst | “Libertà o morte”, discorso della suffragetta inglese nel 1913 davanti al pubblico americano; Carolina Cangini per Virginia Woolf | “Una stanza tutta per sé”, conferenza a un gruppo di studentesse nel 1928; Elena Natucci per Bianca Bianchi | “Discorso sulla scuola” all’Assemblea Costituente del 1946; Massimo Grigò per Piero Calamandrei | “Discorso sulla costituzione” di fronte a una platea di giovani universitari e delle scuole superiori; Sena Lippi per Martin Luther King Jr | “Discorso per la marcia su Washington”, 1963, comunemente ricordato come “I have a dream”; Stefano Donzelli per Harvey Milk | primo deputato eletto dichiaratamente gay, “Discorso della speranza”, 1978; Elena Meoni per Paolo Borsellino | “Discorso in ricordo di Falcone”, 1992; Mariano Nieddu per Iqbal Masih | bambino operaio e attivista pakistano, “Discorso a Boston” del 1995.


Teatro Manzoni

sabato 21 NOVEMBRE (ore 21)

domenica 22 NOVEMBRE (ore 16)

PANICO MA ROSA

Dal diario di un non intubabile

scritto, diretto e interpretato da Alessandro Benvenuti

Arca Azzurra Teatro

59 giorni di lockdown. 59 pagine di diario che raccontano l’isolamento obbligatorio di un autore attore che privato del suo naturale habitat: il palcoscenico, decide di uscire dalla sua proverbiale ritrosia e raccontarsi per la prima volta pubblicamente e con disarmante sincerità come persona. Sogni e bisogni, ricordi e crudeltà, fantasie e humor. Un viaggio nella mente di un comico che nel cercare un nuovo senso della vita per non impazzire, reinventa il passato di chierichetto, stabilisce inediti e proficui rapporti con tortore, passerotti, merli, cornacchie, piccioni e gabbiani. Mescola sogni e aneddoti. Progetta linguaggi comico barocchi. Decide di rinascere a nuova vita digerendo il suo passato e i fantasmi che lo hanno abitato con la spudoratezza che solo gli adulti che si stufano di essere tali possono vantare.

E attraverso questa comica forza eversiva sperare, per una volta ancora, di tornare bambino, anzi, bambinaccio, prima di tacere per sempre nel naturale Finale di Partita che pazientemente attende in un punto imprecisato del Fato tutti gli esseri umani. Diciamo insomma che drammaturgicamente parlando ‘Panico ma rosa’ è di genere Po Ca Co: Poetico Catastrofico Comico.

(Alessandro Benvenuti)


Teatro Manzoni

mercoledì 2 DICEMBRE (ore 21)

giovedì 3 DICEMBRE (ore 21)

LA VEDOVA SOCRATE

di Franca Valeri liberamente tratto da La morte di Socrate

di Friedrich Dürrenmatt

per gentile concessione di Diogenes Verlag AG

con Lella Costa

regia Stefania Bonfadelli

Centro Teatrale Bresciano

Progetto a cura di MISMAONDA

Franca Valeri, grande matriarca del teatro italiano, prima di compiere 100 anni il 31 luglio 2020 aveva chiesto a Lella Costa di raccogliere il suo testimone e interpretare Santippe, la protagonista della commedia La vedova Socrate, testo da lei scritto nel 2003. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Antico di Siracusa ed ha intrapreso un tour estivo durante il quale purtroppo Franca Valeri ci ha lasciato. La sua “vedova”, come lei voleva, continua a vivere, raccogliendo il commosso tributo delle molte platee dei teatri in cui fa tappa. Il testo è un concentrato di ironia corrosiva e analisi sociale, rivendicazione disincantata e narrazione caustica. Liberamente ispirato a ‘La morte di Socrate’ dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, nato a seguito dell’intuizione di Giuseppe Patroni Griffi che glielo suggerì, è ambientato nella bottega di antiquariato ed oggettistica di Santippe, la moglie del filosofo tramandata dagli storici come una delle donne più insopportabili dell’antichità.

Patroni Griffi ha letto il testo di Dürrenmatt e mi ha detto se ne potevo trarre qualcosa. Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica spiega Franca Valeri Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna intelligente che del marito vede anche tanti difetti. Nel testo di Dürrenmatt c’è poco di Santippe. Per questo, per conoscerla meglio, ho preso delle informazioni su Socrate e ho letto i ‘Dialoghi’ di Platone. Mi sono fatta l’idea di una donna forte che ha vissuto accanto a un uomo per noi straordinario ma che per lei era semplicemente un marito e per giunta noioso”.

Nello spettacolo si sfoga per tutto quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate come Aristofane e Alcibiade, una masnada di buoni a nulla a cominciare da Platone, il principale bersaglio polemico dello spettacolo. Lei non sopporta che abbia usurpato le idee del consorte anche se fu molto fedele nel riportarle. E così lo degrada a un semplice copista e si mette in testa di chiedergli pure i diritti d’autore. Anzi alla fine pensa di poter scrivere lei un dialogo: protagoniste però sarebbero le donne. Ed è infatti soprattutto alle donne che parla: neanche la vedovanza le toglie il diritto di emanare un giudizio onesto sul comportamento dei mariti, degli uomini in generale e anche di quelle donne che ingannano l’altro sesso. Non serve, dice, indagare sulla vera natura del proprio uomo, basta accettarlo cosi com’è da vivo e da morto; d’altronde, “la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe”

(Stefania Bonfadelli)


Teatro Manzoni

martedì 8 DICEMBRE (ore 16)

mercoledì 9 DICEMBRE (ore 21)

FURORE

dal romanzo di John Steinbeck

ideazione e voce Massimo Popolizio

adattamento Emanuele Trevi

musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio

Compagnia Umberto Orsini / Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Nell’estate del 1936, il San Francisco News chiese a John Steinbeck di indagare sulle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas, a causa delle terribili tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che avevano reso sterili quelle terre coltivate a cotone. Il risultato di quell’indagine fu una serie di articoli da cui l’autore americano generò, tre anni dopo, nel 1939, il romanzo Furore. Quello a cui assisterete è il racconto di come John Steinbeck trasformò quella decisiva esperienza giornalistica, umana e politica in grande letteratura.

È una straordinaria figura di narratore ‒ nello stesso tempo arcaica e modernissima ‒ che può prendere forma in un lavoro di drammaturgia basato sul capolavoro di John Steinbeck. E forse non c’è un attore, nel panorama teatrale italiano, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo, indimenticabile «story-teller» un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore, impariamo ben presto a conoscerlo, questo personaggio senza nome che muove i fili della storia. Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale, agli sconvolgimenti tecnologici, alle incertezze del clima. Tutto, nel suo lungo racconto, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione. Più che a una «riduzione», riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck, rendendole ancora più evidenti ed efficaci che durante la lettura. Raccontando la più devastante migrazione di contadini della storia moderna, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico, realista e visionario, sempre sorprendente per la sua dolorosa, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio.

(Emanuele Trevi)

Dopo il piccolo kolossal di Latella sulla Valle del’Eden, ora Massimo Popolizio addensa in poco più di un’ora, un altro

capolavoro come Furore. È un viaggio bello e affascinante, che disvela senza nessun riguardo il dolore e la fatica delle masse di contadini che negli anni ’30 successivi alla grande crisi, furono costretti a lasciare le terre inaridite dell’Arkansas e dell’Oklahoma in una nuova corsa all’Ovest verso la California. Popolizio spende tutta la sua eccellenza di attore impegnandosi allo spasmo, accompagnato dalla vibrante sonorizzazione musicale di Giovanni Lo Cascio e dalle immagini d’epoca, belle quanto impressionanti e rivelatrici nei volti e nei paesaggi d’epoca. Il risultato è quello di un esperienza davvero rara per lo spettatore, con la inquietante rispondenza di pregiudizi, egoismi e dislivelli che ancora oggi continuano a ferire le società più ‘avanzate’”

Gianfranco Capitta, “Il Manifesto”


Piccolo Teatro Mauro Bolognini | “Altri Linguaggi”

venerdì 18 DICEMBRE (ore 21)

ESSERE JIM MORRISON

uno spettacolo di Andrea Bruno Savelli

con Nicola Pecci

Accademia dei Perseveranti / Teatrodante Carlo Monni

Raccontare la vita di Jim Morrison attraverso la sua musica, le sue parole, che spesso sfociavano in poesia, oltre che i suoi pensieri. Una cavalcata feroce e inarrestabile su un cavallo di razza.

Un modo per scoprire o ricordare uno degli artisti che più di tutti ha condizionato la sua epoca ma anche quelle successive, attraverso non solo le sue opere, ma anche le sue contraddittorie azioni.

Un uomo in una vasca, che canta le canzoni del suo idolo per prepararsi ad un provino di un programma tv dal titolo “Essere Jim Morrison” ma che confonde continuamente i piani tra la sua vita e quella dell’artista fino a fonderli in un sorprendente finale….

Nicola Pecci, eclettico cantautore e attore pratese, interpreterà dal vivo alcuni dei più grandi successi del grande Jim Morrison tra cui Light my fire, Break on through e Roadhouse blues.


Teatro Manzoni

sabato 19 DICEMBRE (ore 21)

domenica 20 DICEMBRE (ore 16)

UNA STORIA FANTASTICA

Progetto speciale in occasione del centenario

di Loris Malaguzzi e Gianni Rodari

reading in musica e improvvisazioni

con Elio e Rocco Tanica

narrazione Francesco Micheli

con la partecipazione di Francesco D’Amore

orchestrazione, direzione e tastiere Diego Maggi

chitarra Luca Marcias – basso Max Gabanizza – percussioni Alberto Venturini

drammaturgia Maniaci d’Amore
immagini Jad Mady
Associazione Teatrale Pistoiese / Fondazione I Teatri / Reggio Children
in collaborazione con Comune di Reggio Emilia

Non tutti sanno che “Ci vuole un fiore”, la celebre canzone, dà il nome ad un album di Sergio Endrigo e Luis Bacalov. Forse ancora oggi il più importante album italiano di canzoni per l’infanzia. Ebbene, quei testi delle canzoni furono scritti nel 1974 da Gianni Rodari, che in quello stesso anno pubblicò La grammatica della fantasia, destinato a diventare un libro culto e che è dedicato alla città di Reggio Emilia. Perché? Perché due anni prima il Comune di Reggio, grazie all’idea di Loris Malaguzzi, il grande pedagogista italiano, aveva organizzato una settimana di incontri di formazione per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia. L’ospite era stato proprio Gianni Rodari e lo straordinario frutto di quella settimana, chiamata “Incontri con la Fantastica” sarebbe poi confluito nell’arcinota La grammatica della fantasia.

Nell’anno che celebra il centenario di questi due grandissimi personaggi, nel giorno del compleanno di Loris Malaguzzi (23 febbraio) si sono ritrovati in teatro Francesco Micheli, attore e regista, Elio e Rocco Tanica per un reading sonoro con improvvisazioni che è diventato un omaggio a due pensatori visionari, Rodari e Malaguzzi. Lo spettacolo, andato in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia poco prima del lockdown (e che ha fatto parte di inveceilcentoc’è, il programma di celebrazioni per i 100 anni di Loris Malaguzzi), viene ora riproposto anche a Pistoia, a cura dell’Associazione Teatrale Pistoiese che lo ha coprodotto assieme a Fondazione I Teatri e Reggio Children.

Credo che il teatro – commenta Francesco Micheli – sia il luogo ideale per riflettere sul pensiero innovativo di Malaguzzi e Rodari che traccia percorsi basati su creatività, fantasia, intuito, curiosità, spontaneità e piacere. E farlo attraverso queste bellissime canzoni ci regala uno spirito allegro. Rendere omaggio al loro prezioso lavoro per l’infanzia esige una società che richiede partecipazione, quindi costituisce una radicale lezione di democrazia e non c’è altra realtà meglio del teatro per trasmetterne la bellezza”.

Gianni Rodari, cent’anni e non sentirli. Ricorrono cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari, un numero che lascia incredulo chi lo conosce attraverso i suoi libri. Perché da decenni essi raccontano ogni giorno una realtà sempre attuale, descrivono lucidamente sentimenti ancora veri e nella loro semplicità geniale ci fanno riconoscere. Sono insomma storie moderne incarnate in una forma ‘classica’, universale, eterna, perfetta.”

dal sito https://100giannirodari.com/




M U S I C A

in collaborazione con Fondazione Pistoiese Promusica

con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

> Stagione Musica da Camera

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Piccolo Teatro Mauro Bolognini

sabato 7 NOVEMBRE (ore 21)

ANAÏS GAUDEMARD arpa

Serenade for a Muse

Dal Quaderno di Maria Anna “Nannerl” Mozart

Allegro moderato in fa maggiore; Andante in si bemolle maggiore;

Klavierstück in si bemolle maggiore KV 5b; Polonaise in fa maggiore, Allegro in mi minore

Ludwig Spohr Fantasia Op. 35

Gabriel Pierné Improvviso-Capriccio Op. 9

Camille Saint-Saëns Fantasia Op. 95

Henriette Renié Légende

Gabriel Fauré Improvviso Op. 86

André Caplet Divertissement à l’espagnole

Caroline Lizotte Suite Galactique Op. 39: Exosphère, Hymne au bon combat, Scherzo del Pueblo

Una serata in cui il pubblico pistoiese potrà ascoltare i magici timbri del suono dell’arpa di Anaïs Gaudemard, una delle migliori arpiste moderne e una delle più brillanti interpreti della sua generazione. Dopo numerose vittorie in concorsi internazionali, nel 2012 la Gaudemard ottiene il riconoscimento di grado più elevato nel prestigioso Concorso Internazionale di Arpa in Israele e il premio speciale per la migliore interpretazione di musica contemporanea; nel 2016 si aggiudica il secondo premio e il premio speciale della Münchener Kammerorchester al Concorso Ard di Monaco di Baviera. La brillante solista francese ha al suo attivo concerti eseguiti sotto la direzione di Claudio Abbado, Leonard Slatkin, Emmanuel Krivine, Kevin Griffiths. Ha recentemente ottenuto il riconoscimento “Echo Rising Stars”, premio assegnato dai direttori delle più grandi sale da concerti europee. Il programma eseguito da Anaïs Gaudemard spazierà tra autori di varie epoche, in un interessante e stimolante confronto tra stili compositivi e interpretativi.


Piccolo Teatro Mauro Bolognini

sabato 5 DICEMBRE (ore 18)

ALEXANDRA DOVGAN pianoforte

L. Van Beethoven Sonata op. 13 “Patetica”

F. Schubert “Waldszenen” Op. 82

S. Rachmaninoff 5 Preludi: oр. 23 n. 4-7, Op. 32 n. 5-10-12

F. Chopin Andante Spianato e Grande Polacca Brillante op. 22

Il Piccolo Teatro Mauro Bolognini apre le porte ad un evento molto particolare: il recital della pianista dodicenne Alexandra Dovgan. Così l’ha definita il celebre pianista Grigory Sokolov: “un raro caso, in quanto la definizione di ‘bambini prodigio’ non è adatto a questa pianista dodicenne, perché questo  miracolo non ha nulla di infantile. Ascoltandola sentirete suonare un adulto, una personalità. Mi fa piacere notare la maestria della sua formidabile insegnante, Mira Marchenko, ma ci sono cose che non si possono insegnare. Il talento di Alexandra Dovgan è armonioso in modo raro, la sua maniera di suonare è autentica e concentrata. Prevedo un grande futuro per lei.

Nata nel 2007 in una famiglia di musicisti, inizia i suoi studi di pianoforte all’età di quattro anni e mezzo. Il suo straordinario talento viene subito notato e, a cinque anni, entra nella rinomata Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca. Vincitrice di vari concorsi nazionali e internazionali, la giovane pianista ha già suonato in alcune delle più prestigiose sale da concerto europee (Concertgebouw di  Amsterdam, Festival di Salisburgo, Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, Roma, Barcellona, Gstaad, Klavierfestival Ruhr, Monaco, San Pietroburgo e Mosca). È stata diretta da Valery Gergiev, Vladimir Spivakov e Vladimir Fedoseyev. Lontana dal pianoforte, Alexandra passa il suo tempo sciando, suonando l’organo, studiando balletto e matematica e giocando con il fratello più piccolo di 6 anni.


Piccolo Teatro Mauro Bolognini

sabato 19 DICEMBRE (ore 18)

OLEKSANDR SEMCHUCK violino

J. S. Bach Ciaccona dalla partita n. 2 in re minore

A. Honegger Sonata per violino solo

E. Ysaÿe Sonata n. 2 per violino solo

N. Paganini Capriccio n. 24 in la minore

N. Milstein Paganiniana

M. Skoryk Capriccio per violino solo

Chiude la programmazione di Musica da camera, uno dei più interessanti violinisti dei nostri giorni: Oleksandr Semchuck. Accostatosi allo studio del violino a 4 anni, ha maturato le sue doti strumentali attraverso il contatto con docenti di fama mondiale, tra i quali Menuhin, Varga e Tretiakov. Vincitore già giovanissimo di vari concorsi internazionali, ha intrapreso una brillante carriera concertistica che l’ha visto esibirsi con successo in tutto il mondo, sia come solista sia in collaborazione con musicisti di fama internazionale come Canino, Lucchesini, Brunello, Mirabassi, Kogan e Petrushansky. Semchuk risiede da alcuni anni in Italia, dove svolge anche un’intensa attività didattica. Ha insegnato presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Musicale di Firenze. Nel 2010 è stato invitato a coordinare il Dipartimento d’Archi dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, presso la quale insegna tutt’ora.

A Pistoia presenterà un suggestivo programma che propone lavori che richiedono doti virtuosistiche di eccellenza (Ysaÿe, Paganini, Milstein), alternati a brani dove risulta, invece, indispensabile una solida capacità di analisi interpretativa (Bach, Honegger).




M U S I C A

in collaborazione con Fondazione Pistoiese Promusica

con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

> Stagione Sinfonica

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Teatro Manzoni

giovedì 12 NOVEMBRE (ore 21)

ORCHESTRA LEONORE

DANIELE GIORGI direttore

BEATRICE RANA pianoforte

Ludwig Van Beethoven

Concerto per pianoforte ed orchestra n.4 in sol maggiore, op. 58

Felix Mendelssohn Bartholdy

Sinfonia n. 4 in la maggiore, op. 90 “Italiana”

Il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra, forse il più amato fra i cinque beethoveniani, sarà il terreno del nostro primo incontro con la luminosa stella del pianoforte Beatrice Rana. Queste note, in cui la fantasia più fervida si sposa perfettamente con la logica della forma musicale, segneranno anche l’atteso ritorno dei concerti della Stagione Sinfonica. Daniele Giorgi e l’Orchestra Leonore proseguiranno poi con la Quarta Sinfonia di Mendelssohn “Italiana” che fra incanto, suggestioni e travolgente vitalità disegna coi suoni la bellezza del nostro Paese visto con gli occhi di uno straniero di genio.

Il programma del concerto con Beatrice Rana verrà eseguito anche a Milano, mercoledì 11 novembre, presso la Sala Verdi, per la Stagione della Fondazione Società dei Concerti di Milano – Serie “Concerti straordinari”.

Beatrice Rana ha già scosso il mondo della musica classica internazionale, suscitando ammirazione e interesse da parte di organizzatori di concerti, direttori, critici e pubblico di tutto il mondo. Si esibisce nelle sale da concerto e nei festival più rinomati al mondo, tra cui il Musikverein di Vienna, la Berlin Philharmonie, il Concertgebouw di Amsterdam, la Wigmore Hall di Londra, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, la KKL di Lucerna, la Philharmonie di Colonia, Herkulessaal di Monaco, Alte Oper di Francoforte, la Società dei Concerti di Milano, Ferrara Musica, il Verbier Festival, il LAC di Lugano, i Rencontres Musicales d’Evian, il Mostly Mozart Festival di New York, la Walt Disney Hall e la Hollywood Bowl di Los Angeles, il Kennedy Center di Washington DC. Collabora con direttori d’orchestra del calibro di Yannick Nézet-Séguin, Antonio Pappano, Fabio Luisi, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Gianandrea Noseda, Vladimir Jurowski, Andrés Orozco-Estrada, Kent Nagano, Leonard Slatkin o Zubin Mehta. Le collaborazioni orchestrali includono, tra le altre, apparizioni con la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Philharmonic Orchestra, la Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, la BBC Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la NHK Symphony, l’Orchestre National de France, l’Orchestra Sinfonica di Lucerna, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica della RAI, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di San Pietroburgo.Nel corso delle prossime stagioni Beatrice Rana debutterà con la New York Philharmonic, l’Orchestre de Paris, la Deutsches Sinfonie Orchester e la London Symphony Orchestra. Inoltre si esibirà sul palcoscenico della Carnegie Hall nell’ambito della serie ‘Virtuoso’, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, tornerà al Concertgebouw e alla Wigmore Hall e sarà ospite di numerosi festival. Beatrice Rana registra in esclusiva per Warner Classics. Il suo ultimo album solista è stato pubblicato nell’ottobre 2019, con opere di Stravinsky e Ravel e ha ricevuto numerosi premi tra cui Diapason d’Or e Choc de la Classique in Francia.

Daniele Giorgi si dedica da sempre alla musica da molteplici prospettive. Giovanissimo approfondisce da autodidatta l’armonia e il contrappunto, e matura la necessità di comporre musica che da allora lo accompagna. Completata la formazione violinistica si dedica per tre anni all’insegnamento della Musica da Camera in conservatorio per poi divenire a ventotto anni Violino di Spalla dell’ORT – Orchestra della Toscana, affiancando ad esperienze solistiche un’importante attività cameristica. Lungo questo percorso matura la sua personale visione sul ruolo del leader nei contesti musicali odierni ed inizia a dedicarsi alla direzione d’orchestra sotto la guida di Piero Bellugi e Isaac Karabtchevsky, interessandosi prevalentemente al repertorio sinfonico e ottenendo immediati riscontri. Pluripremiato al Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra “Antonio Pedrotti” di Trento (dove oltre al secondo premio assoluto si aggiudica anche il premio speciale del pubblico e il premio per la migliore esecuzione del brano di musica contemporanea), diviene preparatore della Symphonica d’Italia per i concerti diretti da Lorin Maazel e viene invitato sul podio di numerose orchestre tra cui la Haydn Orchester di Trento e Bolzano, la Czech Chamber Philharmonic, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra di Roma e del Lazio, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’ORT – Orchestra della Toscana, stringendo con alcune di esse prolungati rapporti di collaborazione. Nel 2014 le sue idee ed esperienze confluiscono nella nascita dell’Orchestra Leonore, della quale è fondatore e Direttore Musicale. Alla guida di questo ensemble è invitato in diverse importanti stagioni concertistiche italiane. Daniele Giorgi è inoltre Responsabile della programmazione artistica della Stagione Sinfonica Promusica nonché ideatore e Direttore Artistico di Floema, progetto per un ecosistema musicale incentrato sullo sviluppo di un modello innovativo e sostenibile di interazione fra istituzione musicale e territorio.

«L’Orchestra Leonore è un gruppo da camera allargato, formato da musicisti di altissimo livello, ma prima ancora da persone mosse dal desiderio sincero di far musica insieme. Questo è ciò che fa il “valore” di un’orchestra: non solo la somma di splendidi strumentisti, ma anche e soprattutto la loro volontà e capacità di raggiungere un obiettivo umano e musicale comune; e di condividerlo con il pubblico.» (Daniele Giorgi, Direttore Musicale)

Voluta e promossa dalla Fondazione Pistoiese Promusica, l’Orchestra Leonore, che opera all’interno dell’Associazione Teatrale Pistoiese, è un ensemble fondato nel 2014 da Daniele Giorgi, la cui personalità musicale catalizza a Pistoia da tutta Europa musicisti eccellenti attivi in prestigiosi ambiti cameristici e con esperienze in importanti orchestre internazionali tra cui Lucerne Festival Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe, Orchestra Mozart, Berliner Philharmoniker, London Philharmonic Orchestra, Orchestra del Teatro alla Scala, Accademia di Santa Cecilia. Fin dall’esordio, le esecuzioni dell’Orchestra Leonore si sono distinte per intensità, chiarezza dell’articolazione formale, brilantezza tecnica e coerenza stilistica, delineando un carattere personalissimo mai alla ricerca di una originalità fine a se stessa («Ciò che sembrava un’utopia, un gruppo di (belle) persone ha trasformato in realtà. Sonora. E di quale qualità!» – Helmut Failoni, Corriere Fiorentino). L’Orchestra Leonore è invitata come ospite in diverse importanti stagioni concertistiche italiane. Insieme alla Leonore si sono esibiti solisti quali Isabelle Faust, Alban Gerhardt, Angela Hewitt, Alexander Lonquich, Midori, Gabriela Montero, Olli Mustonen, Ivo Pogorelich, Baiba Skride, Emmanuel Tjeknavorian, e molti altri. Dalla Stagione 2017-2018, i musicisti dell’Orchestra Leonore sono impegnati in Floema: un progetto cameristico ideato e diretto da Daniele Giorgi, parallelo alla Stagione Sinfonica, attraverso il quale la musica d’arte raggiunge luoghi inconsueti. Grazie a Floema si concretizzano collaborazioni con tutte le principali realtà culturali della città e della provincia ma anche con ospedali, con il carcere, con le scuole, e si realizzano progetti insieme ai gruppi musicali amatoriali operanti sul territorio e con gli studenti delle scuole di musica. Sempre nell’ambito di Floema, ogni anno vengono commissionate ed eseguite decine di nuove composizioni.


Teatro Manzoni

domenica 13 DICEMBRE (ore 17)

LOUIS LORTIE pianoforte

Ludwig van Beethoven

9 Variazioni per pianoforte in Do minore sopra una marcia di E. C. Dressler WoO 63

Sonata per pianoforte n. 32 in do minore, op. 111

GLI ARCHI DELLA LEONORE

DANIELE GIORGI direttore

I Compositori di Floema (Federico Biscione, Giuseppe D’Amico, Michele Ignelzi, Paolo Marzocchi, Massimiliano Matesic, Luca Moscardi, Federico Maria Sardelli)

Variazioni per orchestra d’archi sopra la (stessa) marcia di E. C. Dressler

composte per il 250° compleanno di Beethoven

Ludwig Van Beethoven Quartetto n. 16 in fa maggiore op. 135 (versione per orchestra d’archi)

Il 13 dicembre, con tre giorni di anticipo sul suo compleanno, potremo ascoltare “l’Alfa e l’Omega” dell’incredibile itinerario artistico di Beethoven in un concerto molto particolare. Nella prima parte in forma di recital, guidati dallo stile «puro ed immaginifico» (The Times) di Louis Lortie, viaggeremo senza scalo dalle 9 Variazioni su una marcia di Dressler, composte da Beethoven dodicenne, fino alla sua ultima Sonata per pianoforte, l’Opera 111; la seconda parte, affidata agli Archi dell’Orchestra Leonore diretti da Daniele Giorgi, vedrà anche noi “giocare”, con la serietà dei bambini, con la stessa marcia di Dressler: abbiamo infatti chiesto ai compositori coinvolti nel progetto Floema di omaggiare Beethoven con un regalo affettuoso (ma anche un tantinello “imbarazzante”), delle variazioni per orchestra d’archi da comporre sullo stesso tema da lui utilizzato! Le ascolteremo a Pistoia in prima esecuzione assoluta, seguite della versione per orchestra d’archi del Quartetto op.135, ultima opera completa composta dal Genio di Bonn… nato soltanto 250 anni fa.

Da più di tre decenni il pianista franco-canadese Louis Lortie si esibisce in tutto il mondo, consolidando la sua fama internazionale di artista straordinariamente versatile. Le sue interpretazioni dal vivo, così come le sue pluripremiate registrazioni, testimoniano la sua notevole poliedricità musicale. Molto richiesto in tutti e cinque i continenti, Louis Lortie ha instaurato collaborazioni ricorrenti con orchestre quali la BBC Symphony Orchestra, la BBC Philharmonic, l’Orchestre National de France, la Philadelphia Orchestra, la Dallas Symphony, la Sinfonica di Shanghai, la Hong Kong Philharmonic e le Orchestre Sinfoniche di Adelaide e Sydney. Nel campo dei recital e della musica da camera, Lortie appare nelle sale da concerto e nei festival più prestigiosi, tra cui la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi, la Carnegie Hall, la Chicago Symphony Hall e il Beethovenfest Bonn. È inoltre co-fondatore e Direttore Artistico del LacMus International Festival on Lake Como. Molto prolifico anche in campo discografico, nell’arco di trentacinque anni ha effettuato più di quarantacinque registrazioni per Chandos Records. Nel 1984 Louis Lortie ha vinto il Primo Premio al Concorso Busoni e, nello stesso anno, si è contraddistinto alla Leeds Competition.




T E A T R O R A G A Z Z I

Infanzia e città” (VIII edizione)

Piccolo Teatro Mauro Bolognini

domenica 25 OTTOBRE (ore 16)
LE AVVENTURE DI PESCE GAETANO

di e con Vania Pucci

ispirato al libro per l’infanzia “l pesciolino nero” di Samad Behrangi

disegni di sabbia Giulia Rubenni

animazioni digitali Ines Cattabriga
Giallo Mare Minimal Teatro

fascia d’età: dai 2 ai 7 anni

Gaetano è un pesciolino curioso dalla grande coda che è nato nella sorgente. Un giorno decide di andare a conoscere il mondo e si butta nella cascata… da lì arriverà nel ruscello, nel fiume, e poi nel mare…Quanti incontri farà Gaetano in questo lungo viaggio, alcuni paurosi altri piacevoli… i pesci grigi, il granchio, l’allodola ed infine l’orata… ma Gaetano ritornerà alla sua casa o continuerà il suo viaggio?

Il testo è ispirato ad un libro molto conosciuto di letteratura per l’infanzia, “Il pesciolino nero”, dell’iraniano Samad Behrangi, scomparso nel 1968. Gli ambienti e i personaggi narrati sono realizzati con la tecnica del sand art, in diretta, e con immagini e sfondi multimediali, in linea con la progettualità artistica della compagnia Giallo Mare Minimal Teatro, perfettamente a proprio agio con tutti gli strumenti della contemporaneità.


Piccolo Teatro Mauro Bolognini

sabato 31 OTTOBRE (ore 16)
BIANCANEVE

dai Fratelli Grimm
adattamento e regia
Maria Grazia Cipriani
scena e costumi
Graziano Gregori
con
Ian Gualdani, Giacomo Pecchia, Jonathan Bertolai,

Giacomo Dominici, Anna Solinas

Teatro del Carretto

fascia d’età: dai 5 anni

Biancaneve è il primo spettacolo allestito dal Teatro Del Carretto. Progettato e realizzato nel 1983, accolto fin da subito come un piccolo capolavoro si è confrontato con il pubblico appartenente alle culture più diverse, dall’Egitto al Giappone, da Israele alla Russia… raccogliendo ovunque e sempre entusiasmi autentici e dimostrando di superare naturalmente ogni ostacolo linguistico ed ogni trascorrere del tempo. Lo spettacolo rappresenta quasi un Manifesto della poetica teatrale elaborata poi dalla Compagnia: con l’orchestrazione di quegli elementi (…) che sono tutti quelli dell’artigianato rappresentativo – componenti scenografiche, oggetti, corpi e moti, linee musicali, voci e rumori, luci, superfici e colori…. – semplici tasti di una tastiera magica organizzata per realizzare i “sogni del teatro”.

Una Matrigna impersonata da una vera attrice ed una microscopica Biancaneve, i nani a grandezza naturale che arrivano a sorpresa dal fondo sala per diventare piccolissimi una volta entrati nella mutevole scatola teatrale che si apre come un magico armadio dell’immaginario svelando scomparti, celando trabocchetti, rinnovando continuamente e simultaneamente l’idea di palcoscenico, facendo apparire teste, paesaggi, personaggi veri, oggetti misteriosi di grandezza spropositata. Il tessuto narrativo si fa gioco scenico, attraverso il contrasto di universi che nasce dal rapporto tra attori e creature in cartapesta, personaggi veri ed oggetti smisurati o lillipuziani, verità della materia e finzione del corpo, elementarità della parola e potenza dei brani del melodramma, rivelando sottilmente la sua natura di camera dell’inconscio…..”

(Maria Grazia Cipriani)

“… Mai vista tanta grazia, tanta virtù tecnica, tanta poesia inventiva in un teatrogiocattolo che dando fondo a raffinatezze adulte riesce a sincronizzare l’arte dei marionettisti con gli automi, con un’attrice vera in pose da “masque” e, non ultimo, sa trasformare tutto il mini-deterrente scenografico in meraviglia magica, d’una magia non infantile…”

Rodolfo Di Giammarco, “la Repubblica”


Piccolo Teatro Mauro Bolognini

domenica 22 NOVEMBRE (ore 16) Premio Eolo Awards 2019 Miglior Spettacolo

ZANNA BIANCA

della natura selvaggia

di Francesco Niccolini

liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London

regia Francesco Niccolini e Luigi D’Elia

con Luigi D’Elia

INTI con il sostegno della Residenza artistica di Novoli

fascia d’età: dai 7 anni

Nel grande Nord, al centro di un silenzio bianco e sconfinato, una lupa con chiazze di pelo color rosso cannella sul capo e una lunga striscia bianca sul petto, ha trovato la tana migliore dove far nascere i suoi cuccioli. Tra questi un batuffolo di pelo che presto diventerà il lupo più famoso di tutti i tempi: Zanna Bianca.

Luigi D’Elia e Francesco Niccolini tornano nel luogo che amano di più, la grande foresta. Ma se anni fa l’avevano raccontata con gli occhi di un bambino meravigliato e di un nonno esperto e silenzioso, questa volta rinunciano agli esseri umani e alle loro parole, per incontrare chi della foresta fa parte come le sue ombre, il muschio, l’ossigeno: i lupi.

Questo è uno spettacolo che ha gli occhi di un lupo, da quando cucciolo per la prima volta scopre il mondo fuori dalla tana a quando fa esperienza della vita, della morte, della notte, dell’uomo, fino all’incontro più strano e misterioso: un ululato sconosciuto, nella notte. E da lì non si torna più indietro. Un racconto che morde, a volte corre veloce sulla neve, altre volte si raccoglie intorno al fuoco. Un omaggio selvaggio e passionale che arriva dopo dieci anni di racconto della natura, a Jack London, ai lupi, al Grande Nord e all’antica e ancestrale infanzia del mondo.

Come ci assomigliano, i lupi. Modificano le loro tecniche di caccia a seconda delle difficoltà che incontrano, condividono il cibo con i membri più vecchi, che non riescono a procurarselo e si fanno regali. (…) Zanna Bianca non è un qualunque, orribile cagnolino di città né da salotto. Infedeli a Jack London, abbiamo preferito la fedeltà ai suoi due romanzi mischiati insieme, e alle sue disavventure in cerca d’oro e celebrità: con un doppio salto mortale il “nostro” Zanna Bianca ha ceduto a quell’irrefrenabile richiamo della foresta che – a Dio piacendo, come diceva una cara nonnina di nostra conoscenza – ci auguriamo ogni ragazzo e ogni spettatore provi un giorno, almeno una volta. Senza pantofole, senza salotti, senza città, telefonini e merendine preconfezionate: solo bosco, il cuore che batte a mille e vita.

(Francesco Niccolini)

Ci sembrava logico e conseguente che, prima o poi, sotto le benefiche grinfie narrative del duo Niccolini- D’Elia dovessero cadere “Zanna bianca” e “Il richiamo della Foresta” di Jack London, e così è stato. Abbiamo infatti visto a Bari “Zanna Bianca” della natura selvaggia”, una bellissima narrazione che collega insieme i due capolavori dello scrittore americano. Lupo tra i lupi, le cui sagome da lui costruite circondano, il narratore rende visibili e piene di pathos le parole sapientemente scelte da Niccolini…”

Mario Bianchi, http://www.teatroragazziosservatorio.it


Piccolo Teatro Mauro Bolognini

domenica 13 DICEMBRE (ore 16)
IL GATTO CON GLI STIVALI

elaborazione del testo e musiche Enrico Spinelli

regia Pietro Venè

con Margherita Fantoni, Patrizia Morini, Pietro Venè

Pupi di Stac

fascia d’età: dai 3 ai 10 anni

Una allegra versione burattinesca della celeberrima fiaba in cui si prendono un po’ le distanze dall’impostazione moralistica e, con vena più scanzonata ed ironica, si punta l’attenzione sul personaggio del Gatto, nella cui scaltrezza il pubblico dei bambini volentieri s’immedesima, quasi ad esorcizzare le difficoltà e le inadeguatezze dei piccoli di fronte al complesso mondo degli adulti. L’allestimento si avvale di scenografie intercambiabili su tavolo. L’animazione, nascosta, ed a vista, favorisce il rapporto con il pubblico che è chiamato a più riprese dal Gatto a partecipare all’azione.

La compagnia di burattini di Firenze, Pupi di Stac, fu creata da Carlo Staccioli (1915-1971) a Firenze nel 1946. Affiancato dapprima da molti validi collaboratori, fra cui lo stesso Paolo Poli, “Stac” realizzò con Laura Poli, in compagnia dal 1958, un sodalizio artistico che affinò una linea teatrale inconfondibile.

Alla morte del fondatore, Laura Poli, coadiuvata dal figlio Enrico, proseguì l’attività basando il proprio teatro sulla ricerca, raccolta ed elaborazione di antiche fiabe popolari toscane. I pupi, di legno intagliato, sono alti circa 60 centimetri ed hanno, unici nella tradizione italiana, figura intera. Sono, insomma, “marionette senza fili” animate dal basso o, se si preferisce, “burattini con le gambe” come il loro fratello più famoso: Pinocchio. Le baracche, veri teatrini in miniatura con sipari, quinte e fondali, hanno due piani scenici: il palcoscenico dove i burattini possono camminare ed un livello superiore dove appaiono nel modo più tradizionale.



PREVENDITE SPETTACOLI

>da giovedì 8 a giovedì 15 OTTOBRE

prevendita riservata agli abbonati delle stagioni ATP

>da venerdì 16 OTTOBRE

prevendita per tutto il pubblico

>da martedì 20 OTTOBRE

prenotazioni telefoniche

prevendita on line su www.teatridipistoia.itwww.bigliettoveloce.it

BIGLIETTERIA TEATRO MANZONI

Corso Gramsci, 127 Pistoia

0573 991609 – 27112

orario di apertura: dal martedì al giovedì 16/19

venerdì e sabato 11/13 e 16/19

Nei giorni di rappresentazione la biglietteria sarà aperta un’ora prima dello spettacolo presso la sede della recita. Durante il primo intervallo, ove presente, sarà possibile acquistare i biglietti per le prevendite in corso.

Teatro Manzoni | Corso Gramsci, 127 – Pistoia

Piccolo Teatro Mauro Bolognini | Via del Presto, 5 – Pistoia

Capienza e ingresso del pubblico saranno regolati in ottemperanza della normativa COVID-19.