5 gennaio 2019ATP Sinfonica Promusica Teatro Comunale Teatro Lamporecchio Teatro Manzoni Teatro Manzoni Teatro Mascagni Teatro Yves Montand

GENNAIO A TEATRO!

Abbiamo preparato per il nostro pubblico un gennaio a teatro pieno di eventi che ci auguriamo possano incontrare il gradimento di tanti spettatori! Buon teatro a tutti e …. Buon anno!

 

GLI SPETTACOLI DAL 18 GENNAIO…..


 


TEATRO MANZONI PISTOIA

da venerdì 18 a domenica 20 gennaio 2019

(feriali ore 21, festivo ore 16)

ESCLUSIVA REGIONALE

IL GABBIANO di Anton Čechov

versione italiana Danilo Macrì

regia Marco Sciaccaluga

con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Elsa Bossi, Eva Cambiale,

Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Stefano Santospago, Roberto Serpi,

Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Federico Vanni

Teatro Nazionale di Genova


IL TEATRO SI RACCONTA

sabato 19 gennaio, ore 17,30

Teatro Manzoni Pistoia

INCONTRO CON LA COMPAGNIA de “IL GABBIANO”

conduce Andrea Nanni, critico di teatro


 

Riflessione su Arte e Vita. Un classico del teatro moderno, capace di parlare con linguaggio attuale a tutte le generazioni: ai giovani vittime del loro dolore esistenziale e agli adulti che stentano ad accettare il trascorrere degli anni. Ritratto ‘dal vivo’ di un’umanità autentica e vera. Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto al suo debutto, nel marzo del 2017, Il gabbiano di Anton Čechov, affronta nel 2018 la sua tournée italiana. Per la prima volta in Italia Il gabbiano viene rappresentato nella versione del 1895, quella precedente alla censura zarista, la cui traduzione è curata da Danilo Macrì. Accanto ad Elisabetta Pozzi un ensemble di ottimi interpreti come da tradizione del Teatro Stabile di Genova, da quest’anno promosso al ruolo di Teatro Nazionale. Il gabbiano di Čechov è uno dei testi teatrali più noti di sempre; i personaggi della giovane Nina, del tormentato Konstantin, di sua madre Irina Arkadina, celebre attrice e del suo amante, lo scrittore Trigorin, sono stati portati sui palcoscenici di tutto il mondo dai maggiori attori di teatro e messi in scena dai più celebri registi. Il titolo dell’opera viene da un accostamento simbolico: come l’ignara felicità di un gabbiano, in volo sulle acque di un lago, viene stroncata dall’oziosa indifferenza di un cacciatore, così accade alla sorte di Nina. La ragazza sulle rive del medesimo lago, s’innamora di Trigorin, il quale, senza alcuna malvagità, approfitta della sua femminile smania di aprire le ali, la porta via con sé a fare l’attrice, la rende madre di un bimbo che però muore e infine, la lascia tornare a casa annientata. Ad attenderla c’è il giovane Konstantin, anch’egli scrittore in cerca di gloria, che la ama da molto tempo. La madre di lui però, Arkadina, disprezza l’inconsistenza delle sue liriche fantasie mentre l’amata Nina non vuol saperne di lui.  Primo dei quattro capolavori che Čechov scrisse per il palcoscenico, Il gabbiano è un dramma delle illusioni perdute: nelle angosce, nei turbamenti, nelle sconfitte dei suoi protagonisti, c’è tutta la complessità dell’uomo moderno.

Info 0573 991609 – 27112

 


 

TEATRO della MONTAGNA – TEATRO MASCAGNI POPIGLIO

sabato 19 gennaio, ore 21

PASSO DOPO  

di e con Francesco Bottai (ex Gatti Mézzi)

con la collaborazione de Gli Omini

“Lo spettacolo è un viaggio buffo nel mio mondo, fatto di storie e canzoni surreali quanto comiche, attraverso le quali si dipana la narrazione. E’uno spettacolo di Teatro Canzone, asciutto e sincero, che privilegia l’empatia alla scenografia: un microfono, una chitarra e un piano luci.Dopo l’esperienza decennale con I Gatti Mézzi c’è la voglia di allargare gli orizzonti compositivi e testuali per approdare a una forma canzone più ampia e matura e che rispecchi lo stato attuale della propria esistenza. In questo senso mi libero dai vincoli della sola toscanità per sondare la molteplicità dei territori che mi appartengono e mi stimolano.Lo spettacolo è stato pensato e messo in scena con la collaborazione della compagnia teatrale de Gli Omini, compagnia molto attiva sul territorio che ha ormai un’identità vera nell’ambiente teatrale nazionale. L’incontro di queste due sensibilità ha fatto scaturire una rappresentazione inedita e coinvolgente”. (Francesco Bottai)
Prevendita Biblioteca Bellucci di San Marcello Pistoiese 0573 621289 – 3347796389

info 0573 991609  – 27112


TEATRO MANZONI PISTOIA

Stagione Sinfonica Promusica 2018/2019

sabato 26 gennaio, ore 21

ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA

GIOVANNI SOLLIMA violoncello

Giovanni Sollima Natural Songbook n. 1
Robert Schumann Concerto per violoncello in La minore, op. 129 (rielaborazione per archi di G. Sollima, su appunti originali di R. Schumann)
Carl Philipp Emanuel Bach Sinfonia n. 1 in Mi bemolle maggiore H654 Wq 179
Giovanni Sollima Natural Songbook n. 4
Franz Joseph Haydn Concerto n. 2 in Re maggiore per violoncello e orchestra Hob. VIIb/2, op. 101

Violoncellista straordinario, artista imprevedibile, istrionico trascinatore da sempre incline alle più inconsuete contaminazioni fra diversi stili, Giovanni Sollima torna a Pistoia dopo alcuni anni, questa volta insieme all’Orchestra da Camera di Mantova. Il programma si snoda tra il ‘700 e i giorni nostri e comprende, oltre a due composizioni dello stesso Sollima, la prima esecuzione della versione per violoncello e archi da lui curata del Concerto in La minore di Schumann.

Info 0573 991609 – 27112 www.fondazionepromusica.it


 

TEATRO YVES MONTAND MONSUMMANO TERME

A TEATRO CON LA FAMIGLIA!

domenica 27 gennaio, ore 16

LE CARLOTTINE

rappresentazione musicata e giocata sull’olocausto

di Damiana Leone

da Elsa Morante

con Damiana Leone e Ilaria Amadasi

Spettacolo inserito nel progetto di Teatro Civile “Racconta la Guerra”

fascia d’età: dai 7 ai 13 anni

Compagnia Errare Persona

Carlottina è una bimba ariana nella Germania Nazista che ha una cara amica con cui gioca sempre, Carlotta. Carlottina e Carlottina giocano sempre insieme e si divertono ad interpretare la realtà a modo loro: così il termine ariani per loro diventa “pieni di aria o quelli che fanno le puzzette”, Il Fuhrer diventa Furio perché è sempre arrabbiato e Benito Mussolini diventa Bonito perché è convinto di essere bellissimo. Quando Carlotta è costretta da ebrea a portare la stella gialla, Carlottina escogita un piano per salvare la sua amica e il mondo, riempiendolo di stelle gialle. Carlottina è un piccolo personaggio invento da Elsa Morante, di cui si è scritto che è: “La Carlottina è un romanzo d’avventure e d’amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protagonisti riappaiono sotto diversi travestimenti). E’ un poema epico-lirico-didascalico in versi sciolti e ritmati, regolari e irregolari. E’ un’autobiografia. E’ un memoriale. E’ un manifesto. E’ un balletto. E’ una tragedia. E’ una commedia. E’ un madrigale. E’ un documentario a colori. E’ un fumetto. E’ una chiave magica. E’ un sistema filosofico-sociale… Insomma, è un libro”. Ma la cosa che desta un grande interesse nell’incontrare questo personaggio, è il modo assolutamente puro e fanciullesco con cui l’autrice riesce a parlare dei “felici pochi”, cioè degl’ultimi, dei disgraziati, delle vittime. E tra le vittime non potevano mancare quelle dell’Olocausto, di cui parla con la dolcezza dei bambini dotati di quella sana incoscienza nel comprendere le grandi tragedie che gli adulti purtroppo non hanno. Abbiamo selezionato e musicato le ballate che parlano direttamente delle vittime dei lager come se a parlarne fossero da una lato le anime di quei morti, dall’altro dei bambini per cui le stelle gialle erano stelle del cielo. Lo spettacolo, quindi, spiega ai bambini in modo giocoso come poteva non avvenire l’Olocausto e quello che invece è successo. Le immagini proiettate durante lo spettacolo sono copie dei disegni originali degli internati del Lager di Terenzin detto il Lager dei bambini, su cui la compagnia ha fatto un lavoro di ricerca che confluisce anche in questo lavoro.

Info  0572 954474- 0573 991609 / 27112

 


TEATRO COMUNALE LAMPORECCHIO

domenica 27 gennaio, ore 21

LA SIGNORINA ELSE

di Arthur Schnitzler

traduzione Sandro Lombardi

drammaturgia Sandro Lombardi, Franceso Sinisi, Federico Tiezzi

regia Federico Tiezzi

con Lucrezia Guidone e Martino D’Amico

Compagnia Lombardi – Tiezzi / Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

con il sostegno di Regione Toscana e  Ministero dei beni e delle attività cultural

Dopo il successo riscosso con Il ritorno di Casanova, Federico Tiezzi prosegue il suo lavoro di ricerca sul grande scrittore austriaco. Risalente al 1924, la novella La Signorina Else è un testo mirabile, tutto incentrato sul battito tumultuante dei pensieri che si affollano e scontrano nella mente di Else, l’adolescente ‘altera’, vivida e appassionata, su cui incombe una catastrofe familiare. Else è una bella e virtuosa fanciulla, percorsa dai primi turbamenti sessuali, che viene presa in contropiede dalla richiesta dei genitori che necessitano di una grossa somma di denaro. È la madre stessa che, con cinismo atroce, in una lettera dal tono mellifluo e patetico, invita la figlia a vendersi per salvare l’onore della famiglia. L’unico modo per ottenere il denaro è infatti chiederlo a un ricco conoscente che da tempo la corteggia e che si trova con lei in vacanza a San Martino di Castrozza. Tutto il testo vive delle reazioni di Else a questa sordida richiesta. L’autore impiega in questo racconto la tecnica del monologo interiore, il flusso di coscienza, attraverso il quale i pensieri e le contraddizioni del personaggio e della società in cui si muove vengono alla luce con straordinaria potenza. Un testo di spietata radiografia di una società corrotta fin nel nucleo familiare che, invece di proteggere i suoi figli, li immola senza pietà: una vera e propria tragedia della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta solo ai propri istinti e ai propri falsi valori, cinicamente pronta a sacrificare una giovinetta sull’altare del dio denaro. Schnitzler fonde in uno strepitoso, vibrante monologo interiore le fantasticherie, le paure, l’orgoglio adolescenziale e le vere e proprie allucinazioni a cui l’incresciosa situazione spinge la fanciulla, fino a portarla al suicidio. Con tecnica magistrale l’autore la viviseziona davanti a noi, offrendocela nelle sue più riposte oscillazioni psichiche, in una simultaneità di impulsi e contro-impulsi che la portano al delirio. Il testo si inserisce nel clima della grande cultura viennese della finis Austriae,  pervasa da scoperte artistiche che ne faranno il luogo di nascita della musica moderna (Strauss, Schönberg, Berg, Webern). È anche il momento in cui i pittori Gustav Klimt e Egon Schiele rappresentano quella stessa società attraverso opere che impietosamente la inchiodano al suo splendido decadimento.

 

Info Biglietteria Lamporecchio 333 9250172  – 0573 991609 / 27112

 

 

 


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