8 gennaio 2017Teatro Bolognini Teatro Comunale Teatro Lamporecchio Teatro Manzoni Teatro Manzoni Teatro Yves Montand

FEBBRAIO A TEATRO 2017

Febbraio 2017

marchio Pistoia-01

 

TEATRO COMUNALE LAMPORECCHIO STAGIONE DI PROSA 2016/2017

Venerdì 3 Febbraio, ore 21

Star Dust Show Productions

QUEI DUE Staircase – Il Sottoscala

di Charles Dyer

adattamento Massimo Dapporto

con Massimo Dapporto e Tullio Solenghi

regia Roberto Valerio

Secondo titolo per la stagione del Teatro di Lamporecchio: Massimo Dapporto e Tullio Solenghi, per la prima volta in scena insieme in un’inedita coppia gay per una commedia, diretta da Roberto Valerio, che invita ad importanti riflessioni su temi sempre attuali, e soprattutto una gara di bravura tra due consolidati interpreti della scena italiana che per la prima volta giocano con due personaggi davvero insoliti. “Harry e Charlie sono una coppia di barbieri omosessuali ‘intrappolati’ da circa trent’anni in una barberia londinese situata in un sottoscala dove hanno condiviso gran parte delle loro irrisolte vite; un sottoscala dagli echi dostoevskiani in cui i protagonisti si torturano reciprocamente senza sosta incapaci di risparmiarsi l’un l’altro fino allo sfinimento, in una quotidianità paralizzante e asfissiante come l’odore di gas che fuoriesce dalla vecchia caldaia e che appesta l’aria del loro negozio. Stanchi della solita routine e delle dinamiche ripetitive e frustranti che caratterizzano la loro vita e la loro relazione, i due uomini si dilaniano a vicenda con incessanti litigi, velenosi battibecchi, ingiurie crudeli e subdole ripicche, infliggendosi in tal modo inutili e continue sofferenze. Eppure Harry e Charlie sono legati indissolubilmente e disperatamente l’uno all’altro da decenni. È forse proprio quell’amore ormai lacero e stantio, ma ancora capace di accendersi e dispiegarsi con calore, l’unica cosa in grado di restituire un senso alla loro tragicomica parabola esistenziale. E così continuano, malgrado tutto, a prendersi teneramente cura l’uno dell’altro forse perché la solitudine è un abisso troppo oscuro e doloroso in cui sprofondare.” (Roberto Valerio)
Prevendita: il giorno prima e il giorno stesso dello spettacolo (ore 16,30/19,30) alla Biglietteria del Teatro di Lamporecchio. Prevendita in corso alla Biglietteria del Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 Info www.teatridipistoia.it

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TEATRO YVES MONTAND MONSUMMANO TERME STAGIONE di PROSA 2016/2017

Domenica 5 febbraio, ore 21

VersiliaDanza in collaborazione con Small Theatre/NCA

SDD SHAKESPEARE DEAD DREAMS

coreografia Angela Torriani Evangelisti

con Arsen Khachatryan, Leonardo Diana, Angela Torriani Evangelisti

ideazione e regia Vahan Badalyan

Per il quarto appuntamento della stagione del Teatro Montand, Vahan Badalyan e Angela Torriani Evangelisti presentano una nuova co-produzione italo-armena tra Versiliadanza e lo Small Theatre. SDD si ispira a quattro capolavori di Shakespeare: Amleto, Otello, Macbeth e Re Lear. Il regista armeno in collaborazione con la coreografa italiana presenta uno spettacolo che vuole essere una galleria di personaggi shakespeariani attraverso i linguaggi del teatro e della danza. SDD è un viaggio polifonico e surreale nei quattro drammi di Shakespeare e gioca tra vari parallelismi delle figure principali. La composizione dei diversi quadri esalta la tavolozza dei colori intensi della natura umana e della sua affettività, appassionatamente e algidamente portate in scena dai tre danzatori in scena. I colori tenui e pastello si sviluppano gradualmente nel tessuto scarlatto della disperazione, delle decisioni fatali, della passione e della morte.
Danzatrice e coreografa Angela Torriani Evangelisti, direttrice artistica di Versiliadanza dal 1993, ha collaborato con artisti della danza, letteratura, cinema, musica, teatro e arti contemporanee come Antonio Tabucchi, Susanne Linke, Urs Dietrich, Micha Van Hoecke, Luciana Savignano, Igor Mitoraj, Jane Campion, Avion Travel, Eugenio Scigliano e strutture come l’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij, il Centre pour les Oeuvres chorégraphiques de Bagnolet Seine Saint – Denis, il Teatro Comunale di Firenze, il Festival Fabbrica Europa ed è responsabile del settore danza del Teatro Cantiere Florida di Firenze.
Prevendita: il giorno prima e il giorno stesso dello spettacolo (ore 16,30/19.30) alla Biglietteria del Teatro Montand. Prevendita in corso alla Biglietteria del Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 on line su www.boxol.it – Info www.teatridipistoia.it

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prima regionale

PICCOLO TEATRO MAURO BOLOGNINI STAGIONE di PROSA 2016/2017

da giovedì 9 a domenica 12 febbraio

(feriali ore 21, festivo ore 16)

Teatro Franco Parenti/MARCHE TEATRO

IL LAVORO DI VIVERE

di Hanoch Levin

traduzione dall’ebraico e adattamento di Andrée Ruth Shammah e Claudia Della Seta

con Carlo Cecchi

e con Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto

regia, scene e costumi Andrée Ruth Shammah

musiche di Michele Tadini

con la collaborazione

per l’allestimento scenico di Gianmaurizio Fercioni

per le luci Gigi Saccomandi

per i costumi Simona Dondoni

 

IL TEATRO SI RACCONTA – Incontro con la compagnia
sabato 11 febbraio 2017, ore 17.30
Piccolo Teatro Bolognini – Sala Piccola (Via del Presto, 5 – Pistoia)
ingresso libero fino a esaurimento posti
conduce l’incontro Rodolfo Sacchettini, presidente Associazione Teatrale Pistoiese
Andrée Shammah, con la complicità di Carlo Cecchi, uno degli ultimi grandi maestri del teatro italiano (che torna nella nostra stagione dopo la bella edizione di due anni fa de La dodicesima notte), qui protagonista insieme a Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto, confeziona con la consueta eleganza e raffinatezza, la regia de Il lavoro di vivere di Hanoch Levin, il più importante autore e drammaturgo israeliano, scomparso prematuramente nel 1999, all’età di 56 anni. Il teatro di Levin è irriverente: la poesia si nasconde dentro le situazioni più imbarazzanti, i suoi testi sono una commistione di spiritualità nobile e cruda realtà; dalla critica alla cultura borghese ai contrasti tra carne e spirito, “arte e culo”, perché il meschino sogna di stare sotto il riflesso della luce della felicità altrui. Così avviene anche per Il lavoro di vivere, una storia d’amore fra due persone di mezza età, in cui l’amore appare a barlumi folgoranti, in mezzo a un mare di insulti, parole durissime e rimpianti. Lo spettatore ride di gusto, senza accorgersi che sta ridendo di se stesso.
“Lo spettacolo si avvale in special modo del carisma, dell’alto magistero interpretativo di Carlo Cecchi, gelida maschera di un insanabile distacco dalla vita, antologia vivente di quelle sua recitazione pigra, strascicata, che riflette echi degli autori prediletti, da Pinter a Bernhard allo stesso Beckett….” (Renato Palazzi, “Il Sole 24 Ore”)
“Il rito ripetitivo della coppia che si dilania è aperto a tutte le interetazioni: quella psicoanalitica alla Svevo, quella esistenziale di Pinter, se il teatro ha ancora il potere di spiegare e far capire, la più interessante sembra quella politica. Per questa lettura sembra propendere la lucida regia di Andrée Ruth Shammah, la quale evita il naturalismo, usando gli attori spogliandoli dalla ‘recitazione’. Cecchi torna a incarnare il gran teatro d’attore come si amava in passato e oggi sempre più raramente si vede..”(Anna Bandettini, “La Repubblica”)

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TEATRO MANZONI PISTOIA Stagione Sinfonica Promusica 2016/2017

Fondazione Pistoiese Promusica
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

sabato 11 febbraio, ore 21

Stagione Sinfonica Promusica

Orchestra Leonore – Fondazione Promusica Pistoia
Olli Mustonen, direttore e solista

Quarto appuntamento con la XIII Stagione Sinfonica della Fondazione Promusica, promossa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, sabato 11 febbraio alle 21al Teatro Manzoni, con il compositore e pianista finlandese Olli Mustonen alla direzione dell’Orchestra Leonore, l’orchestra della città Capitale Italiana della Cultura 2017.
Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna. Come pianista ha affascinato il pubblico per la tecnica strepitosa e per la genialità d’interprete. Come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra ed è Direttore Associato della Tapiola Sinfonietta. In qualità di compositore fa parte di una scuola di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell’arte dell’interpretazione quanto in quella della composizione ex novo.
La serata, vero e proprio ritratto d’artista, lo vedrà protagonista in ciascuno dei pezzi in programma: come compositore e direttore nel suo Trittico per orchestrad’archi, e a seguire come solista nel dialogo fra il suo pianoforte e l’orchestra nel Concerto n. 25 in Do maggiore K 503 di Wolfgang Amadeus Mozart; Mustonen infine condurrà l’Orchestra Leonore nella sua personalissima interpretazione della Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven, composta fra il 1800 e il 1802 e dedicata al principe Karl Lichnowsky, che chiuderà il concerto.
L’attività di pianista e di direttore di Olli Mustonen si basa sulla sua fondamentale esperienza di compositore. Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l’interesse di una prima assoluta e si pone di fronte ad ogni autore trattandolo come un suo contemporaneo. La sua tecnica pianistica è molto personale, caratterizzata da una straordinaria agilità.
Il repertorio dell’artista finlandese spazia dai nomi più celebri, come Bach e Beethoven, a musica poco eseguita o addirittura del tutto inedita, come il Concerto n. 5 di Rodion Shchedrin (a lui dedicato e da lui eseguito nel novembre del 2013 a Los Angeles in prima mondiale).
Il concerto sarà anticipato da un appuntamento imperdibile dedicato al tema “Fare musica nel 21esimo secolo”: venerdì 10 febbraio (ore 18), per la rassegna “Dialoghi sulla Musica”, Olli Mustonen incontrerà il pubblico al Saloncino della Musica di Palazzo de’ Rossi (via de’ Rossi, 26 –ingresso libero fino ad esaurimento posti).
I biglietti per i concerti sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni di Pistoia e on line su www.teatridipistoia.it.
La stagione è realizzata con la collaborazione organizzativa dell’Associazione Teatrale Pistoiese.

 

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TEATRO MANZONI PISTOIA Stagione di prosa 2016/17

Da venerdì 17 a domenica 19 febbraio

(feriali ore 21, festivi ore 16)

ESCLUSIVA TOSCANA

Teatro Biondo di Palermo

ODISSEA A/R

liberamente tratto dal poema di Omero

con gli allievi attori della “Scuola dei mestieri dello spettacolo”del Teatro Biondo di Palermo

testo e regia Emma Dante

elementi scenici e costumi Emma Dante

luci Cristian Zucaro

suono Gabriele Gugliara

Premio Nuovo Imaie a Francesca Laviosa come Miglior Attrice Emergente a Spoleto59 Festival dei 2Mondi.

IL TEATRO SI RACCONTA Incontro con la compagnia
sabato 18 febbraio 2017, ore 17.30
Saloncino Teatro Manzoni (Corso Gramsci, 127 – Pistoia)
ingresso libero fino a esaurimento posti
conduce l’incontro Andrea Nanni,  critico di teatro
Dopo l’enorme successo di due anni fa con Le sorelle Macaluso (ancora in tournée in Italia e all’estero) ritorna al Manzoni di Pistoia Emma Dante, regista tra le più originali e di maggior spessore della scena contemporanea, con il nuovo spettacolo Odissea A/R, proposto in esclusiva per la Toscana e incentrato sul viaggio di Telemaco alla ricerca del padre e sul ritorno a Itaca di Odisseo. Dopo la presentazione del primo studio al Teatro Olimpico di Vicenza, lo spettacolo ha debuttato con ottimi riscontri di critica e pubblico (con recite aggiunte) all’ultima edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto.
“Sono trascorsi tre anni da quando Itaca ha perduto le tracce di Odisseo, partito vent’anni prima alla conquista di Troia” – commenta la regista. “Ostacolato dal dio Poseidone per averne ucciso il figlio Polifemo, gli ultimi echi del suo viaggio di ritorno risalgono all’incontro con la splendida dea Calipso. Da allora un gruppo di pretendenti, approfittando della prolungata assenza del re, occupa l’immenso salone della reggia di Itaca. Maleducati, vili, rozzi e volgari, i Proci bramano di sposare Penelope e di impossessarsi definitivamente del Regno. Trascorrono le giornate banchettando tra musica, bestemmie e schiamazzi, e vivendo di istinti e pulsioni che manifestano senza pudore. La prima parte dello spettacolo è dedicata alla Telemachia. Atena esorta Telemaco, non più ragazzino, a partire in cerca di notizie del padre, gli infonde coraggio, lo invita a prendere il comando della casa e a diventare uomo. Odissea a/r è il viaggio che ogni essere umano fa nel corso della vita. È il poema che ci ha permesso di interrogarci sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto è il movimento verso la propria origine. Dall’incontro con figure umane e sovrumane, ninfe e mostri, pretendenti e mendicanti è nato uno spettacolo ricco di evocazioni fantastiche legate al mito ma anche di riflessioni sulla condizione dell’uomo-eroe, che si dimostra piccolo e bugiardo. Dopo avere errato vent’anni, Odisseo torna a Itaca e l’incontro tra il padre e il figlio ci permette di assistere all’umanizzazione del mito. Di Odisseo, Penelope e Telemaco scopriremo i lati più teneri e fragili, i loro difetti, le loro imperfezioni. Una madre e un figlio hanno aspettato a lungo il ritorno del mito e, durante l’attesa, hanno cambiato la propria natura.”
Prevendita Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 on line su www.teatridipistoia.it e www.boxol.it

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PICCOLO TEATRO MAURO BOLOGNINI PISTOIA Piccolo Sipario 2016/17. A Teatro con la Scuola e la Famiglia!

Domenica 19 febbraio, ore 16 (per le famiglie)

Pupi di Stac

RAPERONZOLO

di Enrico Spinelli

con Cristina Bacci, Enrico Spinelli, Pietro Venè

oggetti Beatrice Carlucci
scene Michele Signori
musiche Enrico Spinelli
burattini Pupi di Stac

fascia d’età indicata: 3-9 anni

La celebre fiaba, nota nella versione dei fratelli Grimm, è interpretata rivolgendosi al vasto pubblico dei bambini e delle famiglie con scene suggestive e in un susseguirsi di emozioni. L’adattamento si avvale della contaminazione con versioni toscane e si basa sulla consueta alternanza fra paura e ironia, musica e dialoghi, coinvolgimento e partecipazione del pubblico.  Il principino Filippo va sempre a giocare a casa dei contadini Berto e Rosa. Impara storie e filastrocche, gioca con gli animali e le piante. La donna, incinta, nonostante le preghiere del marito, ruba dei raperonzoli da un orto misterioso. La Strega, padrona degli ortaggi, pretende per sé la nascitura, pena la morte. Prigioniera di un’alta torre senza porte né scale la bimba cresce serena e rassegnata. Quando la mamma/strega vuole entrare in casa, la giovane la tira su con le trecce. La vecchia aguzzina vuol dare in sposa la ragazza ad un vecchio mago. Il Principe, ormai grande, vede Raperonzolo, se ne innamora e la vuol salvare, ma viene trasformato in leprotto. Ciononostante riesce a far fuggire la fanciulla. Dopo un emozionante inseguimento il bene trionferà e Raperonzolo farà festa con i genitori ed il Principe.
La Compagnia è stata fondata da Carlo Staccioli (1915-1971), a Firenze nel 1946. Affiancato dapprima da molti validi collaboratori, fra cui lo stesso Paolo Poli, “Stac” realizzò con Laura Poli, in compagnia dal 1958, un sodalizio artistico che a nò una linea teatrale inconfondibile. Alla morte del fondatore, Laura Poli coadiuvata dal figlio Enrico proseguì l’attività basando il proprio teatro sulla ricerca, raccolta ed elaborazione di antiche fiabe popolari toscane. I pupi, di legno intagliato, sono alti circa 60 centimetri ed hanno, unici nella tradizione italiana, figura intera. Sono, insomma, “marionette senza fi li” animate dal basso o, se si preferisce, “burattini con le gambe” come il loro fratello più famoso: Pinocchio.
Prevendita Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 (il giorno dello spettacolo direttamente al Piccolo Teatro Bolognini dalle ore 15). Info www.teatridipistoia.it

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TEATRO MANZONI PISTOIA  – anteprima PISTOIA BLUES 2017

Giovedì 23 febbraio, ore 21.30

Associazione Blues in

in collaborazione con Comune di Pistoia e Associazione Teatrale Pistoiese

JOHN MAYALL IN CONCERTO

Per l’anno di Pistoia Capitale italiana della Cultura, il blues invade la città anche in inverno. Arriverà infatti al teatro Manzoni, per un appuntamento invernale il padre putativo del rock/blues britannico.Non è un caso che sia stata scelta Pistoia per il concerto di uno tra gli interpreti più autentici del blues mondiale: John Mayall farà infatti due sole apparizioni in Italia, proprio nelle due città – Mantova e Pistoia – nominate capitali della cultura per gli anni 2016 e 2017.Il concerto di John Mayall a Pistoia sarà una prima, importantissima tappa di avvicinamento al festival blues del luglio 2017 e una degna anteprima del calendario musicale estivo dell’anno di Pistoia Capitale della Cultura.L’ottantaquattrenne polistrumentista inglese si mette nuovamente in gioco con una formazione che vede la presenza del bassista Greg Rzab e del batterista Jay Davenport. Forte del nuovo album, la dimensione live ci restituisce un musicista integro perfettamente a suo agio fra nuove composizione e brani recuperati dal suo ricco carnet in bilico fra richiami elettroacustici di grande spessore.Influenzato dal falsetto di Skip James e J.B. Lenoir, la lunghissima carriera ha inizio discograficamente nel 1965 e nell’arco degli anni sessanta e settanta è un susseguirsi di successi. Con i Bluesbreakers, tiene a battesimo i migliori chitarristi della scena blues. Il suo destino si incrocia con Eric Clapton, Peter Green e Mick Taylor. Il percorso artistico dall’iniziale ortodossia blues incontra il jazz inglese dell’album “Bare Wires” e quello statunitense in “Jazz Blues fusion” affresco live caratterizato dal lirismo della sei corde di Freddy Robinson.
Con comprimari di lusso come John Mark, Don Sugarcane Harris e Larry Taylor lambisce i confini del folk e della psichedelica. Gli anni ottanta sono caratterizzati da formazioni spartane forti di solisti torrenziali come Coco Montoya, Walter Trouth e Buddy Wittington. Nell’arco della sua carriera collabora con i piu’ bei nomi della scena blues internazionale. Un elenco infinito racchiuso fra le coordinate dettate da John Lee Hooker, Buddy Guy e B.B. King.

VAI AL SITO DI PISTOIA BLUES 2017

Prevendita Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112
Per informazioni: 0573 99 46 59 – info@bluesin.eu

 

TEATRO YVES MONTAND MONSUMMANO TERME – STAGIONE DI PROSA 2016/17

Domenica 26 febbraio, ore 21

Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

CASA DI BAMBOLA

di Henrik Ibsen

con Valentina Sperlì, Roberto Valerio,

Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo

adattamento e regia Roberto Valerio

Secondo anno di tournée per Casa di Bambola, la produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese, che vede tornare a lavorare insieme un gruppo di artisti (Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo) che hanno realizzato negli ultimi anni spettacoli di valore, apprezzati da pubblico e critica, come Il Vantone di Pier Paolo Pasolini, Un marito ideale di Oscar Wilde e L’impresario delle Smirne di Goldoni.
Quando nel 1879 Casa di bambola fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Partendo da una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine ‘800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si approda così ad uno spettacolo dove il centro è “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.
“Casa di bambola (1879) è un testo complesso e seducente che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l’intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L’urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento. I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio/essenziale, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, tra la verità e la menzogna, tra il desiderio e la necessità. Uno spazio onirico che trasfigura la realtà in miraggio, delirio, allucinazione, incubo. Una scena stilizzata per raccontare al meglio un desolante deserto relazionale ed esistenziale popolato non da volti ma da maschere che si apprestano a inscenare un dramma della finzione. Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l’avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei ‘sembra’ felice in questa sua gabbia familiare. Entrambi vittime della loro incapacità di comunicare realmente, entrambi intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati: lei consapevolmente confusa , lui ignaro e sentimentalmente analfabeta. Alberga in Nora la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell’infantilismo e dell’inettitudine. Ma quell’embrionale pallido incosciente rancore svanisce di fronte all’ideale di perfezione a cui ha ancorato l’immagine di Helmer; e così, la relazione tra i due è viziata dalla reificazione e dall’abuso, percepibile nel sottile confine che separa l’oltraggio dal gioco, l’acquiescenza dalla complicità, l’oppressione dalla devozione. Nora forse non possiede gli strumenti per sottrarsi ai vincoli che la tengono in scacco e le impediscono di evolvere come individuo pienamente cosciente, autonomo, capace attraverso le armi della critica di esercitare pienamente il proprio libero pensiero e incamminarsi sulla strada che conduce all’autodeterminazione (a differenza delle altre due figure femminili create da Ibsen negli anni seguenti: Hedda Gabler e Ellida de La donna del mare). Ma Nora è senz’altro attraversata, trafitta, infinito del possibile; quel brodo tormentata dai germi della ribellione. Nora vuole naufragare. Vuole abbandonarsi nell’oceano primordiale, quel tutto indefinito e molteplice, creatore di ogni cosa, soffio inquieto e vitale: la libertà. Suggestione vagheggiata, sognata, desiderata ma non agita. Che irrompe con forza crescente nella coscienza di Nora spingendola a intraprendere un cammino doloroso e pieno di insidie verso la maturità. Ma Nora come la fenice risorgerà dalle sue ceneri e spiccherà il volo verso la felicità? O il solo concetto del tramonto segnerà simbolicamente il suo orizzonte esistenziale? Sarà capace di sopravvivere alla distruzione di quel mondo che nonostante tutto l’ha cullata in acque rassicuranti e arenata in paradisi artificiali? Non sappiamo cosa ne sarà di Nora. Non sappiamo se sarà davvero capace di accogliere pienamente il cambiamento avvenuto dentro di lei per rifondarsi in una nuova esistenza. Non ci è dato saperlo. La portata tragicamente attuale di Casa di bambola si declina forse nell’ambiguità del finale. Solo immaginandoci Nora come una donna che vive, pensa, agisce nel nostro tempo presente, possiamo forse investire Casa di bambola di un significato ultimo che non tradisce il testo ma che è capace di parlare a un pubblico contemporaneo.” (Roberto Valerio)
Prevendita: il giorno prima e il giorno stesso dello spettacolo (ore 16,30/19.30) alla Biglietteria del Teatro Montand. Prevendita in corso alla Biglietteria del Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 on line su www.boxol.it – Info www.teatridipistoia.it

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