20 febbraio 2017Teatro Yves Montand

CASA DI BAMBOLA Valentina Sperlì Roberto Valerio

Quinto appuntamento, domenica 26 febbraio (ore 21), al Teatro Yves Montand per la stagione di prosa promossa dall’Amministrazione Comunale e dall’Associazione Teatrale Pistoiese.

In scena un grande classico del teatro, Casa di Bambola di Ibsen, diretto da Roberto Valerio e prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese che vede nel cast un gruppo di artisti che hanno realizzato negli ultimi anni spettacoli di valore, molto apprezzati da pubblico e critica come Un marito ideale di Oscar Wilde, Il Vantone di Pier Paolo Pasolini e L’impresario delle Smirne di Goldoni (questi ultimi già passati dal Montand): Valentina Sperlì (Nora Helmer) Roberto Valerio (Torvald Helmer), Michele Nani (Krogstad), Massimo Grigò (Dottor Rank), Carlotta Viscovo (la signora Linde), Debora Pino (la balia). La scena, firmata da Giorgio Gori, è realizzata dal Laboratorio Scena & Tecnica dell’Associazione Teatrale Pistoiese; lo spettacolo si avvale dei costumi di Lucia Mariani e delle luci di Emiliano Pona.

CASA DI BAMBOLA con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo adattamento e regia Roberto Valerio scena Giorgio Gori costumi Lucia Mariani luci Emiliano Pona produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Lo spettacolo arriva al Montand nel corso della lunga tournée 2016/2017 che lo ha visto ospite, con grande successo, in importanti teatri come il Comunale di Ferrara, il Vascello di Roma e il Metastasio di Prato.

Prima dello spettacolo, nuovo appuntamento con la degustazione targata Slow Food con i salumi di CINTA SENESE della Azienda Agricola IL RUSCELLO, di Guido Nenna, di CHIANNI (PI), accompagnati da  Vino bianco IGT TOSCANA “SAVIUM” della Az. Agricola Marini Giuseppe di Pistoia.

La stagione teatrale è realizzata anche con il sostegno di Unicoop Firenze e con il contributo di tre aziende del territorio: Polli, Tiger Flex e Arredamenti Goti.

Quando nel 1879 Casa di bambola fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei.

Una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine ‘800 che, attraverso la riscrittura e rielaborazione scenica del testo, dà vita ad uno spettacolo dove il centro è “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.

CASA DI BAMBOLA con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo adattamento e regia Roberto Valerio scena Giorgio Gori costumi Lucia Mariani luci Emiliano Pona produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
CASA DI BAMBOLA con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo adattamento e regia Roberto Valerio
scena Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Casa di bambola è un testo complesso e seducente” – spiega Roberto Valerio” – “che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l’intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L’urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento. I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio/essenziale, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, tra la verità e la menzogna, tra il desiderio e la necessità. Uno spazio onirico che trasfigura la realtà in miraggio, delirio, allucinazione, incubo. Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l’avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei ‘sembra’ felice in questa sua gabbia familiare. Entrambi vittime della loro incapacità di comunicare realmente, entrambi intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati: lei consapevolmente confusa, lui ignaro e sentimentalmente analfabeta. Alberga in Nora la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell’infantilismo e dell’inettitudine. Ma quell’embrionale pallido incosciente rancore svanisce di fronte all’ideale di perfezione a cui ha ancorato l’immagine di Helmer; e così, la relazione tra i due è viziata dalla reificazione e dall’abuso, percepibile nel sottile confine che separa l’oltraggio dal gioco, l’acquiescenza dalla complicità, l’oppressione dalla devozione. Nora forse non possiede gli strumenti per sottrarsi ai vincoli che la tengono in scacco e le impediscono di evolvere come individuo pienamente cosciente, autonomo… Ma Nora è senz’altro attraversata, trafitta, tormentata dai germi della ribellione. Nora vuole naufragare. Vuole abbandonarsi nell’oceano infinito del possibile; quel brodo primordiale, quel tutto indefinito e molteplice, creatore di ogni cosa, soffio inquieto e vitale: la libertà. Suggestione vagheggiata, sognata, desiderata ma non agita. Che irrompe con forza crescente nella coscienza di Nora spingendola a intraprendere un cammino doloroso e pieno di insidie verso la maturità. Ma Nora come la fenice risorgerà dalle sue ceneri e spiccherà il volo verso la felicità? Sarà capace di sopravvivere alla distruzione di quel mondo che nonostante tutto l’ha cullata in acque rassicuranti e arenata in paradisi artificiali? Non sappiamo cosa ne sarà di Nora. Non sappiamo se sarà davvero capace di accogliere pienamente il cambiamento avvenuto dentro di lei per rifondarsi in una nuova esistenza. Non ci è dato saperlo. La portata tragicamente attuale di Casa di bambola si declina forse nell’ambiguità del finale. Solo immaginandoci Nora come una donna che vive, pensa, agisce nel nostro tempo presente, possiamo forse investire Casa di bambola di un significato ultimo che non tradisce il testo ma che è capace di parlare a un pubblico contemporaneo. “

TEATRO YVES MONTAND MONSUMMANO TERME

Domenica 26 Febbraio 2017, ore 21

CASA DI BAMBOLA

di Henrik Ibsen

adattamento e regia Roberto Valerio

con Valentina Sperlì, Roberto Valerio

Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo

scena Giorgio Gori – costumi Lucia Mariani – luci Emiliano Pona

una produzione

Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Toscana

VAI ALLO SPETTACOLO

Prevendita: Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112

Nei giorni 25 e 26 febbraio anche alla Biglietteria del Teatro Montand Monsummano Terme

0572 954474 (dalle 16.30 alle 19.30)

Info: Comune di Monsummano Terme 0572 959228

www.comune.monsummano-terme.pt.it – cultura@comune.monsummano-terme.pt.it

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www.pistoia17.it

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